sabato 11 febbraio 2017
mercoledì 8 febbraio 2017
CASARTIGIANI: CAGNAZZO A CAPO DELL'ANTIRACKET/ANTIUSURA TARANTO

“UN UFFICIO “ANTIRACKET/ANTIUSURA” A DISPOSIZIONE DI PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PRESSO GLI UFFICI DI “CASARTIGIANI” TARANTO”
L’Ufficio Antiracket predisposto alla Via R. Elena n.20, Taranto (Tel 0994520821) avrà l’obiettivo di offrire ai soggetti che denunciano usura ed estorsioni una completa assistenza per la risoluzione dei problemi economici e finanziari. Il Presidente Annicchiarico ed il Segretario Regionale Castronuovo nell’ultimo consiglio direttivo hanno nominato coordinatore e responsabile dell’Ufficio Michele Cagnazzo, Criminalista ed Esperto in Scienze Criminologiche applicate con significative esperienze di politica anticriminale alle spalle.

“Il fenomeno dell’usura a Taranto e provincia – afferma il Segretario Castronuovo – è estremamente insidioso, anche alla luce dell’attuale crisi economica, di conseguenza le risposte al fenomeno sono affidate alla messa in atto di strumenti di contrasto e repressione da un lato e di sostegno e prevenzione dall’altro. Ed è proprio su questi aspetti che si concentrerà l’attività dell’Ufficio Antiracket.”
“Obiettivo principale dell’Ufficio – afferma il Responsabile

Michele Cagnazzo, coordinatore ufficio antiracket Casartigiani Taranto
Michele Cagnazzo – sarà quello di assicurare una necessaria azione di sostegno nei confronti delle piccole e medie imprese che sono vittime del racket. Il messaggio –continua Cagnazzo –che ci preme veicolare ai piccoli e medi commercianti sarà quello di fare sempre affidamento sulla nostra presenza, perché senza libertà d’impresa non c’è né sviluppo né occupazione”.
martedì 4 ottobre 2016
domenica 2 ottobre 2016
martedì 27 settembre 2016
“A TARANTO SPUNTANO SALE GIOCHI COME FUNGHI”
CAGNAZZO: TARANTO TRA LE CITTA’
ITALIANE CON IL MAGGIOR NUMERO DI MACCHINETTE MANGIA SOLDI E SECONDA DOPO BARI
IN PUGLIA. Aumentano le richieste di sostegno al Sert.
Un
monitoraggio complesso, incrociato con la “Direzione Nazionale Antimafia” e
l’Agenzia delle Dogane e Monopoli (Aams). I tarantini un vero e proprio popolo
di scommettitori, si posizionano al 32°
posto delle province italiane dove c’è una raccolta per la spesa al gioco di
circa 618 milioni di euro (al lordo delle vincite), con una spesa procapite
annua di circa 1.100= euro. Mentre si posizione al 19° posto per apertura sale “slot machine”. Il dato inquietante è che
40.000 mq sono dedicati al gioco d’azzardo, su una popolazione tra Taranto e
provincia di 584.000 abitanti, quindi con la presenza di una slot machine ogni
530 abitanti. Quanto a numero di esercizi sul territorio, non c’è storia,
vince la provincia di Lecce: circa 2.000. Segue la provincia di Bari con circa
1.600 sale, quella di Taranto a quota
1.100, Foggia con 960 esercizi, infine i 900 locali di Brindisi. Le
posizioni però cambiano se si tiene conto solo delle città capoluogo: Bari
balza in testa con circa 370 esercizi,
seguita da Taranto con 340, Lecce con 240, Foggia con 225 e Brindisi con
165. A sostenerlo è il Criminalista
Michele Cagnazzo, tra i maggiori esperti ed analisti in ambito criminalità
organizzata, con diversi riconoscimenti istituzionali alle spalle e autore di
diverse pubblicazioni scientifiche sulla mafia. Continua Cagnazzo:
“L’equazione è elementare: più alto è il numero delle slot machine, più si
gioca e più si perde. Dalla ricerca è emerso che il 51% dei tarantini ha
giocato almeno una volta, sperando in una vincita in denaro. Tra giocatori
“problematici” e “patologici” migliaia di tarantini sono alle prese con un vero
e proprio disturbo. Il fenomeno non ha età. Riguarda tanto gli adulti quanto i
più giovani. Dall’analisi è emerso che i maggiori scommettitori sono gli
operai, a seguire impiegati, pensionati, studenti, casalinghe, liberi
professionisti e disoccupati. Spiega Cagnazzo: “Quello che maggiormente
preoccupa dai dati ufficiali sui giocatori patologici a Taranto, è che quelli
presi in cura dai Sert aumentano del 50% ogni anno. Nel 2013 erano circa 80, dato che però rappresenta una sottostima
del fenomeno. Il dato certo è che stanno aumentando le persone che fanno
richiesta di sostegno ai Servizi Sert del Dipartimento di Salute mentale e
dipendenze, infatti nel 2015 sono circa
200 le unità, di cui il 22% donne, con un’età media che va dai 40 ai 54 anni.
Un fenomeno in crescita frutto anche della crisi economica, che spinge tante
persone a cercare “fortuna”. Purtroppo dietro al fenomeno conosciuto si annida
un’ampia fascia di persone sommerse che giocano ma di cui nessuno sa nulla. Si
perde denaro, si entra anche in un giro di prestiti forniti da usurai che
mettono in pericolo tutta la famiglia del giocatore. Continua Cagnazzo: “Numeri
alla mano siamo di fronte ad un contrappasso quasi dantesco: la recessione
continua a svuotare i portafogli ma aumentano i soldi spesi nelle slot machine.
Un mix di gioco d’azzardo e disperazione ma anche ludopatie e disagio sociale.
Quello che si mette in gioco, in realtà, è la vita stessa, le relazioni e gli
affetti, per arrivare al Sert quando tutto è già compromesso. Conclude
Cagnazzo: “Credo che di fronte a questi numeri e storie drammatiche,
l’Amministrazione Comunale può fare tanto. Magari approvando in consiglio
comunale un regolamento che prevede norme restrittive per arginare il fenomeno
della proliferazione incontrollata. Qualche soluzione si può comunque
azzardare, se si vuole.”
Uff. Stampa
Tel. 333/2841106
Tel. 333/2841106
giovedì 8 settembre 2016
venerdì 22 luglio 2016
martedì 19 luglio 2016
“Taranto: le mani degli immigrati sul racket dell’elemosina”
Taranto, Viale Magna
Grecia. A partire dalle prime luci del giorno, un immigrato, probabilmente africano,
si posiziona davanti alla sede della “Banca Nazionale del lavoro” con un
cappellino da baseball in mano per chiedere l’elemosina. Sta lì fino al primo
pomeriggio, poi sparisce. Se qualcun altro
– anche italiano- prova a far concorrenza, ma non appartiene al giro,
cominciano i guai. La
domanda che ci si pone: Questuanti o Sfruttati?
Persone che chiedono l’elemosina o uomini sfruttati da organizzazioni
criminali? A sollevare la questione è il Criminalista Michele Cagnazzo, Direttore
del Centro Studi Ricerche Operative Antimafia, che nei prossimi giorni
presenterà un esposto al Sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, per chiedere
spiegazioni in merito al moltiplicarsi del numero di questuanti. Continua Cagnazzo: “davanti a tutti i
supermercati cittadini, tabaccai, bar, piccoli esercizi commerciali –spiega-
c’è una persona di colore che svolge attività di accattonaggio; il fatto che ve
ne si trovi solo uno e in quasi la totalità dei centri, porta a pensare che queste
persone, in qualche modo, siano organizzate. Tale organizzazione può essere
autonoma o provenire da terzi che coordinano o sfruttano i questuanti. Qualora
ci si trovasse dinnanzi ad una precisa organizzazione –continua Cagnazzo-
verseremmo in ipotesi di gravissimo allarme sociale e di innegabile rilevanza
penale. Gli immigrati sono facilmente ricattabili per via della loro condizione
di clandestini”. Pertanto Cagnazzo,
chiederà al Primo Cittadino: “Se il fenomeno sia monitorato, Se possa
escludere situazioni di sfruttamento o caporalato e Se ritenga normale che
davanti ad ogni supermercato cittadino o altro esercizio commerciale vi sia una
persona che chiede l’elemosina. Questo fenomeno crea insicurezza e paura alla
gente anziana, anche di giorno. Auspico che il Primo Cittadino comprenda che
l’accattonaggio è diventato una vera emergenza”. Conclude Cagnazzo: “ritengo,invece, plausibile che questa vergogna
quotidiana, di giovani e meno giovani, sani e zoppicanti, giunti dalle più
disparate zone d’Europa, non siano arrivati singolarmente ma attraverso qualche
organizzazione che si premura di accompagnarli direttamente sul posto.
Probabilmente si sono creati dei racket, e per molti mendicare è diventata
un’occupazione e un modo abituale di vivere. Non dimenticando che
l’accattonaggio è un reato. E non è questione di razzismo, a Taranto comincia a
diventare un problema di ordine sociale e pubblico”.
Ufficio Stampa
giovedì 3 marzo 2016
venerdì 12 febbraio 2016
A BREVE NELLE MIGLIORI LIBRERIE L'ULTIMO LIBRO DI MICHELE CAGNAZZO
“Continuerò a guardarti
in faccia” sottotitolato “Senza compromessi”.
“Continuerò a guardarti in faccia” è una straordinaria quanto
allarmante lettura del nostro tempo. Uno strumento di eccezionale valore, per
tutti coloro che vogliono capire dove ci troviamo e cosa sta accadendo attorno
a noi e magari per intuire e cominciare ad imboccare una possibile via
d’uscita. ”. Michele
Cagnazzo (Criminalista e Studioso di Scienze Criminologiche applicate, in ambito mafia e criminalità organizzata), in
questo libro stigmatizza, che un altro modo in cui si è declinata nel tempo la
criminalità dei potenti in Italia è stata, la corruzione. Sottolineando la
differenza, che altrove la corruzione è una sommatoria di casi singoli, di
cadute individuali che vengono riprovate pubblicamente. In Italia, invece, la
corruzione si manifesta subito come sistemica, come codice culturale della
classe dirigente che si auto garantisce l’impunità. Questa straordinaria
continuità storica della corruzione sistemica nella storia italiana – continua
Cagnazzo – dimostra quanto sia depistante continuare a parlare di “questione
morale”. Una patologia del potere, che gode in un modo o in un altro di eterna
impunità e che va interpretata per quello che realmente è. Un codice culturale
che plasma la forma stessa di esercizio del potere. Insomma - con una vena di
pessimismo che attraversa tutto il saggio - la corruzione in Italia non è una
deviazione del potere ma una forma “naturale” di esercizio del potere che gode
di accettazione culturale da parte della classe dirigente e che conta sulla
rassegnazione culturale delle classi sottostanti. “Se le
parole e gli argomenti spariscono – scrive Cagnazzo – insieme spariscono il
Pensiero e le Aspirazioni ad una società migliore, ecco perché dobbiamo
continuare a guardarla in faccia”.
Un
libro implacabile che non perdona nessuno, specie chi ha guastato, rotto,
viziato questo Paese ed inchioda la Politica alle proprie responsabilità.
Un viaggio tra riflessioni e lettere, attaccando chi ha buttato questa Nazione in un vicolo cieco e chi si salverà sarà solo chi saprà grattare con le unghie un muro, fino a creare un cunicolo per riveder spuntare la luce della speranza.
Un viaggio tra riflessioni e lettere, attaccando chi ha buttato questa Nazione in un vicolo cieco e chi si salverà sarà solo chi saprà grattare con le unghie un muro, fino a creare un cunicolo per riveder spuntare la luce della speranza.
giovedì 4 febbraio 2016
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