<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751</id><updated>2012-02-16T12:45:17.635+01:00</updated><title type='text'>"In prima linea contro la mafia"</title><subtitle type='html'>Per tutti coloro che desiderano intervenire e commentare i temi tratti nel blog di Michele Cagnazzo è disponibile l'indirizzo email: ufficiostampa.cagnazzo@email.it</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>71</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-8739145787296679995</id><published>2011-10-23T20:39:00.001+02:00</published><updated>2011-10-23T20:41:28.760+02:00</updated><title type='text'>“La criminalità organizzata barese ricicla con le scommesse”</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 27px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:18.0pt;line-height:115%"&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:16.0pt; line-height:115%"&gt;“Michele Cagnazzo, a capo dell’Osservatorio: un giro d’affari che negli &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:16.0pt; line-height:115%"&gt;ultimi anni è cresciuto del 400%”&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:16.0pt; line-height:115%"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt; line-height:115%"&gt;Un sistema sempre più diffuso di “ripulire” il denaro sporco: la malavita va in cerca di biglietti vincenti e se li compra (con un sovraprezzo) per dimostrare la provenienza legale del denaro. La criminalità barese sfrutta i giochi legali per ripulire i propri soldi sporchi. Come? Compra i biglietti fortunati attraverso una fitta rete di rivendite che fungono anche da segnalatori, pagano un piccolo sovraprezzo, e intascano loro la vincita: così il denaro diventa lecito, pronto ad essere reinvestito. &lt;b&gt;La novità della ricerca dell’Osservatorio Regionale sulla Legalità, fa notare come oggi ci sia un mercato nel barese che non ha conosciuto crisi, e che anzi ha visto crescere il proprio giro d’affari di quasi il 400 per cento. La raccolta per il gioco legale, dai casinò alle agenzie di scommesse nella sola Regione Puglia è passata dagli 800 milioni di euro del 2006 ai 3 miliardi di euro dell’ultimo anno.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;“Di fronte a una crisi economica il gioco dovrebbe diminuire, invece succede il contrario” &lt;/i&gt;afferma il criminalista Michele Cagnazzo, esperto di criminalità organizzata e responsabile dell’Osservatorio. Continua Cagnazzo: &lt;i&gt;“E’ vero che gli italiani sono malati del gioco, è pur vero che la crescita dei volumi non è proporzionale all’aumento del reddito medio. E’ evidente che quei soldi provengono da altre provviste”. &lt;/i&gt;Cagnazzo guarda ai grandi numeri, affermando che &lt;i&gt;“nei momenti di crisi tanti invocano la consolazione della dea bendata e affollano le ricevitorie”. &lt;/i&gt;E da studioso, crede, fino a prova contraria, che in quel fatturato cresciuto quattro volte venga immesso un fiume di denaro scaturito dall’economia sommersa.&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;i&gt;“ Un paradosso – continua il criminalista – la scelta di legalizzare le scommesse doveva servire a contrastare la rete di raccolta abusiva gestita dalla criminalità (e rimpinguare le casse dello Stato). Pochi anni dopo, quella decisione si è trasformata nella più semplice opportunità per ripulire denaro”.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;Un fenomeno sempre più diffuso nel barese, senza distinzione di ceti: basta trovare la persona ed il luogo giusto. &lt;b&gt;&lt;i&gt;“Dal nostro stato di osservazione – prosegue Cagnazzo – a Bari e provincia davanti a tabaccai, bar, ricevitorie, agenzie di scommesse è un via vai di casalinghe, pensionati, disoccupati, qualche commerciante e molti impiegati ed operai. A volte ci si imbatte in professionisti in giacca e cravatta, che provano a mimetizzarsi celando il proprio volto dietro grossi occhiali da sole griffati. Tutti cercano qualcuno, una sorta di benefattore. Un qualcuno, più affidabile e più solerte di un istituto bancario, quando deve prestare denaro o quando fa da bancomat agli scommettitori: insomma un moderno usuraio. C’è sempre qualcuno in ogni punto vendita che ha queste caratteristiche, ed è a disposizione di tutti. Anche quando qualcuno vince una somma superiore a quella che viene subito riconosciuta agli sportelli delle ricevitorie del lotto o delle agenzie di scommesse, si rivolge a lui per ritirare il premio in poche ore. Il fortunato riscuote immediatamente, rinunciando ad una percentuale minima pur di avere tra le mani l’incasso. Questo “benefattore” acquisisce un titolo che porta diritto in banca, così da poter giustificare il denaro che transita sul suo conto. Sempre che alla sua porta non bussi, nel frattempo, qualcuno con la stessa esigenza e che paghi bene quel servizio: un esponente della criminalità, un imprenditore o un professionista con troppi soldi in nero, un dirigente pubblico o il galoppino di un politico che ha mazzette da investire. Tutti sullo stesso livello, tutti pronti a barare per mostrarsi “fortunati” al gioco. Così, tra i clienti di questo “benefattore” ci puoi trovare anche la crema della borghesia barese, alla disperata ricerca di un tagliando d’oro da esibire in caso di accertamenti fiscali o di indagini. Basta anche solo una fotocopia&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;della schedina, perché le giocate sono sempre anonime.”&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;La criminalità organizzata si è infilata nel settore in modi diversi. Da un lato, attraverso la gestione diretta di parte di migliaia di centri autorizzati; dall’altro, esiste la prova di massicce puntate con denaro sporco nella speranza statistica di ottenere comunque vincite significative e legittime. La punta dell’iceberg sono quegli esponenti della criminalità organizzata che riciclano acquistando o estorcendo, in alcuni casi, i tagliandi vincenti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt; line-height:115%"&gt;Michele Cagnazzo&lt;span&gt;      &lt;/span&gt;&lt;span&gt;                                                             &lt;/span&gt;&lt;span&gt;                             &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt; line-height:115%"&gt;Criminalista– Resp.le “Osservatorio Regionale sulla Legalità” Puglia&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt; line-height:115%"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-8739145787296679995?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/8739145787296679995/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=8739145787296679995' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/8739145787296679995'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/8739145787296679995'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2011/10/la-criminalita-organizzata-barese_23.html' title='“La criminalità organizzata barese ricicla con le scommesse”'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-283443457912695915</id><published>2011-10-23T20:34:00.003+02:00</published><updated>2011-10-23T20:37:29.555+02:00</updated><title type='text'>La criminalità organizzata barese ricicla con le scommesse". MICHELE CAGNAZZO: "Un giro d'affari che negli ultimi anni è cresciuto del 400%"</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-lGGR_aHVhF0/TqRemQBefUI/AAAAAAAAAVA/sV_UzImTKQs/s1600/scommesse.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 230px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-lGGR_aHVhF0/TqRemQBefUI/AAAAAAAAAVA/sV_UzImTKQs/s400/scommesse.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5666758242368126274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-283443457912695915?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/283443457912695915/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=283443457912695915' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/283443457912695915'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/283443457912695915'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2011/10/la-criminalita-organizzata-barese.html' title='La criminalità organizzata barese ricicla con le scommesse&quot;. MICHELE CAGNAZZO: &quot;Un giro d&apos;affari che negli ultimi anni è cresciuto del 400%&quot;'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-lGGR_aHVhF0/TqRemQBefUI/AAAAAAAAAVA/sV_UzImTKQs/s72-c/scommesse.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-7310762738219896873</id><published>2011-08-11T15:24:00.000+02:00</published><updated>2011-08-11T15:26:06.556+02:00</updated><title type='text'>Prosegue l'inchiesta di Michele Cagnazzo sull'emergenza cocaina a Bari</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-84q7WifwTFs/TkPYZ1vztkI/AAAAAAAAATs/QnM-fTRXjlo/s1600/quotidiano%2Bdi%2Bbari.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; 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per l&apos;inchiesta sui &quot;Compro Oro&quot;'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-3257041960244583800</id><published>2011-05-25T11:52:00.002+02:00</published><updated>2011-05-25T11:53:02.793+02:00</updated><title type='text'>Canosa: Anniversario della strage di Capaci 2011. Ospiti d'eccezione il Criminalista Michele Cagnazzo e il Procuratore Antimafia Giuseppe Scelsi.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-8SWQ3hkCd-g/TdzRerAtjxI/AAAAAAAAATg/LNPZNty7h94/s1600/230567_2016223854630_1514873069_2185533_4477509_n.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 281px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-8SWQ3hkCd-g/TdzRerAtjxI/AAAAAAAAATg/LNPZNty7h94/s400/230567_2016223854630_1514873069_2185533_4477509_n.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5610589560668786450" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-4zCJXWxYwsA/TdzReTH8UPI/AAAAAAAAATY/lWLZEwb6VRM/s1600/230502_2023393313862_1514873069_2195430_4066947_n.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 238px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-4zCJXWxYwsA/TdzReTH8UPI/AAAAAAAAATY/lWLZEwb6VRM/s400/230502_2023393313862_1514873069_2195430_4066947_n.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5610589554256662770" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-3257041960244583800?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/3257041960244583800/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=3257041960244583800' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/3257041960244583800'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/3257041960244583800'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2011/05/canosa-anniversario-della-strage-di.html' title='Canosa: Anniversario della strage di Capaci 2011. Ospiti d&apos;eccezione il Criminalista Michele Cagnazzo e il Procuratore Antimafia Giuseppe Scelsi.'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-8SWQ3hkCd-g/TdzRerAtjxI/AAAAAAAAATg/LNPZNty7h94/s72-c/230567_2016223854630_1514873069_2185533_4477509_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-5556816358975840044</id><published>2011-04-30T12:49:00.000+02:00</published><updated>2011-08-11T15:29:36.224+02:00</updated><title type='text'>Michele Cagnazzo, tra gli obiettivi sensibili, ne parla l'autorevole "Rapporto Ossigeno 2010"</title><content type='html'>&lt;object width="320" 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Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Qbzg6hvahAY/TZsqwT7LBWI/AAAAAAAAAR4/APm6SeL66Mw/s72-c/michele%2Bgazzetta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-5860861050625199198</id><published>2011-04-02T14:21:00.000+02:00</published><updated>2011-04-02T14:21:39.086+02:00</updated><title type='text'>"Michele Cagnazzo, inchiesta sulla criminalità barese"</title><content type='html'>&lt;iframe width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/TKN22uLj8kk?fs=1" frameborder="0" allowFullScreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-5860861050625199198?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/5860861050625199198/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=5860861050625199198' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/5860861050625199198'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/5860861050625199198'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2011/04/michele-cagnazzo-inchiesta-sulla_02.html' title='&quot;Michele Cagnazzo, inchiesta sulla criminalità barese&quot;'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/TKN22uLj8kk/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-1501148402162851868</id><published>2011-03-25T12:10:00.003+01:00</published><updated>2011-03-25T12:21:37.388+01:00</updated><title type='text'>Michele Cagnazzo al Polifunzionale della Polizia di Stato</title><content type='html'>Michele Cagnazzo, criminalista e studioso di scienze criminologiche applicate, tra i maggiori esperti di mafia, discute di riciclaggio di capitali illeciti al Polifunzionale della Polizia di Stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-cu6nzm0SAU8/TYx5uWhxROI/AAAAAAAAARw/zwdi67oNKXw/s1600/P2280006.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5587975074888107234" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-cu6nzm0SAU8/TYx5uWhxROI/AAAAAAAAARw/zwdi67oNKXw/s400/P2280006.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-A-Y9g2XQra0/TYx5Uh1_PRI/AAAAAAAAARo/PvMFMH6hyUA/s1600/P2280007.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5587974631249100050" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-A-Y9g2XQra0/TYx5Uh1_PRI/AAAAAAAAARo/PvMFMH6hyUA/s400/P2280007.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-PWcoa5v-iNQ/TYx5UcSVIpI/AAAAAAAAARg/TLOg-ezvguw/s1600/P2280008.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5587974629757362834" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-PWcoa5v-iNQ/TYx5UcSVIpI/AAAAAAAAARg/TLOg-ezvguw/s400/P2280008.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-5KS4m9qyJzY/TYx5UH3TudI/AAAAAAAAARY/iVeihi96Zbo/s1600/P2280015.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5587974624275315154" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-5KS4m9qyJzY/TYx5UH3TudI/AAAAAAAAARY/iVeihi96Zbo/s400/P2280015.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-KO79cVLUHP0/TYx5T0qViqI/AAAAAAAAARQ/mj5Fv8VyabM/s1600/P2280016.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5587974619120634530" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-KO79cVLUHP0/TYx5T0qViqI/AAAAAAAAARQ/mj5Fv8VyabM/s400/P2280016.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-gGxNd01Vqfg/TYx5T2WViDI/AAAAAAAAARI/0RXqimKm6vw/s1600/P2280018.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5587974619573618738" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-gGxNd01Vqfg/TYx5T2WViDI/AAAAAAAAARI/0RXqimKm6vw/s400/P2280018.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-1501148402162851868?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/1501148402162851868/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=1501148402162851868' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/1501148402162851868'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/1501148402162851868'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2011/03/michele-cagnazzo-al-polifunzionale.html' title='Michele Cagnazzo al Polifunzionale della Polizia di Stato'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-cu6nzm0SAU8/TYx5uWhxROI/AAAAAAAAARw/zwdi67oNKXw/s72-c/P2280006.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-2031567856497115061</id><published>2011-03-15T17:08:00.001+01:00</published><updated>2011-03-15T17:09:47.844+01:00</updated><title type='text'>ALLARME COCAINA A BARI: NE PARLA IL CRIMINALISTA MICHELE CAGNAZZO, AUTORE DELL'INCHIESTA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-44tp2CtMta4/TX-PIFbEXzI/AAAAAAAAARA/8E83lAqLRgc/s1600/articolo%2Bcorriere%2Bsera.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 284px;" 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href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/2031567856497115061'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2011/03/allarme-cocaina-bari-ne-parla-il.html' title='ALLARME COCAINA A BARI: NE PARLA IL CRIMINALISTA MICHELE CAGNAZZO, AUTORE DELL&apos;INCHIESTA'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-44tp2CtMta4/TX-PIFbEXzI/AAAAAAAAARA/8E83lAqLRgc/s72-c/articolo%2Bcorriere%2Bsera.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-3422820150766378665</id><published>2011-03-15T17:07:00.001+01:00</published><updated>2011-03-15T17:07:56.500+01:00</updated><title type='text'>Allarme cocaina a Bari</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" align="center" style="text-align:center;mso-pagination:none; mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:16.0pt; line-height:115%;mso-ascii-font-family:Calibri;mso-hansi-font-family:Calibri; mso-bidi-font-family:Calibri"&gt;“Emergenza cocaina a Bari e provincia.”&lt;br /&gt;L’inchiesta del criminalista Michele Cagnazzo a capo dell’Osservatorio Regionale sulla Legalità Puglia, fotografa una situazione drammatica&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" align="center" style="text-align:center;mso-pagination:none; mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:16.0pt; line-height:115%;mso-ascii-font-family:Calibri;mso-hansi-font-family:Calibri; mso-bidi-font-family:Calibri"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" align="center" style="text-align:center;mso-pagination:none; mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:20.0pt; line-height:115%;mso-ascii-font-family:Calibri;mso-hansi-font-family:Calibri; mso-bidi-font-family:Calibri"&gt;“Una classe dirigente che può finire in polvere”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" align="center" style="text-align:center;mso-pagination:none; mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:20.0pt; line-height:115%;mso-ascii-font-family:Calibri;mso-hansi-font-family:Calibri; mso-bidi-font-family:Calibri"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-justify:inter-ideograph; mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;line-height:115%;mso-ascii-font-family:Calibri; mso-hansi-font-family:Calibri;mso-bidi-font-family:Calibri"&gt;L’avvocato e la babysitter, il medico e il camionista, la maestra d’asilo, il politico e l’imprenditore, il bancario e il broker.&lt;br /&gt;Mestieri diversi di persone a cui affidiamo quotidianamente la nostra vita o quella dei nostri bambini, i nostri risparmi o i nostri beni. Uomini e donne che in alcuni casi nascondono un vizio che li rende del tutto inaffidabili , a volte pericolosi: è la fotografia dei cocainomani baresi.&lt;br /&gt;A parlare è il criminalista e studioso di scienze criminologiche applicate Michele Cagnazzo: “una droga che modifica il codice etico, che disinibisce, toglie la paura e dà il gusto del rischio, magari in mestieri dove sarebbero necessarie calma e riflessività”. Continua Cagnazzo: “Recentemente, si è rivolto al SERT un medico chirurgo che opera nell’hinterland barese. Per fare carriera, accetta i turni di notte ma la sua, è una lucidità drogata, come la sua mano”.&lt;br /&gt;Una storia come mille altre nella “Bari da bere”, dove ormai “le interazioni sono influenzate dalla cocaina” assicura Cagnazzo “in tutti i campi”.&lt;br /&gt;“Chi fa uso di questa droga è ben inserito nella società e impone modelli di azione temerari e aggressivi”. Basterebbe girare la notte del sabato sera&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;per avere la fotografia di una società “cocainizzata”, ne riconosciamo gli estremi, gli eccessi. Continua sempre Cagnazzo: “Per colpa della cocaina si varcano soglie da cui è difficile tornare indietro”. Sesso estremo, incesto, pedofilia, ogni fantasia rischia di diventare realtà.&lt;br /&gt;Secondo l’indagine dell’Osservatorio: “C’è un consumo gigantesco ed una domanda spaventosa di cocaina. La novità è che tale richiesta proviene, non solo dai marginali della società, ma da onesti lavoratori, professionisti affermati, giovani e meno giovani”. Secondo il rapporto, il numero dei consumatori baresi giovanissimi, è in continua crescita. &lt;u&gt;Sarebbero 9 baresi&lt;/u&gt; su cento, ovvero &lt;u&gt;29.700 baresi compresi tra i 14 e i 54 anni, &lt;/u&gt;ad aver fatto uso di cocaina e cannabis almeno una o più volte nella vita. &lt;u&gt;Di questi, il 15% si rivolge ai SERT&lt;/u&gt;, chiedendo di essere aiutato a disintossicarsi. Il rapporto indaga molti aspetti, tra cui, non è un mistero che la cocaina, come le altre droghe, è presente nella vita quotidiana di persone rispettabilissime. Come non è un mistero che essa, causi una gravissima forma di dipendenza fisica e psicologica. La risposta, per tutti e due gli aspetti del fenomeno, è forse nel riconoscimento della realtà. Con la droga si vive. Con la droga, si conduce una lotta per liberarsene. Con la droga si muore.&lt;br /&gt;Però, quando l’inchiesta condotta dall’Osservatorio si dice che sono i comuni cittadini ad essere consumatori abituali di stupefacenti e che la penetrazione della droga, nella vita di tutti i giorni, è tale da rendere impossibile il lavoro di contrasto, ci si pone inevitabilmente delle domande. Perché non fare in modo che queste persone siano sottratte alla contiguità con le organizzazioni criminali che gestiscono i traffici?&lt;br /&gt;Visti i numeri, non è difficile immaginare quanto sia esteso il dominio di chi controlla il mercato della “neve”.&lt;br /&gt;Solo con la cocaina, le organizzazioni criminali baresi, fatturano diversi milioni di euro grazie ad una domanda della società barese che ha assunto proporzioni apocalittiche. Non c’è festa, nella “Bari da bere”, dove alla fine, invece di un buon caffè o limoncello, non si chiuda con un bel vassoio d’argento con tanta, tantissima, neve bianca.&lt;br /&gt;Mondi diversi si incrociano davanti a vassoi pieni di polvere bianca: dalla politica alla comunicazione, alla finanza, molti “potenti” vengono uniti da un filo bianco. Un club esclusivo, i cui membri si scambiano anche notizie sensibili.&lt;br /&gt;Fornitori ufficiali dei clan baresi, i cartelli più potenti della ‘ndrangheta e della camorra, che sono oggi tra i più grandi mediatori mondiali per il traffico della cocaina. Tutto questo si verifica in una Bari, dove i clan Strisciuglio, Capriati, Diomede, Mercante e Di Cosola si sono a lungo fronteggiati per il controllo dei vari quartieri, nonché di acquisire un ruolo sempre più autonomo nel settore del traffico degli stupefacenti. Vengono a rifornirsi da tutta la provincia barese, anche nel quartiere Japigia, sempre trafficatissimo, il viaggio della speranza per approvvigionarsi di polvere bianca, di ottima qualità, lo compiono in tanti. La mattanza tra i clan baresi avviene sul piano commerciale, quando si riesce a comprare meglio e a rivendere ad un prezzo concorrenziale. Non stiamo parlando di chili ma di quintali di cocaina l’anno. Smerciati anche attraverso insospettabili pusher in tutto il barese. Diventa facile capire la quantità di denaro di cui dispongono i clan, al netto di cemento ed estorsioni, dove gli accordi ed i relativi acquisti, vengono decisi a pranzo nei migliori ristoranti di Bari e Matera, passando per Altamura. Conclude Cagnazzo: “Non sono pochi neanche i consumatori baresi che hanno iniziato a mantenere il proprio vizio pagando “in natura”, ovvero in “prestazioni lavorative” o notizie. Una rete sempre più estesa nel barese, in cui anche il consumatore può diventare spacciatore e guadagnare molto denaro. Come, talvolta, dimostrano le fuoriserie che sfrecciano nelle notti baresi: alla guida lo studente o il barista, unico requisito, un’agenda fitta di nomi. Aggiunge Cagnazzo: “Un medico barese, mi ha confidato di aver visto un professionista quarantenne, con i lobi frontali del cervello ridotti come quelli di un ottantenne malandato. Senza calcolare, lo sfiancamento delle pareti cardiache e del sistema circolatorio. Il peso di questa epidemia sul nostro sistema sanitario, di per sé già malandato, sarà devastante”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;!--[if !supportLineBreakNewLine]--&gt;&lt;br /&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" align="right" style="text-align:right;mso-pagination:none; mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt; line-height:115%;mso-ascii-font-family:Calibri;mso-hansi-font-family:Calibri; mso-bidi-font-family:Calibri"&gt;Dott. Michele Cagnazzo&lt;br /&gt;Criminalista e studioso di&lt;br /&gt;Scienze Criminologiche Applicate&lt;br /&gt;Resp.le “Osservatorio Regionale sulla Legalità – Puglia”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-3422820150766378665?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/3422820150766378665/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=3422820150766378665' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/3422820150766378665'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/3422820150766378665'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2011/03/allarme-cocaina-bari.html' title='Allarme cocaina a Bari'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-6989649064278220516</id><published>2011-03-09T16:37:00.001+01:00</published><updated>2011-03-09T16:41:08.052+01:00</updated><title type='text'>L'inchiesta sui "Compro Oro" del criminalista Michele Cagnazzo prosegue con ulteriori e significativi sviluppi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-n-WJVTLG7RI/TXefVHeBmII/AAAAAAAAAQ4/Qj-WCHzk7HU/s1600/articolo1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 282px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-n-WJVTLG7RI/TXefVHeBmII/AAAAAAAAAQ4/Qj-WCHzk7HU/s400/articolo1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5582105448280070274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-6989649064278220516?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/6989649064278220516/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=6989649064278220516' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/6989649064278220516'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/6989649064278220516'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2011/03/linchiesta-sui-compro-oro-del.html' title='L&apos;inchiesta sui &quot;Compro Oro&quot; del criminalista Michele Cagnazzo prosegue con ulteriori e significativi sviluppi'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-n-WJVTLG7RI/TXefVHeBmII/AAAAAAAAAQ4/Qj-WCHzk7HU/s72-c/articolo1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-7979710723041563561</id><published>2011-03-09T16:15:00.003+01:00</published><updated>2011-03-09T16:37:11.351+01:00</updated><title type='text'>Le inchieste sui "Compro Oro" danno ragione al criminalista ed esperto di mafia Michele Cagnazzo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/--VzS2TUp8fg/TXeemrYRh3I/AAAAAAAAAQw/F7gesuqoibw/s1600/articolo2-1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; 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text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 286px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-a7XQc7tdMXE/TXeel8azk8I/AAAAAAAAAQg/5-B7FGk0P08/s400/articolo2-3.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5582104637859926978" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-7979710723041563561?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/7979710723041563561/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=7979710723041563561' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/7979710723041563561'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/7979710723041563561'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2011/03/le-inchieste-sui-compro-oro-danno.html' title='Le inchieste sui &quot;Compro Oro&quot; danno ragione al criminalista ed esperto di mafia Michele Cagnazzo'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/--VzS2TUp8fg/TXeemrYRh3I/AAAAAAAAAQw/F7gesuqoibw/s72-c/articolo2-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-8908029796056194261</id><published>2011-01-21T21:15:00.002+01:00</published><updated>2011-01-21T21:20:01.681+01:00</updated><title type='text'>Michele Cagnazzo tra gli obiettivi sensibili. "Rapporto Ossigeno 2010"</title><content type='html'>&lt;div&gt;O2 ossigeno per l’informazione.Rapporto 2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt;osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2/ Questi alzano il tiro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Trentacinque almeno i cronisti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nel mirino in pochi mesi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di Roberta Mani e Roberto Salvatore Rossi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«Caro Sandro, nonostante i tuoi baffoni neri, l’età avanza. Mentre&lt;/div&gt;&lt;div&gt;tuo fratello si è nutrito alla mammella dell’avvocato, tu non&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ti fai mancare niente. Ti sei chiesto quanta gente hai rovinato,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;quanta ne hai suicidata, quanta ne hai fatta ammalare? […] Tra&lt;/div&gt;&lt;div&gt;un po’ o tra qualche anno te ne andrai, ma aspettare che ti penta&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nella sofferenza non si può, per cui ti informiamo che sei il&lt;/div&gt;&lt;div&gt;secondo della lista. Il primo già lo abbiamo schedato e catalogato,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di lui sappiamo tutti i suoi movimenti e soprattutto dei suoi familiari.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;[….] Per quanto ti riguarda, fai attenzione, guardati le&lt;/div&gt;&lt;div&gt;spalle quando la mattina esci con i cani (bianco e nero) o quando&lt;/div&gt;&lt;div&gt;vai all’edicola anche se non vai sempre alla stessa. A te e all’altro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;rimane solo una possibilità, cambiare città, ma non ve lo consiglierei,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ci fareste perdere tempo e voi ne guadagnereste ma a quel&lt;/div&gt;&lt;div&gt;punto potremmo decidere di far pagare il vostro debito a qualcuno&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che vi è vicino nostro malgrado. […] Noi siamo seri abbiamo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;atteso troppo tempo, chiama e avverti chi vuoi, nessuno vi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;potrà proteggere per sempre».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Una lettera a Sandro Ruotolo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«La lettera mi è arrivata a casa il 3 ottobre scorso preceduta da&lt;/div&gt;&lt;div&gt;una telefonata, sempre a casa. Le indagini sono in corso. Le fa la&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Digos di Roma. L’ufficio al quale abbiamo consegnato anche tutte&lt;/div&gt;&lt;div&gt;le altre lettere arrivate alla redazione di Annozero. Tutte più o&lt;/div&gt;&lt;div&gt;meno con lo stesso messaggio: Morirete tutti, Travaglio, Santoro,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vauro, Ruotolo. Indubbiamente, però la missiva arrivata a casa&lt;/div&gt;&lt;div&gt;mia ha elementi che destano maggiore preoccupazione. È evidente&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che mi hanno seguito, che conoscono le mie abitudini. È la&lt;/div&gt;&lt;div&gt;classica tattica dell’intimidazione. Quando esco di casa ancora&lt;/div&gt;&lt;div&gt;oggi mi guardo intorno. Sono meno sereno, questa credo che sia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;la cosa peggiore, l’elemento che condiziona l’esistenza: la perdita&lt;/div&gt;&lt;div&gt;della serenità. Anche perché non ho scorta. Massima fiducia, naturalmente,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;per chi sta indagando e ha ritenuto che non debba&lt;/div&gt;&lt;div&gt;averla. E però, la minaccia ti fa riflettere, ti fa preoccupare. Ma&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O2 ossigeno per l’informazione.Rapporto 2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt;osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2/ Questi alzano il tiro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;non hai alternative. Ho 54 anni. Non posso pensare di cambiare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lo so fare così il giornalista, ho imparato a farlo così, nel modo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;in cui l’ho sempre fatto».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Al telefono, Sandro Ruotolo, storico giornalista Rai, collaboratore&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e amico di vecchia data di Michele Santoro, attuale conduttore di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Annozero. La lettera minatoria di cui si è molto parlato lo scorso&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ottobre, e che «Problemi dell’informazione» pubblica in esclusiva,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;è arrivata in un momento molto particolare. Ruotolo stava lavorando&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a una puntata sulla trattativa tra mafia e Stato nel periodo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a cavallo tra prima e seconda repubblica. Un patto, che, secondo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;le ipotesi più accreditate, avrebbe dovuto ristabilire lo status&lt;/div&gt;&lt;div&gt;quo precedente alle devastanti condanne del maxiprocesso&lt;/div&gt;&lt;div&gt;istruito dal pool antimafia di Palermo negli anni Ottanta. I mafiosi,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dopo la conferma delle condanne in cassazione, cercavano&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nuovi referenti politici. E li cercavano a modo loro, manu militari.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Applicando una strategia di attacco diretto allo Stato. Quella&lt;/div&gt;&lt;div&gt;stragista dei primi anni Novanta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Una puntata importante, non solo per le aspettative dell’opinione&lt;/div&gt;&lt;div&gt;pubblica, ma soprattutto perché rivelatrice di un dato nuovo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e stravolgente rispetto al movente dell’omicidio Borsellino. Claudio&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Martelli, guardasigilli in carica nel ’93, afferma infatti che&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sapeva già, qualche settimana dopo la morte di Falcone e prima&lt;/div&gt;&lt;div&gt;della morte di Borsellino, che alcuni alti graduati del Ros erano&lt;/div&gt;&lt;div&gt;in contatto con Vito Ciancimino, vecchio ex sindaco mafioso di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Palermo, referente del capo dei capi Totò Riina, e con lui stessero&lt;/div&gt;&lt;div&gt;trattando per far cessare la carneficina. Una circostanza che dà&lt;/div&gt;&lt;div&gt;respiro all’ipotesi investigativa per cui Borsellino sapeva del patto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e che sia stato ucciso perché vi si opponeva, o comunque perché&lt;/div&gt;&lt;div&gt;la trattativa si stava arenando date le inaccettabili richieste di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Totò Riina. Nella lettera pervenuta a Ruotolo prima della trasmissione&lt;/div&gt;&lt;div&gt;c’è un riferimento a quel periodo: «Il maresciallo Lombardo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;– dice Sandro – il carabiniere che si è suicidato in caserma&lt;/div&gt;&lt;div&gt;il 4 marzo del ’95. Nelle lettera ci sono accostamenti precisi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;alla quella storia. E sempre a Lombardo faceva riferimento almeno&lt;/div&gt;&lt;div&gt;un’altra lettera indirizzata a Michele arrivata in redazione in&lt;/div&gt;&lt;div&gt;quel periodo. Si sapeva che avremmo fatto una puntata sulla&lt;/div&gt;&lt;div&gt;mafia. Nella lunga missiva scritta al computer si parla anche di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dino Boffo, il “bolscevico” Dino Boffo, al tempo vittima della&lt;/div&gt;&lt;div&gt;bagarre politico-mediatica».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lombardo si uccise dieci giorni dopo una puntata di Tempo Reale,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;trasmissione di Raitre condotta da Santoro, durante la quale&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Leoluca Orlando, allora sindaco di Palermo, dichiarò che «pezzi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dello Stato a Terrasini stanno dalla parte della mafia» e chiese&lt;/div&gt;&lt;div&gt;alla magistratura «di indagare sul comportamento del precedente&lt;/div&gt;&lt;div&gt;responsabile della stazione dei carabinieri di Terrasini», il maresciallo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O2 ossigeno per l’informazione.Rapporto 2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt;osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2/ Questi alzano il tiro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lombardo. Il carabiniere, tre giorni dopo il programma,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sarebbe dovuto partire per gli Usa per prendere in consegna&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tano Badalamenti, vecchio boss di Terrasini a capo della cupola&lt;/div&gt;&lt;div&gt;prima dei Corleonesi. Avrebbe dovuto testimoniare al processo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Andreotti, smontando, si disse allora, il «teorema» Buscetta. Sandro:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«Chi ha scritto la lettera è uno che conosce bene la nostra&lt;/div&gt;&lt;div&gt;storia, non è un ragazzino, un Tartaglia qualsiasi. Anche se credo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che, per la nostra posizione, la mia come quella di Michele o di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Marco, paradossalmente è molto più pericoloso un individuo che&lt;/div&gt;&lt;div&gt;un’organizzazione. Siamo personaggi pubblici, inevitabilmente&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sovraesposti, in un periodo molto caldo della storia politica di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;questo Paese».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Trentacinque nuove minacce&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non c’è dubbio, certo, che il tessuto sociale dello Stivale da un&lt;/div&gt;&lt;div&gt;po’ di tempo sia attraversato da profondi squarci, da una perdurante&lt;/div&gt;&lt;div&gt;crisi politica, economica e culturale che fa male soprattutto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;alle sue dinamiche democratiche. I segni sono tanti, quelli più&lt;/div&gt;&lt;div&gt;gravi riguardano i difficili rapporti fra i poteri istituzionali. Ma&lt;/div&gt;&lt;div&gt;indice importante ne è inevitabilmente anche il mondo dell’informazione,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;il tentativo di imbavagliarla, di assoggettarne il ruolo,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;la funzione e i destini al volere di pochi, spesso non sempre&lt;/div&gt;&lt;div&gt;puliti, poteri economici e politici. In merito, il dato dei cronisti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;minacciati non può essere esaustivo, di certo però è un indicatore&lt;/div&gt;&lt;div&gt;funzionale perlomeno a tracciare lo scenario di scarsa serenità che&lt;/div&gt;&lt;div&gt;vive per forza di cose l’intero Paese. Tanto più che da quando,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;meno di un anno fa, «Ossigeno per l’informazione» ha pubblicato&lt;/div&gt;&lt;div&gt;il suo primo rapporto su queste pagine, l’Osservatorio ha potuto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;contare 35 nuovi gravi casi di minacce ai giornalisti. Il problema&lt;/div&gt;&lt;div&gt;naturalmente non riguarda solo i colleghi colpiti direttamente. È&lt;/div&gt;&lt;div&gt;chiaro, evidente, che la portata intimidatoria di un’auto bruciata&lt;/div&gt;&lt;div&gt;o di una lettera con sentenza di morte, coinvolge l’intera categoria.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Significa che di alcuni temi in particolare, il più delle volte&lt;/div&gt;&lt;div&gt;storie che riguardano le commistioni tra le consorterie criminali e&lt;/div&gt;&lt;div&gt;la politica o l’impresa, non bisogna parlare. Col risultato, spesso&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ottenuto, di opacizzare il dibattito pubblico su quelli che, come&lt;/div&gt;&lt;div&gt;la mafia, rimangono i fondamentali nodi da sciogliere del nostro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Paese.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fra i 35 casi, oltre a quello di Sandro Ruotolo, altri nomi noti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Già oggetto di attenzione più e più volte. La minacce nei loro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;confronti si fanno sempre più pericolose ed eclatanti. Stiamo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;parlando di Rosaria Capacchione e Lirio Abbate. La giornalista&lt;/div&gt;&lt;div&gt;de «Il Mattino» che già vive sotto scorta per le numerose minacce&lt;/div&gt;&lt;div&gt;subite dai Casalesi, lo scorso 11 febbraio, durante la presentazione&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di un libro alla libreria Feltrinelli di Napoli, è stata avvicinata&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O2 ossigeno per l’informazione.Rapporto 2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt;osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2/ Questi alzano il tiro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dal cugino del superlatitante Antonio Iovene che le ha contestato&lt;/div&gt;&lt;div&gt;alcuni articoli scritti un anno prima su un altro congiunto «eccellente»,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Riccardo Iovene, arrestato assieme all’autore della strage&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di Castelvolturno, il boss Giuseppe Setola, nel gennaio del 2009.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Oltre alla scorta, in libreria erano presenti decine di persone, carabinieri&lt;/div&gt;&lt;div&gt;graduati e il magistrato Raffaele Cantone.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L’attentato a Lirio Abbate&lt;/div&gt;&lt;div&gt;È passata quasi in sordina, invece, la notizia del progetto di un&lt;/div&gt;&lt;div&gt;attentato alla vita di Lirio Abbate, il giornalista che nel 2007 ha&lt;/div&gt;&lt;div&gt;firmato insieme a Peter Gomez una delle più straordinarie ricostruzioni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dei legami mafia-politica che hanno reso possibile&lt;/div&gt;&lt;div&gt;la lunghissima latitanza di Bernardo Provenzano. Per aver scritto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I Complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone&lt;/div&gt;&lt;div&gt;al Parlamento (Fazi Editore), Abbate è stato minacciato più volte.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Una bomba è stata scoperta sotto la sua auto a Palermo, il 4 settembre&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2007. Eppure non ha mai smesso di occuparsi di questi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;temi. Anzi, da quando, lo scorso anno, è passato dall’Ansa a&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«l’Espresso» ha intensificato il suo lavoro di inchiesta, specializzandosi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;proprio nel racconto della criminalità organizzata. Si è&lt;/div&gt;&lt;div&gt;occupato a fondo della «trattativa», ha scritto di ’ndrangheta e&lt;/div&gt;&lt;div&gt;della commistione tra mafia e impresa. Ha spiegato, con l’intervista&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a un anonimo imprenditore del Nord, uno dei meccanismi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;coi quali la mafia è riuscita a trasformare lo scudo fiscale in&lt;/div&gt;&lt;div&gt;un’immensa operazione di riciclaggio, chiedendo alle imprese assoggettate&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di prestare nome e mezzi per far rientrare i capitali&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sporchi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lo scorso 20 gennaio, prima il quotidiano «il Fatto» e poi l’Ansa&lt;/div&gt;&lt;div&gt;hanno dato notizia del contenuto di una lettera anonima che&lt;/div&gt;&lt;div&gt;svela il progetto di un attentato che aveva per bersaglio lui e il&lt;/div&gt;&lt;div&gt;procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso. Strettissimo riserbo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;della magistratura che sta indagando. Le uniche informazioni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;trapelate riguardano Caltanissetta – l’esplosivo per la bomba&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sarebbe stato nascosto lì – e Matteo Messina Denaro, il superlatitante&lt;/div&gt;&lt;div&gt;numero uno di Cosa Nostra: il disegno stragista sarebbe&lt;/div&gt;&lt;div&gt;stato ideato nel suo territorio, fra Palermo e Trapani.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Josè Trovato,siciliano&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e con lui tanti altri&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In Sicilia, dove la strage dei giornalisti si è già consumata, il&lt;/div&gt;&lt;div&gt;clima rimane caldo. C’è un cronista di provincia, in particolare,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;la cui storia è per molti versi simile a quella di molti dei giovani&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O2 ossigeno per l’informazione.Rapporto 2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt;osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2/ Questi alzano il tiro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;colleghi uccisi nell’isola. Una vicenda lunga cinque anni, di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;paura e minacce, svelata solo qualche mese fa da Josè Trovato,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;trentunenne corrispondente da Leonforte (En) del «Giornale di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sicilia».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per il quotidiano palermitano aveva sempre seguito il processo al&lt;/div&gt;&lt;div&gt;boss del suo paese imputato per l’omicidio di un giovane delinquente,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che avrebbe operato senza il suo beneplacito, e della sua&lt;/div&gt;&lt;div&gt;fidanzata, «consumato nel bel mezzo della provincia “babba” –&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ci dice – considerata tale dal senso comune e invece nei decenni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;vera cerniera tra i clan più pericolosi della Sicilia». Mafia agricola,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;attaccata sempre e comunque alla mammella dei finanziamenti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;pubblici, con una spiccata ossessione al controllo del terri-&lt;/div&gt;&lt;div&gt;torio, al suo parco sviluppo economico condizionato da intimidazioni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e imposizioni commerciali. «Nonostante fosse finito dentro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;più volte – racconta – il capo riusciva sempre a uscire di galera,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;spesso per i vizi di forma contenuti nelle ordinanze di custodia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;cautelare. E così più di una volta me lo sono trovato di fronte a&lt;/div&gt;&lt;div&gt;impormi il silenzio». Il boss è dentro finalmente. Condannato per&lt;/div&gt;&lt;div&gt;quell’omicidio. Josè può stare tranquillo, almeno fino a quando&lt;/div&gt;&lt;div&gt;non lo raggiunge una telefonata dei carabinieri. La rabbia del&lt;/div&gt;&lt;div&gt;boss non si è ancora placata, un informatore appena uscito dal&lt;/div&gt;&lt;div&gt;carcere rivela un piano congegnato dietro le sbarre per fargliela&lt;/div&gt;&lt;div&gt;pagare. Da allora, Josè, vive sotto la tutela delle forze dell’ordine,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;anche se non è sotto scorta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Da Palermo, a Enna, a Catania. Dove vive e lavora il freelance&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Antonio Condorelli, anche lui poco più di trent’anni. Catania,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;solo Catania. La sua città è l’inesauribile fonte del suo lavoro. Di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;fatto uno dei giornalisti più informati in città. I guai sono cominciati&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dopo «I Vicerè», la video inchiesta di Sigfredo Ranucci,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;andata in onda su Report, alla quale ha collaborato. La trasmissione&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ha raccontato senza reticenze alcune delle contraddizioni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;più vergognose della città. Dalla bancarotta del Comune, al disagio&lt;/div&gt;&lt;div&gt;da terzo mondo dei quartieri popolari, dalle opere inutili alle&lt;/div&gt;&lt;div&gt;speculazioni milionarie ottenute grazie al regime di emergenza di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;cui ha goduto per anni Catania. Dalla festa di Sant’Agata contaminata&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dalle influenze dei clan, all’incredibile potere politico-affaristico&lt;/div&gt;&lt;div&gt;concentrato nelle mani dell’editore Mario Ciancio, che&lt;/div&gt;&lt;div&gt;da anni detiene il monopolio dell’informazione catanese e che ha&lt;/div&gt;&lt;div&gt;chiesto 10 milioni di danni a Report. Proprio il suo giornale, «La&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sicilia», si è fatto sponda mediatica della compagine trasversale&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di politici e intellettuali cittadini che, dopo la messa in onda&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dell’inchiesta, hanno gridato per mesi allo scandalo, per la denigrazione&lt;/div&gt;&lt;div&gt;della «nostra bella Catania». Antonio additato come&lt;/div&gt;&lt;div&gt;l’infame. Si è occupato anche di rifiuti per un giornale di cronaca&lt;/div&gt;&lt;div&gt;provinciale. «Ogni volta che si toccano i rifiuti – ci dice –&lt;/div&gt;&lt;div&gt;qualcuno in provincia di Catania si incazza». Per lui, si sono scomodati&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O2 ossigeno per l’informazione.Rapporto 2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt;osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2/ Questi alzano il tiro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;persino a scolpire il suo nome su una lapide, a fotografarla&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e a inviare la foto alla redazione del giornale, mentre viene&lt;/div&gt;&lt;div&gt;spesso raggiunto da telefonate anonime dal tono minaccioso, cui&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nessuno degli inquirenti ai quali si è rivolto per sporgere denuncia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sembra volere dare peso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E nemmeno Siracusa è immune. È successo a Giorgio Italia, giovane&lt;/div&gt;&lt;div&gt;pubblicista in forza a «La Sicilia». Scrive da Buscemi, poco&lt;/div&gt;&lt;div&gt;più di mille abitanti adagiati su un promontorio, circondato da&lt;/div&gt;&lt;div&gt;campagne, a 50 km da Ortigia. In paese, l’unica economia possibile,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;oltre al pubblico impiego, è rappresentata dall’agricoltura&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e dall’allevamento. La notte tra il 12 e il 13 marzo, ignoti hanno&lt;/div&gt;&lt;div&gt;danneggiato la macchina di Giorgio parcheggiata sotto casa,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dopo che un paio di lettere di minacce, alcuni giorni prima, erano&lt;/div&gt;&lt;div&gt;arrivate al suo indirizzo. Non è difficile risalire al possibile&lt;/div&gt;&lt;div&gt;movente. Perché Giorgio non si è mai occupato di notizie scomode.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Cronaca bianca, spettacoli, piccole recensioni, niente di più.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Solo, ultimamente, ha scritto una serie di articoli sul pascolo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;abusivo e su una serie di casi di abigeato. Riflettori flebili su interessi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;minimi, ma sufficienti a dare fastidio e a scatenare la rappresaglia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;della piccola mafia agraria presente nel territorio. E a&lt;/div&gt;&lt;div&gt;togliere il sonno a un coraggioso cronista da 5 euro al pezzo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In Campania l’uomo che morde il cane&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Continuano a girar male le cose anche in Campania, come abbiamo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;visto, anche se nel 2009 va registrata almeno una buona&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nuova. Il 10 luglio, il Tribunale di Napoli ha condannato il boss&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Salvatore Giuliano a due anni e a un risarcimento di alcune&lt;/div&gt;&lt;div&gt;migliaia di euro per aver minacciato ripetutamente Arnaldo Capezzuto,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che al tempo dei fatti scriveva per «Napolipiù», chiuso&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ormai da anni, una delle più vivaci esperienze editoriali campane&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di sempre, caratterizzata da una forte autonomia della compagine&lt;/div&gt;&lt;div&gt;giornalistica. Il giornalista si era occupato della morte accidentale&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di Annalisa Durante, colpita a sedici anni in un vicolo del quartiere&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Forcella, da un proiettile vagante. Durante il processo a carico&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di Giuliano, dentro al palazzo di giustizia, a Capezzuto venne&lt;/div&gt;&lt;div&gt;chiesto di smetterla di scrivere il nome del camorrista. Continuò,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;scrisse dell’intimidazione e cominciarono a tempestarlo di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;lettere minatorie.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Stavolta un mafioso paga per le minacce contro un giornalista. Il&lt;/div&gt;&lt;div&gt;paradosso, «l’uomo che morde il cane», l’ha definita così questa&lt;/div&gt;&lt;div&gt;notizia il direttore di Ossigeno Alberto Spampinato, pur consta-&lt;/div&gt;&lt;div&gt;tando il totale disinteresse per quella condanna da parte degli&lt;/div&gt;&lt;div&gt;organi di stampa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«Non è servito a niente – commenta amaro Arnaldo – quella sentenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;non ha minimamente scalfito l’arroganza con la quale&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O2 ossigeno per l’informazione.Rapporto 2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt;osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2/ Questi alzano il tiro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;troppo spesso ci si continua a rivolgere a chi cerca solo di raccontare&lt;/div&gt;&lt;div&gt;i fatti. Né, tantomeno è riuscita a creare coscienza del problema&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nella categoria». Il racconto di Capezzuto è il ritratto di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;un’informazione rassegnata alle pressioni e ai condizionamenti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«Gli episodi sono molto frequenti, ma nessuno ne fa parola. Se&lt;/div&gt;&lt;div&gt;tutti i giornalisti che subiscono un’intimidazione la denunciassero&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ci dovrebbe essere un magistrato apposta per lavorare solo su&lt;/div&gt;&lt;div&gt;questo. Tre settimane fa hanno arrestato un camorrista, e i suoi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;parenti davanti alla questura se la prendevano coi giornalisti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questo capita quasi sempre. Non molto tempo fa, è scoppiato lo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;scandalo delle case popolari. Succedeva che i camorristi cacciassero&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dalle case i legittimi assegnatari per gestire le abitazioni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;come volevano loro. Nessuno poteva avvicinarsi al quartiere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Guai a girare lì intorno con una macchina fotografica». «È una&lt;/div&gt;&lt;div&gt;prassi consolidata ormai – continua Capezzuto – quante volte,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;durante le conferenze stampa o in occasione di piccoli o grandi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;scandali nei quali sono coinvolte personalità cittadine, è capitato&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che mettessero la mano sul taccuino per evitare che prendessi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;appunti, o che addirittura me lo strappassero di mano e lo gettassero&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a terra. Episodi del genere rientrano nel novero delle intimidazioni,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e il brutto è che non occorre essere camorristi per&lt;/div&gt;&lt;div&gt;compierle. Nessuno denuncia – ripete – l’autocensura spesso è&lt;/div&gt;&lt;div&gt;l’unico rimedio adottato».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Napoli è la città dove il 5 dicembre 2008 un giornalista, Andrea&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Migliaccio, è stato preso a schiaffi dal comandante dei vigili&lt;/div&gt;&lt;div&gt;urbani dopo essere stato trattenuto contro la sua volontà in&lt;/div&gt;&lt;div&gt;caserma.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«Gran bazar d’illegalità nel rione del comandante». «Il comandante&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Luigi Sementa usa il pugno di ferro nel resto della città,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ma vicino alla sua casa le leggi non sono rispettate». Sono il titolo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e l’occhiello del pezzo messo in pagina da «E-Polis/Il Napoli&lt;/div&gt;&lt;div&gt;» lo stesso giorno dell’aggressione subita dal giornalista che lo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ha scritto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Migliaccio collabora anche con Le Iene di Italia Uno e per loro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;realizza alcuni servizi. Uno di questi ha riguardato un sacerdote&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che avrebbe molestato alcune fedeli in difficoltà. Per questo, lo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;scorso 10 gennaio, mentre era con l’inviato Mediaset nei pressi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;della chiesa, è stato aggredito da alcuni «fedelissimi» del prete. Il&lt;/div&gt;&lt;div&gt;parabrezza della sua macchina preso a pietrate.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un episodio molto simile a quello avvenuto nell’Avellinese lo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;scorso 8 novembre, quando Barbara Ciarcia e Francesco Lignite,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;giornalista e operatore di una tv locale, sono stati aggrediti da&lt;/div&gt;&lt;div&gt;una trentina di persone inferocite. Volevano raccontare la storia di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;uomo che ha ucciso la moglie e poi si è tolto la vita. Questa&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O2 ossigeno per l’informazione.Rapporto 2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt;osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2/ Questi alzano il tiro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;l’incredibile testimonianza di Barbara scritta su un blog che ha&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ripreso la notizia: «Purtroppo nessuno di quei trenta, e più, sarà&lt;/div&gt;&lt;div&gt;mai identificato. Non abbiamo voluto sporgere denuncia. Andavano&lt;/div&gt;&lt;div&gt;denunciati i carabinieri e gli agenti della penitenziaria che&lt;/div&gt;&lt;div&gt;stavano lì e non si sono affatto degnati di darci una mano e di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sedare quella folla inferocita e incivile che si è avventata contro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di me e contro l’operatore che tra l’altro non stava riprendendo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nulla. Siamo stati derisi e sbeffeggiati anche dai colleghi. Lavoriamo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e rischiamo la pelle per quattro soldi. È solo per la passione&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che continuo a fare questo folle mestiere».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Enzo Palmesano&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La camorra, non solo quella che spara, rimane comunque sempre&lt;/div&gt;&lt;div&gt;il più grande ostacolo a un’informazione libera e completa, il&lt;/div&gt;&lt;div&gt;pericolo maggiore per i giornalisti «fuori dal coro». Paradigmatica,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;in questo senso, è la storia di Enzo Palmesano. La sua intera&lt;/div&gt;&lt;div&gt;esistenza, quella dei suoi familiari, è infatti stata condizionata&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dalle reazioni all’impegno profuso nel raccontare le dinamiche&lt;/div&gt;&lt;div&gt;criminali dell’Agro Caleno, l’area a Nord di Caserta. Il giornalista&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ha più volte definito la zona intorno a Pignataro Maggiore, la&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sua città, la «Svizzera dei clan» per la concentrazione degli affari&lt;/div&gt;&lt;div&gt;finalizzati al riciclaggio di denaro sporco. In zona, a Sparanise è&lt;/div&gt;&lt;div&gt;stata costruita una centrale termoelettrica che in passato è stata&lt;/div&gt;&lt;div&gt;spesso oggetto delle sue inchieste. Ne scrisse anche Roberto Saviano,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;allora, per «il manifesto» dicendo che chi si opponeva alla&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sua costruzione rischiava fisicamente. «Quando scrivevo inchieste&lt;/div&gt;&lt;div&gt;su quella centrale – dice Palmesano intervistato da una web tv –&lt;/div&gt;&lt;div&gt;interveniva per metterle a tacere l’attuale sottosegretario all’Economia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nicola Cosentino, la cui famiglia ha affari nella centrale».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nicola Cosentino – parente acquisito di Peppe ’o padrino, esponente&lt;/div&gt;&lt;div&gt;del clan dei Casalesi – si ricorderà, è stato raggiunto da&lt;/div&gt;&lt;div&gt;un’ordinanza di custodia cautelare emessa dall’ufficio del Gip del&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tribunale di Napoli su richiesta della Dda, per il reato di concorso&lt;/div&gt;&lt;div&gt;esterno in associazione camorristica, la cui esecuzione è stata&lt;/div&gt;&lt;div&gt;bloccata dalla Camera dei deputati.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Palmesano è stato direttore del «Roma», ed è stato sbattuto fuori&lt;/div&gt;&lt;div&gt;perché si ostinava a farne un giornale di denuncia. Un foglio che&lt;/div&gt;&lt;div&gt;raccontasse senza troppi fronzoli delle connessioni tra le famiglie&lt;/div&gt;&lt;div&gt;del casertano – legate per decenni ai Corleonesi – e imprenditori&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e politici dal volto pulito. Da una recente inchiesta della Dda&lt;/div&gt;&lt;div&gt;partenopea emergono chiaramente le pressioni esercitate dal&lt;/div&gt;&lt;div&gt;clan Lubrano, legato ai Casalesi, sul «Corriere di Caserta» per&lt;/div&gt;&lt;div&gt;silurarlo. Lo stesso trattamento per il figlio, licenziato da&lt;/div&gt;&lt;div&gt;un’impresa edile. Così il giornalista in una lettera inviata ad&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Articolo 21: «Nel corso dell’inchiesta del dottor Giovanni Conzo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;è emerso, inoltre, che il clan Lubrano-Ligato impose – oltre che&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O2 ossigeno per l’informazione.Rapporto 2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt;osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2/ Questi alzano il tiro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;la fine della mia collaborazione con il quotidiano locale “Corriere&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di Caserta”, qui con convergenti pressioni politiche locali&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e nazionali – il licenziamento di mio figlio Massimiliano ad un&lt;/div&gt;&lt;div&gt;imprenditore edile pignatarese». Sempre in quelle carte, nero su&lt;/div&gt;&lt;div&gt;bianco, le trascrizioni delle intercettazioni ambientali riferiscono&lt;/div&gt;&lt;div&gt;chiaramente dell’odio rabbioso nei confronti di due giornalisti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«che scassavano ’o cazzo», espresso dal capoclan Vincenzo Lubrano,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;già mandante, insieme ai Nuvoletta, dell’omicidio di Giancarlo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Siani. I due cronisti in questione: lo stesso Siani e Enzo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Palmesano.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il 24 febbraio 2009, durante la conferenza stampa tenuta dai&lt;/div&gt;&lt;div&gt;magistrati antimafia in occasione di quella operazione, la stessa&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che ha portato all’arresto di 15 esponenti del clan Lubrano-&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ligato, il free-lance Palmesano è stato ringraziato pubblicamente&lt;/div&gt;&lt;div&gt;per l’aiuto fondamentale che le sue inchieste giornalistiche hanno&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dato agli inquirenti durante le indagini. Quella stessa notte, il&lt;/div&gt;&lt;div&gt;giornalista e i suoi familiari riescono a mettere in fuga chi aveva&lt;/div&gt;&lt;div&gt;già cosparso la loro auto di benzina per darvi fuoco.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Così Palmesano ai microfoni di «Libera Informazione», mentre&lt;/div&gt;&lt;div&gt;spiega che non è l’unico, nella «Svizzera dei clan» a essere oggetto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di attenzioni camorristiche: «Gli attacchi ai giornalisti non si&lt;/div&gt;&lt;div&gt;risparmiano in queste terre. Sono almeno tre i cronisti pignataresi,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;escluso il sottoscritto, che hanno subito minacce e condizionamenti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sono Carlo Pascarella, Davide De Stavola e Salvatore&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Minieri. Il 31 dicembre 2007 nell’ambito di una vasta opera di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;minacce esplosero quasi contemporaneamente due bombe carta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Una presso il panificio della fidanzata di un carabiniere e la seconda&lt;/div&gt;&lt;div&gt;presso il negozio della sorella di Carlo Pascarella. Subito si&lt;/div&gt;&lt;div&gt;parlò di racket, ma era evidente l’intimidazione per altri motivi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per mettere paura a Pascarella soprattutto. Io già ero stato allontanato&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e il giovane Davide De Stavola aveva già ritrovato per&lt;/div&gt;&lt;div&gt;due volte dei pesci sulla sua vettura. Rimaneva da sedare solo la&lt;/div&gt;&lt;div&gt;voglia di informare di Salvatore Minieri, l’unico ancora in pista,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;con De Stavola costretto a scrivere poco e nulla presso la sua testata.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nel gennaio del 2008 un attentato notturno cercava di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;completare l’opera di intimidazione. Alcuni colpi diretti verso la&lt;/div&gt;&lt;div&gt;finestra di casa Minieri si fermarono sulla cancellata. Salvatore,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;cacciato dal suo quotidiano, ora è addirittura emigrato in Molise&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dove collabora con una realtà della provincia di Isernia. Quattro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;casi inspiegabili se non all’interno di una strategia mafiosa».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;All’epoca delle intimidazioni i tre giornalisti si erano occupati&lt;/div&gt;&lt;div&gt;della «Villa del Conte», un immobile sequestrato al boss Raffaele&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ligato. Gli articoli denunciavano lo stato di abbandono del caseggiato&lt;/div&gt;&lt;div&gt;bunker che, come dimostravano le cronache, di fatto era&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ancora nella totale disponibilità della famiglia Ligato. «Quando&lt;/div&gt;&lt;div&gt;io e Carlo andammo di persona per documentare le condizioni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;del bunker – ci dice Davide De Stavola – vi trovammo Pietro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ligato, figlio del boss arrestato, a colloquio con l’imprenditore&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O2 ossigeno per l’informazione.Rapporto 2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt;osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2/ Questi alzano il tiro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tommaso Verazzo, responsabile di Bio Power, la società che&lt;/div&gt;&lt;div&gt;avrebbe dovuto costruire una centrale di biomassa proprio nei&lt;/div&gt;&lt;div&gt;pressi della villa con i finanziamenti della Regione Campania».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Carlo Pascarella e Davide De Stavola scrivevano all’epoca per il&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«Giornale di Caserta», Minieri era invece alla «Gazzetta di Caserta&lt;/div&gt;&lt;div&gt;». «Il nostro lavoro – continua Davide – ci ha creato forti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;inimicizie, soprattutto nella classe politica locale. Col tempo, io&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ed Enzo Palmesano, che collaborava come me alle pagine sull’Agro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Caleno del “Giornale di Caserta”, siamo stati messi alla&lt;/div&gt;&lt;div&gt;porta. Carlo, che era un redattore, si è dovuto “allineare”». Dal&lt;/div&gt;&lt;div&gt;gennaio del 2008, il giornale si chiama «Buongiorno Caserta».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«Una ristrutturazione – spiega Davide – che ha finito per tagliare&lt;/div&gt;&lt;div&gt;tutte le collaborazioni, le pagine territoriali non esistono più. Di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;fatto, un giornale realizzato interamente in redazione. Riguardo a&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Salvatore Minieri, per un periodo non lo hanno fatto più scrivere,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;alla fine ha preso la decisione di andarsene a Tele Molise». «La&lt;/div&gt;&lt;div&gt;stampa è completamente dipendente dall’arroganza e dalla tracotanza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;della politica – chiude Davide – una circostanza che non è&lt;/div&gt;&lt;div&gt;un’esclusiva delle nostre terre, peccato però che qui c’è la mafia,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;con tutto ciò che questo comporta in termini di influenza sulla&lt;/div&gt;&lt;div&gt;classe politica e quindi sull’editoria».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Su quattro editori presenti nel Casertano, due negli ultimi anni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sono stati arrestati. Maurizio Clemente editore del «Corriere di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Caserta», rinviato a giudizio nel 2003 per estorsione a mezzo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;stampa al fine di ottenere contratti pubblicitari. Pasquale Piccirillo,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a capo della società che edita «Buongiorno Caserta» e «Tv&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Luna», lo scorso gennaio in manette, invece, per truffa ai danni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;del ministero dello Sviluppo economico. Secondo i magistrati&lt;/div&gt;&lt;div&gt;della Procura di Santa Maria Capua Vetere avrebbe emesso fatture&lt;/div&gt;&lt;div&gt;false per ottenere un finanziamento di 782 mila euro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E in Puglia saltano&lt;/div&gt;&lt;div&gt;in aria le auto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sicilia e Campania. Regioni abituate alla presenza invasiva delle&lt;/div&gt;&lt;div&gt;consorterie criminali. Come la Puglia, dove la presenza della&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sacra Corona Unita non ha mai smesso di farsi sentire nel quasi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;totale disinteresse della grande stampa nazionale. Il caldo ottobre&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dei giornalisti pugliesi comincia il 14 ottobre del 2009, quando&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nel foggiano salta in aria la macchina di Angelo Ciavarella, mite&lt;/div&gt;&lt;div&gt;professore di Scienze a San Severo con la passione del giornalismo,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;corrispondente per la «Gazzetta del Mezzogiorno». Scrive di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;politica, la giudiziaria la fanno in redazione a Foggia, ma se riguarda&lt;/div&gt;&lt;div&gt;San Severo, i pezzi vanno nelle pagine provinciali senza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;firma, proprio vicino a quelli di bianca con in calce il suo nome.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per questo, dice, che forse hanno colpito lui perché gli avevano&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O2 ossigeno per l’informazione.Rapporto 2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt;osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2/ Questi alzano il tiro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;attribuito righe che non aveva mai scritto. Capita anche questo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per lo meno questa è la sua lettura. Gli inquirenti si trincerano&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dietro il silenzio delle indagini in corso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dopo tre settimane, il 5 novembre, è la macchina di Gianni Lannes&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a saltare in aria. Per la seconda volta. La prima gli era stata&lt;/div&gt;&lt;div&gt;bruciata il 2 luglio. Solo due settimane dopo furono sabotati i&lt;/div&gt;&lt;div&gt;freni dell’altra auto. È il direttore di un giornale online, Terra&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nostra. Autore di inchieste sui temi del malaffare, traffico di esseri&lt;/div&gt;&lt;div&gt;umani, armi e rifiuti. Scrive soprattutto di ambiente, alcune&lt;/div&gt;&lt;div&gt;inchieste su presunti sversamenti di scorie radioattive in mare&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sono molto seguite dalla blogosfera. Leoluca Orlando ha fatto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno per chiederne&lt;/div&gt;&lt;div&gt;la protezione. «Le indagini sugli attentati non sono mai&lt;/div&gt;&lt;div&gt;partite», ha dichiarato a «il Fatto Quotidiano» dopo che, per&lt;/div&gt;&lt;div&gt;protesta, aveva «congelato le pubblicazioni», scrivendo sul sito&lt;/div&gt;&lt;div&gt;italiaterranostra.it: «Siamo liberi, indipendenti e incondizionabili,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ma il direttore non mette a repentaglio la vita e l’incolumità dei&lt;/div&gt;&lt;div&gt;suoi collaboratori». La scorta a Gianni Lannes è arrivata solo il&lt;/div&gt;&lt;div&gt;22 dicembre del 2009.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In Abruzzo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nell’Abruzzo del terremoto e degli scandali sulla sanità è Daniela&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Senepa, giornalista Rai, a ricevere una minaccia di morte. La&lt;/div&gt;&lt;div&gt;trova sul suo computer all’alba, la mattina del 14 gennaio 2010.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;È una cartolina con i luoghi più affascinanti della sua Regione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dietro, un messaggio decisamente meno seducente. «L’ho presa&lt;/div&gt;&lt;div&gt;in mano tranquilla. Mi capita spesso di ricevere attestati di stima&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dai telespettatori – racconta la cronista – invece ho trovato dei&lt;/div&gt;&lt;div&gt;riferimenti a “Sanitopoli”, uno dei grandi processi che si aprirà a&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pescara nei prossimi mesi. In particolare si menzionava uno dei&lt;/div&gt;&lt;div&gt;personaggi coinvolti nell’inchiesta. Io me la sarei presa con questo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“poveretto”, per il quale la Procura della Repubblica ha chiesto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;il rinvio a giudizio insieme ad altri 31 indagati. E siccome&lt;/div&gt;&lt;div&gt;c’era già stato un battage mass mediatico che lo aveva assolto, io&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dovevo fare una brutta fine. Oltre al danno la beffa: i magistrati&lt;/div&gt;&lt;div&gt;mandano in aula un presunto ladro, io scrivo quello che fa la&lt;/div&gt;&lt;div&gt;magistratura e ho da schiattà?!».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Daniela Senepa si occupa da anni di cronaca nera e giudiziaria&lt;/div&gt;&lt;div&gt;per la sede regionale Rai. Ha documentato giorno per giorno il&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sisma che il 6 aprile ha devastato la sua terra, ed è in prima linea&lt;/div&gt;&lt;div&gt;anche sull’altro terremoto che ha scosso la regione: le presunte&lt;/div&gt;&lt;div&gt;tangenti nel sistema della sanità abruzzese. Un malaffare che&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nel 2008 portò all’arresto dell’allora governatore Ottaviano del&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Turco, di alcuni assessori regionali e di alcuni imprenditori. «Non&lt;/div&gt;&lt;div&gt;è criminalità organizzata. È criminalità politica – dice con rabbia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;– sono sicurissima, e non lo sono solo io, che questa è una minaccia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O2 ossigeno per l’informazione.Rapporto 2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt;osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2/ Questi alzano il tiro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che viene da un entourage ben preciso, che si è sempre sentito&lt;/div&gt;&lt;div&gt;fortificato da una malainformazione, da chi ha preso un paio di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dossier e li ha manipolati alla bisogna dicendo che contenevano&lt;/div&gt;&lt;div&gt;le prove dell’innocenza di questa persona», il «poveretto» cui fa&lt;/div&gt;&lt;div&gt;riferimento la cartolina di minacce.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«La Procura di Pescara – continua Daniela – ha disposto controlli.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le volanti passano vicino casa mia e a quella dei miei genitori.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;È una follia dover essere guardati a vista dalla polizia, innanzitutto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;perché togli alla città una parte del servizio di sicurezza e&lt;/div&gt;&lt;div&gt;poi perché non sono io il criminale. Mi sento limitata nelle libertà,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;per che cosa? Per aver letto le carte della magistratura, per&lt;/div&gt;&lt;div&gt;aver fatto dei ragionamenti diversi rispetto a un potere politico&lt;/div&gt;&lt;div&gt;bipartisan che decide chi è colpevole e chi è innocente? Io lo trovo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;allucinante, culturalmente allucinante».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Daniela ha chiesto esplicitamente alla direzione di continuare a&lt;/div&gt;&lt;div&gt;seguire «Sanitopoli» «sarebbe stata una vittoria di questi idioti»,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;spiega. «La solidarietà maggiore l’ho ricevuta dalla gente. Dal&lt;/div&gt;&lt;div&gt;basso partono e arrivano le istanze di civiltà. Il mio vero scudo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sono le persone. La solidarietà dei colleghi è arrivata, ma anche&lt;/div&gt;&lt;div&gt;l’invidia perché c’è anche chi è così cretino da pensare che una&lt;/div&gt;&lt;div&gt;cosa del genere ti catapulti in una forma di Olimpo. Solo un&lt;/div&gt;&lt;div&gt;idiota può pensare una cosa del genere ma vi assicuro che gli&lt;/div&gt;&lt;div&gt;idioti esistono».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nello Rega&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Di lettere minatorie Nello Rega, 43 anni, altro giornalista Rai,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ne ha ricevute parecchie negli ultimi mesi. Un’escalation preoccupante&lt;/div&gt;&lt;div&gt;culminata con l’invio di alcuni proiettili calibro 22, accompagnati&lt;/div&gt;&lt;div&gt;da una sentenza di morte in nome di Allah. Le minacce&lt;/div&gt;&lt;div&gt;l’hanno raggiunto in redazione a Roma, dove lavora agli&lt;/div&gt;&lt;div&gt;esteri del Televideo Rai, ma anche a Potenza, dove vive ancora la&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sua famiglia. Minacce pesanti, fatte scivolare sotto la porta, o sistemate&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sul parabrezza dell’auto. «La cosa molto grave è che&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sono sicuro di essere seguito – spiega Rega – alcune intimidazioni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sono state messe sulla mia macchina mentre ero da amici a cena.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A indicare che non sono solo le mie abitazioni presidiate, ma&lt;/div&gt;&lt;div&gt;anche i miei spostamenti».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nel mirino di sedicenti estremisti sciiti libanesi per aver pubblicato&lt;/div&gt;&lt;div&gt;un libro scomodo. Per aver raccontato la sua esperienza in&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Medio Oriente, i suoi contatti con la cultura islamica e la sua&lt;/div&gt;&lt;div&gt;convivenza con una ragazza sciita. Diversi e Divisi è il suo vissuto,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;è la storia di «un amore che si consuma tra un uomo e una&lt;/div&gt;&lt;div&gt;donna diversi. Distanti nel modo di comunicare, di baciare, di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;fare l’amore», come cita la quarta di copertina.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O2 ossigeno per l’informazione.Rapporto 2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt;osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2/ Questi alzano il tiro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L’offensiva è scattata ancora prima che il racconto arrivasse in&lt;/div&gt;&lt;div&gt;libreria. È bastato che sul web e sui blog si spargesse la notizia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dell’intenzione di scriverlo. Sono partite le minacce. I primi bossoli&lt;/div&gt;&lt;div&gt;alla fine di settembre, nel parcheggio di Saxa Rubra. Poi il&lt;/div&gt;&lt;div&gt;pressing minatorio senza sosta. Teste d’agnello mozzate in macchina,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;frasi esplicite spedite all’indirizzo della madre. «Morirai in&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nome di Allah con la mano di Hezbollah perché vai in televisione&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e dici bugie». E poi i proiettili.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«Ora ho paura. Vorrei andare avanti, non farmi imbavagliare, ma&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sono isolato dalle istituzioni e non ho riferimenti – afferma Rega&lt;/div&gt;&lt;div&gt;– tutto ciò mi sembra folle. Quando vado a Potenza, dove vive&lt;/div&gt;&lt;div&gt;mia madre, c’è un sistema di protezione. Se mi muovo da lì sono&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nelle mani di Dio». Continua a gridarla la sua paura, Nello.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Continua a non sentirsi sicuro: «Mi proteggono a metà. Così è&lt;/div&gt;&lt;div&gt;inutile. È anche uno spreco di soldi pubblici». Certo, non pare di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;vivere in un Paese normale se un senatore della Repubblica, Felice&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Belisario dell’Idv, per chiedere al ministro dell’Interno maggiore&lt;/div&gt;&lt;div&gt;protezione per Rega, debba spingersi a dire: «Se Rega fosse risultato&lt;/div&gt;&lt;div&gt;un mitomane o uno squilibrato sarebbe indagato. Invece non lo è.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Da tre mesi sollecito Maroni a intervenire. Lettere, interrogazioni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;parlamentari, richieste di incontro. Nessuna risposta. Un silenzio&lt;/div&gt;&lt;div&gt;deplorevole». Belisario, la Fnsi, «Ossigeno per l’informazione»,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;tante le richieste. Ma dal Palazzo ancora non si riesce ad avere&lt;/div&gt;&lt;div&gt;una giusta misura di protezione per un uomo in pericolo di vita.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Profondo Nord-Est&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«Ti sono pervenute le pallottole?» La telefonata arriva in diretta&lt;/div&gt;&lt;div&gt;tv alle 8.40 del mattino. Fabio Fioravanzi giornalista di Antenna&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tre Nordest è in onda con il suo programma quotidiano. La voce&lt;/div&gt;&lt;div&gt;è chiara, quanto la minaccia. E non è la prima volta. Già nel&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2007 Fioravanzi era stato oggetto di un’intimidazione. Una busta&lt;/div&gt;&lt;div&gt;con frasi pesanti contro di lui, contro alcuni magistrati, politici e&lt;/div&gt;&lt;div&gt;industriali veneti, firmata da «Prima organizzazione terroristica&lt;/div&gt;&lt;div&gt;triestina». E della polvere. Sembrava antrace. Si rivelò innocua.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per quell’episodio il Tribunale di Treviso ha condannato a 25&lt;/div&gt;&lt;div&gt;mesi di carcere un pregiudicato di Trieste. Poi la telefonata anonima,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;durante il programma. Fioravanzi ha uno scatto d’ira. Ma&lt;/div&gt;&lt;div&gt;tiene la diretta. Parte la denuncia alla polizia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Profondo nord. Nord-est. «Dove appare che la criminalità organizzata&lt;/div&gt;&lt;div&gt;non eserciti alcuna influenza, non entri in nessun affare –&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ci dice al telefono Fabio Folisi – e dove, invece, proprio questa&lt;/div&gt;&lt;div&gt;apparente tranquillità finisce per fornire le migliori condizioni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;per riciclare denaro. Soprattutto perché siamo vicino al confine&lt;/div&gt;&lt;div&gt;con la Slovenia, dove ci sono dei casinò che pare abbastanza certo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O2 ossigeno per l’informazione.Rapporto 2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt;osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2/ Questi alzano il tiro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;siano infiltrati dai capitali delle famiglie di Cosa Nostra catanese&lt;/div&gt;&lt;div&gt;». Fabio ha 51 anni, una moglie e un figlio. Coordinatore&lt;/div&gt;&lt;div&gt;della redazione di «E-polis/Il Friuli» e direttore del giornale online&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Friulinews. L’11 febbraio scorso, uscito dalla redazione per un&lt;/div&gt;&lt;div&gt;servizio, intorno alle cinque del pomeriggio, ha trovato infilata&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nel battente della portiera della macchina una lettera contenente&lt;/div&gt;&lt;div&gt;un messaggio «sgrammaticato» – «“Impiciati” degli affari tuoi» –&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e un proiettile. «L’auto – racconta Fabio – non era la mia. Da&lt;/div&gt;&lt;div&gt;qualche giorno giravo con quella perché la mia era fuori uso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Proprio questo ha fatto preoccupare gli inquirenti. In effetti,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;qualcuno mi ha seguito. Nessuno, a parte i colleghi e la mia famiglia,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sapeva che in quei giorni usavo quella macchina».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non è la prima volta che Fabio riceve messaggi minatori. «Già&lt;/div&gt;&lt;div&gt;due anni fa – dice – mi era arrivata una lettera. In quel periodo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;mi ero occupato della progettazione del rifacimento dell’impianto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di teleriscaldamento dell’ospedale di Udine». Niente di strano&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che anche in quest’occasione le minacce siano arrivate per una&lt;/div&gt;&lt;div&gt;delle quattro o cinque storie di appalti e lavori pubblici che sta&lt;/div&gt;&lt;div&gt;seguendo in questo periodo. «La torta c’è – spiega – e c’è anche&lt;/div&gt;&lt;div&gt;il ragionevole dubbio che alcuni politici, riconducibili a entrambi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;gli schieramenti, possano specularci, diciamo a titolo personale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ho scritto dei lavori per la terza corsia della A4, un affare da 2,3&lt;/div&gt;&lt;div&gt;miliardi di euro, e di un depuratore per cui è stato rinviato a giudizio&lt;/div&gt;&lt;div&gt;tutto il Cda della ditta che avrebbe dovuto progettarlo. Con&lt;/div&gt;&lt;div&gt;questo, però – ci tiene a precisare – non voglio dire che le minacce&lt;/div&gt;&lt;div&gt;siano arrivate per questi affari in particolare». L’ombra della mafia?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«La mafia, certo, non posso escluderlo – conclude – ma è più&lt;/div&gt;&lt;div&gt;probabile che sia semplice malaffare di tipo politico-economico».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Anche a Genova&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vite sotto tiro. Al Sud o al Nord non fa differenza. In Veneto, in&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Friuli, in Lombardia, in Liguria. Firme conosciute, nomi legati a&lt;/div&gt;&lt;div&gt;inchieste scomode, ad articoli che danno fastidio. Marco Menduni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ha 48 anni. È un cronista de «Il Secolo XIX», redazione centrale&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a Genova. L’ultimo suo scoop è di pochi giorni fa, lo scandalo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;delle firme false per la presentazione delle liste alle Regionali. Le&lt;/div&gt;&lt;div&gt;indagini della magistratura sono partite proprio dalla sua denuncia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sulle pagine del quotidiano. Un giornalista esperto, impegnato&lt;/div&gt;&lt;div&gt;da anni in delicate inchieste. Criminalità organizzata, sperperi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di denaro pubblico, favoritismi nell’ambito della sanità, negli&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ambienti della politica.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«È successo il primo giorno di quest’anno. Sotto casa mi è andata&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a fuoco la macchina, bruciata durante la notte. Una vettura&lt;/div&gt;&lt;div&gt;riconoscibile, quindi non hanno neanche dovuto cercarla molto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Una Smart Roadster, ce ne sono pochi modelli in giro. Sanno&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O2 ossigeno per l’informazione.Rapporto 2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt;osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2/ Questi alzano il tiro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;tutti che è la mia. Sono arrivati i vigili del fuoco e la Digos perché&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sapevano già che ero stato minacciato in precedenza. Ho toccato&lt;/div&gt;&lt;div&gt;molti interessi, non è facilissimo individuare la matrice di questa&lt;/div&gt;&lt;div&gt;vicenda. Sono nel mirino di molti». Anche gli inquirenti rispondono&lt;/div&gt;&lt;div&gt;picche, non sanno o non possono dare una spiegazione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L’auto saltata in aria è solo l’epilogo inquietante di una serie di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;avvertimenti. «Nel 2005 c’era stata una specie di invasione notturna&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nella portineria del giornale, l’avevano riempita di spazzatura&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e poi avevano tracciato una scritta “Menduni boia”. Poi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;c’erano stati altri episodi meno significativi, volantini con frasi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;analoghe affissi in centro e su un cartellone pubblicitario de “Il&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Secolo XIX”».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nulla a che vedere con la mafia? «Non voglio fare accostamenti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Però vi posso testimoniare che la criminalità organizzata esiste&lt;/div&gt;&lt;div&gt;anche qui. Ci sono anche qui famiglie mafiose, confische di beni,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;episodi di questo tipo. Sicuramente sono uno sulla piazza che si&lt;/div&gt;&lt;div&gt;espone maggiormente. Dipende da come fai questo mestiere, se lo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;vuoi fare bene, non è così facile. È difficile ovunque. Ma Genova&lt;/div&gt;&lt;div&gt;è una città molto chiusa, non voglio dire omertosa, di sicuro un&lt;/div&gt;&lt;div&gt;posto dove le élites del potere sono molto riservate. Un città difficilissima&lt;/div&gt;&lt;div&gt;da esplorare a fondo».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Giulio Cavalli&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per molti non è la prima volta. Come non lo è per Giulio Cavalli,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;classe 1977. Non è un giornalista Giulio, ma un attore, un regista&lt;/div&gt;&lt;div&gt;d’inchiesta, che scrive i suoi spettacoli di denuncia lavorando&lt;/div&gt;&lt;div&gt;assieme a cronisti e magistrati. Da anni vive sotto scorta, una&lt;/div&gt;&lt;div&gt;vita abitata a metà. Rischia perché nel 2006 ha portato in scena&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Do ut des, una pièce irriverente verso i capi mafia. Rischia perché&lt;/div&gt;&lt;div&gt;le minacce di morte non lo fanno tacere e da qualche settimana&lt;/div&gt;&lt;div&gt;rischia ancora di più perché, con quella storia, si è candidato alle&lt;/div&gt;&lt;div&gt;regionali. A Varese. Non in Calabria, non in Sicilia, o in Campania.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma in Lombardia. Dove le intimidazioni più gravi per lui&lt;/div&gt;&lt;div&gt;non sono le telefonate anonime o i gesti minatori, ma la colpevole&lt;/div&gt;&lt;div&gt;indifferenza per la questione mafiosa di una vasta parte della&lt;/div&gt;&lt;div&gt;società e della classe dirigente che amministra. Perché la mafia a&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Milano non c’è. Ché la Lombardia non è affetta da questo cancro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lo ha detto perfino il prefetto Gian Valerio Lombardi nei&lt;/div&gt;&lt;div&gt;mesi scorsi. Dicevano lo stesso a Ragusa quando fu ucciso Giovanni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Spampinato. Dicevano lo stesso a Barcellona, in provincia di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Messina, quando fu assassinato Beppe Alfano, e a Catania quando&lt;/div&gt;&lt;div&gt;cinque colpi di pistola raggiunsero la nuca di Pippo Fava.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«Avevamo ricevuto nei giorni scorsi – si legge in un comunicato a&lt;/div&gt;&lt;div&gt;firma Giulio Cavalli – delle minacce nella sede cittadina del partito,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;una telefonata minatoria, e successivamente un proiettile lasciato&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O2 ossigeno per l’informazione.Rapporto 2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt;osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2/ Questi alzano il tiro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;davanti alla porta della sede di Via Lepontina. Minacce regolarmente&lt;/div&gt;&lt;div&gt;denunciate, ma che non avevamo messo in relazione&lt;/div&gt;&lt;div&gt;tra loro. Oggi ci ritroviamo per l’ennesima volta a dover subire fatti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ed intimidazioni, che appaiano in modo preoccupante sempre più&lt;/div&gt;&lt;div&gt;collegate all’impegno politico che abbiamo deciso di intraprendere».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I «nuovi fatti» appaiono sotto la forma di un volantino lasciato&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sulle auto parcheggiate vicino all’agenzia dell’Intesa San Paolo di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Viale Monza, a Milano. «La mafia controlla la filiale Intesa San&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Paolo di Via Palmanova», proprio la stessa in cui il comitato che&lt;/div&gt;&lt;div&gt;lo sostiene aveva aperto un conto corrente per il candidato Cavalli.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Difficile pensare a coincidenze. E poi, ancora proiettili. Ventitré&lt;/div&gt;&lt;div&gt;in tutto, davanti al teatro Oscar, poche ore prima dell’apertura&lt;/div&gt;&lt;div&gt;del sipario. Spettacolo sospeso. È lui stesso dal palco a spiegare&lt;/div&gt;&lt;div&gt;al pubblico i motivi dell’annullamento, a dire ancora una&lt;/div&gt;&lt;div&gt;volta, non lasciatemi solo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La mafia in Lombardia non c’è&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«La mafia in Lombardia non c’è». Non c’è quando in Brianza,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nel 2008, in pochi mesi, fanno fuori tre persone legate al mondo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dell’edilizia. Omicidi riconducibili ad un regolamento di conti di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;un locale di ’ndrangheta. Non c’è quando il comune di Buccinasco&lt;/div&gt;&lt;div&gt;viene commissariato per infiltrazioni mafiose. Non c’è quando&lt;/div&gt;&lt;div&gt;vengono arrestati superlatitanti. Non c’è quando è ormai certo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che le cosche sono fortemente interessate ai miliardari appalti di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Expo 2015. Non c’è sulle cronache locali. «Non c’è – dice Gianni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Barbacetto, giornalista e direttore dell’osservatorio sulla criminalità&lt;/div&gt;&lt;div&gt;organizzata al Nord – perché sulla pagine locali, anche in&lt;/div&gt;&lt;div&gt;quelle dei quotidiani più blasonati, si parla del singolo omicidio,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;o del fatto di cronaca a sfondo mafioso, ma mai ho letto un pezzo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che leghi fra loro i fatti. Che dia la misura generale delle pericolose&lt;/div&gt;&lt;div&gt;infiltrazioni mafiose». «C’è un problema di informazione»&lt;/div&gt;&lt;div&gt;– ci dicono i redattori di «Narcomafie», che producono a Torino il&lt;/div&gt;&lt;div&gt;mensile di Libera – «sembra che i giornalisti locali non siano&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ancora attrezzati al racconto della mafia, all’interpretazione del&lt;/div&gt;&lt;div&gt;suo approdo ormai trentennale al Nord».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Qualcuno ci prova in effetti. E ne paga le conseguenze. Davide&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bortone collaborava con «Il Giorno». Scriveva da Buccinasco,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Gaggiano e Cusago. Dirigeva un giornale on line, Giornalelibero.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;com, sul quale raccontava in maniera approfondita storie&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di criminalità organizzata, infiltrazioni nel palazzo comunale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Spesso si è occupato della famiglia calabrese Barbaro-Papalia,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;titolare del locale di ’ndrangheta attivo nella zona intorno ad Assago,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Buccinasco, Cesano Boscone, Corsico e Trezzano sul Naviglio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il 18 giugno del 2009 ha trovato il lunotto della macchina in&lt;/div&gt;&lt;div&gt;frantumi. Lui stesso sul suo sito ipotizza un movente mafioso, e&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O2 ossigeno per l’informazione.Rapporto 2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt;osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2/ Questi alzano il tiro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;già il giorno dopo scrive di alcuni sversamenti di rifiuti tossici nei&lt;/div&gt;&lt;div&gt;terreni a sud di Milano. Davide in passato si era preso pure un&lt;/div&gt;&lt;div&gt;bel pugno in faccia, mentre si occupava di campi nomadi. Nemmeno&lt;/div&gt;&lt;div&gt;quello lo ha fatto desistere. E però ha smesso comunque.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ha cambiato lavoro, non fa più il giornalista. Lo annuncia lui&lt;/div&gt;&lt;div&gt;stesso, lo scorso 31 gennaio, sulla home page del suo sito: «Gentili&lt;/div&gt;&lt;div&gt;lettori, con grande rammarico vi comunico che GiornaleLibero.com&lt;/div&gt;&lt;div&gt;chiude per la mancanza di proposte economiche concrete per il&lt;/div&gt;&lt;div&gt;suo definitivo rilancio, da parte dei possibili sponsor. Grazie a&lt;/div&gt;&lt;div&gt;tutti per la vicinanza e l’attaccamento dimostrato in quest’ultimo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;periodo, che oserei definire “travagliato”». Nessuno a sud di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Milano è disposto a finanziare un giornale antimafia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sempre Milano, sempre periferia Sud. Massimiliano Saggese, corrispondente&lt;/div&gt;&lt;div&gt;del «Giorno», era assieme alla fotografa Mara Del&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fante, quando il 10 maggio del 2008, è stato aggredito per le&lt;/div&gt;&lt;div&gt;strade di Pieve Emanuele, da 15 persone. Pugni in faccia a entrambi,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;calci nella macchina, dieci giorni di prognosi. Avevano&lt;/div&gt;&lt;div&gt;scritto di un incidente stradale, nel quale aveva avuto la peggio&lt;/div&gt;&lt;div&gt;una bimba di 17 mesi. Mentre era in macchina con la sua famiglia,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ha aperto la portiera, ed è caduta sull’asfalto. La madre&lt;/div&gt;&lt;div&gt;indagata per omicidio colposo perché nell’auto non c’era il seggiolino.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«Scrissi della storia – ci spiega Massimiliano – e il giorno&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dopo tornai a Pieve con Mara, per coprire gli sviluppi della vicenda.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ci riconobbero e ci aggredirono. Tra loro anche un benzinaio&lt;/div&gt;&lt;div&gt;pregiudicato, pluricondannato, del quale mi ero già occupato».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«Erano camorristi – continua Massimiliano – legati al clan Pesce&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di Pianura. Non quelli di Rosarno – precisa – questi sono quelli&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che gestiscono il racket a Pianura». Pieve Emanuele, Buccinasco,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Trezzano, Corsico, Rozzano. «Sono posti – continua il giornalista&lt;/div&gt;&lt;div&gt;– dove la criminalità organizzata si respira camminando per strada.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Hanno locali, gelaterie, bar, ristoranti, tutti nelle loro mani.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A Rozzano, su 40 mila abitanti 8 mila sono pregiudicati. Quando&lt;/div&gt;&lt;div&gt;hanno fatto i funerali della bambina morta a Pieve, hanno&lt;/div&gt;&lt;div&gt;vietato agli edicolanti di mettere fuori i giornali con gli articoli&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che riguardavano l’incidente e la nostra aggressione».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le botte le ha prese anche Saba Viscardi, giornalista di Merateonline.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un altro incidente stradale. 10 giugno 2009, Imbersago,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;provincia di Lecco. Lei che si arrampica su un balconcino per&lt;/div&gt;&lt;div&gt;fare le foto. E il figlio del ferito che la insegue, e la raggiunge, per&lt;/div&gt;&lt;div&gt;prenderla a schiaffi. Messa in salvo dall’intervento dei vigili del&lt;/div&gt;&lt;div&gt;fuoco, è la moglie del moribondo a farle scivolare la borsetta in&lt;/div&gt;&lt;div&gt;pieno volto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«Guardie o ladri». Si chiama così il blog di Roberto Galullo, 46&lt;/div&gt;&lt;div&gt;anni, inviato de «Il Sole 24 Ore», conduttore a Radio24. Lavora&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O2 ossigeno per l’informazione.Rapporto 2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt;osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2/ Questi alzano il tiro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a Milano. Scrive di mafia, politica, malaffare e connivenze. Fa i&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nomi, pubblica ordinanze, sentenze, relazioni. E arrivano le rappresaglie.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L’ultima poche settimane fa. La lettera di un avvocato,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;il legale di una famiglia di mafia siciliana radicata in Lombardia,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;segnalata nel rapporto di un magistrato milanese alla Commissione&lt;/div&gt;&lt;div&gt;parlamentare antimafia che Galullo ha pubblicato in&lt;/div&gt;&lt;div&gt;esclusiva sul suo blog. Non scrivere più del mio assistito. Il messaggio&lt;/div&gt;&lt;div&gt;suonava più o meno così. La stessa minaccia, neppure&lt;/div&gt;&lt;div&gt;tanto velata, recapitata da un altro avvocato di una delle cosche&lt;/div&gt;&lt;div&gt;più influenti di Gioia Tauro dopo un articolo sulle infiltrazioni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;della ’Ndrangheta nella vita politica della regione. Con un avvertimento&lt;/div&gt;&lt;div&gt;in più. Il tuo blog è sotto controllo. Vediamo ogni giorno&lt;/div&gt;&lt;div&gt;quello che scrivi. Regolati. «La mia linea è sempre stata quella&lt;/div&gt;&lt;div&gt;della riservatezza – spiega Galullo – ci sono fascicoli aperti, quindi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;non posso dirvi altro. Io continuo a scrivere. Le minacce non&lt;/div&gt;&lt;div&gt;mi preoccupano più di tanto. Sono molto più pericolose quando&lt;/div&gt;&lt;div&gt;arrivano ai colleghi della stampa calabrese».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Giornalisti sotto attacco in Calabria&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«Giornalisti sotto attacco», l’apertura del «Quotidiano della Calabria&lt;/div&gt;&lt;div&gt;», il 23 febbraio scorso, ha il sapore insolito di una «vuciata&lt;/div&gt;&lt;div&gt;», di un grido affannoso, quasi scomposto. Accade raramente.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La sobrietà, la compostezza del racconto delle notizie calabresi è&lt;/div&gt;&lt;div&gt;infatti uno dei tratti distintivi del giornale diretto da Matteo Cosenza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L’accento così marcato, il titolo straziato sulla prima pagina,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;si spiega solo con lo straordinario pressing minatorio che hanno&lt;/div&gt;&lt;div&gt;subito i giornalisti in Calabria nei primi mesi del 2010: cinque&lt;/div&gt;&lt;div&gt;colleghi minacciati di morte nel giro di venti giorni, sei in&lt;/div&gt;&lt;div&gt;due mesi, otto dalla scorsa estate. Sappiamo che a questi vanno&lt;/div&gt;&lt;div&gt;aggiunti i casi di chi non denuncia, o di chi ha voce così flebile&lt;/div&gt;&lt;div&gt;da non arrivare nemmeno sulle colonne dei giornali locali. Otto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;casi solo in Calabria da quando su queste stesse pagine, nel primo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;rapporto di Ossigeno, si dava conto di altre otto storie registrate&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nel triennio 2006-2008.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sono numeri inquietanti, tanto più che per ognuno di questi casi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;gli inquirenti hanno espresso seria preoccupazione. Numeri che&lt;/div&gt;&lt;div&gt;confermano la straordinaria pericolosità del mestiere della scrittura&lt;/div&gt;&lt;div&gt;in Calabria. Di quelli che da soli raccontano di una regione in&lt;/div&gt;&lt;div&gt;cui le dinamiche democratiche sono infinitamente più vischiose&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che nel resto del Paese: «Chi comanda davvero in Calabria» –&lt;/div&gt;&lt;div&gt;scrive il direttore del «Quotidiano» nel suo editoriale – «decide&lt;/div&gt;&lt;div&gt;chi, come, dove e quando può fare il proprio dovere e purtroppo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ci riesce spesso». Gli otto episodi intimidatori registrati negli ultimi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;mesi, infine, in relazione agli otto dei tre anni precedenti,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;segnalano chiaramente come il trend delle minacce abbia assunto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O2 ossigeno per l’informazione.Rapporto 2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt;osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2/ Questi alzano il tiro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;un’inclinazione vertiginosa, esponenziale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non si spiega, poi, l’incredibile ostinazione da parte dell’informazione&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nazionale nel mantenere al buio questa terra (e questo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;tema). Solo «la Repubblica», e solo quello stesso 23 febbraio, ha&lt;/div&gt;&lt;div&gt;speso un taglio basso a pagina ventuno per raccontare l’intimidazione&lt;/div&gt;&lt;div&gt;subita dal suo corrispondente calabrese, Giuseppe Baldessarro,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;prolifica firma del «Quotidiano», solo l’ultimo dei cronisti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«infami» nel mirino delle ’ndrine.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La lettera è arrivata nell’ufficio di corrispondenza di Reggio Calabria&lt;/div&gt;&lt;div&gt;il 22 febbraio, il timbro portava la data del giorno 20. Il&lt;/div&gt;&lt;div&gt;suo nome e l’indirizzo vergati a mano con un segno elementare,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;chiaramente distorto. Nella busta, oltre a tre pallottole, la scritta&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«Andare oltre significa la morte», ricavata dal ritaglio di alcuni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;titoli del giornale. «È difficile – dice Giuseppe – capire quale sia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;stata la notizia che ha scatenato la reazione della criminalità».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Giuseppe Baldessarro è un cronista di giudiziaria, di fatto però,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;come spesso accade per i corrispondenti, sia per «Il Quotidiano»&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che per «la Repubblica», si è occupato anche di altro. «Nell’ultimo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;mese – dice – ho coperto i diversi processi, tutti particolarmente&lt;/div&gt;&lt;div&gt;importanti, fra i quali quello che ha fatto luce sulla strage&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di Duisburg e la faida di San Luca. Ho scritto della bomba&lt;/div&gt;&lt;div&gt;esplosa davanti alla procura reggina il 3 gennaio, dell’auto arsenale&lt;/div&gt;&lt;div&gt;fatta ritrovare il giorno della visita del Presidente della Repubblica,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;della rivolta di Rosarno».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;È probabile tuttavia, ci dice e ci conferma il direttore del «Quotidiano&lt;/div&gt;&lt;div&gt;», che la minaccia abbia riguardato un suo articolo uscito&lt;/div&gt;&lt;div&gt;il 19 gennaio sulle strategie elettorali del clan di Pietrastorta in&lt;/div&gt;&lt;div&gt;vista delle elezioni regionali del 2005. In pagina anche le intercettazioni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ambientali di alcune conversazioni intercorse tra un&lt;/div&gt;&lt;div&gt;esponente della cosca reggina e un consigliere regionale. Una storia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che solo lui ha messo in luce.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Con la stessa tecnica, ritagliando il titolo di un suo articolo, è&lt;/div&gt;&lt;div&gt;stato composto il messaggio di morte contro Filippo Cutrupi,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;corrispondente da Reggio Calabria per «La Stampa», «il Giornale&lt;/div&gt;&lt;div&gt;» e il «QN». La lettera è arrivata a casa della sorella, nella città&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dello stretto, il 15 febbraio scorso. Sul foglio, oltre a una croce&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sulla sua firma, la scritta «Non scrivere più “La ’ndrangheta attacca&lt;/div&gt;&lt;div&gt;lo Stato”», titolo del pezzo apparso sul «il Giornale» il 4&lt;/div&gt;&lt;div&gt;gennaio scorso. La cronaca puntuale della bomba lanciata contro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;il portone della Procura Generale, un attentato dal forte valore&lt;/div&gt;&lt;div&gt;simbolico, come gli stessi inquirenti hanno più volte dichiarato in&lt;/div&gt;&lt;div&gt;quei giorni. Si colpisce l’efficienza della magistratura reggina sotto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;la guida del procuratore della Repubblica Giuseppe Pignatone&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e del procuratore generale Salvatore Di Landro, a capo dell’ufficio&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O2 ossigeno per l’informazione.Rapporto 2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt;osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2/ Questi alzano il tiro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che si occupa della confisca e del sequestro dei beni e dei procedimenti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di appello contro le cosche. Il secondo grado dove&lt;/div&gt;&lt;div&gt;spesso, in passato, le sentenze venivano perlomeno alleggerite se&lt;/div&gt;&lt;div&gt;non ribaltate del tutto. L’interpretazione è chiara e condivisa&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dalla maggior parte dei giornali. In quei giorni, infatti, le cronache&lt;/div&gt;&lt;div&gt;si assomigliano tutte. Non c’è una notizia esclusiva, non c’è&lt;/div&gt;&lt;div&gt;la particolare esposizione di alcun cronista. Ecco perché lo stesso&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Cutrupi si dice sorpreso che nella lettera di minaccia si facesse&lt;/div&gt;&lt;div&gt;riferimento alla bomba di Reggio: «Non lo so – dice. Certo, qualcosa&lt;/div&gt;&lt;div&gt;è cambiato, e in peggio. Quando venne ucciso Franco Fortugno,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;fui l’unico a scrivere, già il giorno dopo, chi avrebbe potuto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;essere il mandante politico di quell’omicidio. Una circostanza che&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sicuramente avrebbe potuto espormi molto di più rispetto alle cronache&lt;/div&gt;&lt;div&gt;della bomba di Reggio, eppure allora non accadde niente».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Di certo, Filippo Cutrupi, come Giuseppe Baldessarro sono calabresi,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;vivono in quei territori, sono sentinelle sempre attive; per&lt;/div&gt;&lt;div&gt;questo il loro lavoro, rispetto a quello degli inviati, è più incisivo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e meno «apprezzato» dai clan. Sono «Infami», «sbirri», «traditori&lt;/div&gt;&lt;div&gt;», nella logica dei mafiosi calabresi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Infame, sì, o nella dizione calabrese, «’mpamu». È Michele Albanese,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a capo della redazione di Polistena del «Quotidiano» a spiegarci&lt;/div&gt;&lt;div&gt;bene il significato di questa parola. «Fino a poco tempo fa&lt;/div&gt;&lt;div&gt;– spiega – i mafiosi erano abituati a una stampa che narrava le&lt;/div&gt;&lt;div&gt;loro gesta. Il racconto, spesso carico di folclore, finiva per non&lt;/div&gt;&lt;div&gt;creare nessun tipo di problema alle ’ndrine. Piuttosto, anche inconsapevolmente,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;contribuiva a costruire la fama dei capobastone,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;la loro autorità sul territorio. Le cose oggi sono molto cambiate.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La magistratura è cambiata e anche l’informazione fa la&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sua parte. Per quel che mi riguarda ho sempre pensato a questo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;mestiere come a un mezzo di emancipazione della mia gente. La&lt;/div&gt;&lt;div&gt;‘ndrangheta li vuole schiavi i calabresi, il giornalismo deve fare in&lt;/div&gt;&lt;div&gt;modo che siano cittadini bene informati, consapevoli dei loro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;diritti. Questo nella logica mafiosa è lavoro di infami, di traditori&lt;/div&gt;&lt;div&gt;». La parola «Infame», in Calabria, è usata anche per i pentiti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Implica un cambiamento di rotta, un passaggio di barricata.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L’ultima minaccia, Michele Albanese l’ha ricevuta a mezzo posta&lt;/div&gt;&lt;div&gt;lo scorso 28 gennaio. La lettera è arrivata nella redazione centrale,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a Castrovillari: basta parlare di Rosarno e una croce a morto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sul suo nome. Non è la prima. Michele e la sua famiglia sono&lt;/div&gt;&lt;div&gt;oggetto di tutela da parte delle forze dell’ordine. Il procuratore di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Palmi, capo dell’ufficio competente del territorio della Piana, il&lt;/div&gt;&lt;div&gt;giorno dopo l’ennesima intimidazione ha trasferito il fascicolo alla&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. «Le minacce&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dirette sono solo la punta dell’iceberg. Noi qui ogni giorno –&lt;/div&gt;&lt;div&gt;chiosa Michele – scriviamo di criminali che non è difficile incontrare&lt;/div&gt;&lt;div&gt;al bar, o che magari, ti ritrovi nel consiglio di classe della&lt;/div&gt;&lt;div&gt;scuola dei tuoi figli. L’intera nostra esistenza è condizionata dal&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O2 ossigeno per l’informazione.Rapporto 2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt;osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2/ Questi alzano il tiro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;pericolo che comporta fare il giornalista da queste parti».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Capita così, in Calabria, che a fare la nuda cronaca dei processi,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;o a riportare la notizia di operazioni giudiziarie, scavando a fondo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nelle ordinanze, si finisca nel mirino. Per due volte nel giro di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;un mese e mezzo. È accaduto a Michele Inserra, salernitano approdato&lt;/div&gt;&lt;div&gt;alla redazione di Siderno del «Quotidiano» dopo un&lt;/div&gt;&lt;div&gt;decennio di gavetta a cronaca nera e giudiziaria al «Il Mattino»&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di Napoli. L’ultima intimidazione è arrivata lo scorso 22 marzo,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sotto forma di un bossolo esploso lasciato davanti alla porta del&lt;/div&gt;&lt;div&gt;giornale. Un proiettile firmato. Sopra, infatti, vi era appiccicata la&lt;/div&gt;&lt;div&gt;firma di Michele ritagliata da un suo articolo. Solo il giorno prima&lt;/div&gt;&lt;div&gt;aveva scritto degli appetiti politici, alla vigilia delle Regionali&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2005, di un presunto mafioso, ucciso dal killer arrestato nel corso&lt;/div&gt;&lt;div&gt;della recente operazione «Mistero» condotta dalla Dda di Reggio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il 4 febbraio, invece è un pezzo sulla strage di Duisburg a metterlo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nei guai. Si occupava, quel giorno, – continua a farlo – del&lt;/div&gt;&lt;div&gt;processo Fehida, il procedimento che sta facendo luce su quella&lt;/div&gt;&lt;div&gt;strage e sulla faida di San Luca. È giorno d’udienza, in aula sono&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ascoltati gli inquirenti tedeschi, gli stessi che hanno ricostruito&lt;/div&gt;&lt;div&gt;l’identikit di uno dei killer. Con ogni probabilità, sostengono più&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e più volte, il viso del disegno è quello di Domenico Nirta, un&lt;/div&gt;&lt;div&gt;pizzaiolo trentenne che va e viene dalla Germania. Già arrestato&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e prosciolto da ogni accusa dopo un rito abbreviato. Libero.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Senza nessun mandato di arresto sulle spalle, nonostante i rapporti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;della polizia tedesca lo indichino come associato alla ’ndrina&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di Kaarst. Michele sa: l’ordinanza di custodia cautelare che manca&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«presto ci sarà». E lo scrive. Michele sa, lo ha visto, che Domenico&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nirta è a San Luca, anzi che verosimilmente ha già preparato&lt;/div&gt;&lt;div&gt;le valige ed è al sicuro fuori dal territorio italiano. E lo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;scrive. Il pezzo va in pagina. Il giorno dopo si tratta di farsi un&lt;/div&gt;&lt;div&gt;giro a San Luca e vedere se Nirta è ancora all’ombra dell’Aspromonte&lt;/div&gt;&lt;div&gt;o è già oltre le Alpi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«Dovevo trovarlo io – racconta – e invece mi ha trovato lui. Mi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ha chiamato al telefono prima a casa, e ancora in redazione per&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dirmi che la mia presenza a San Luca non era gradita, che avrei&lt;/div&gt;&lt;div&gt;fatto meglio a non scrivere più il suo nome». Il giorno dopo, ancora&lt;/div&gt;&lt;div&gt;un’udienza in tribunale. Lo avvicina un giovane avvocato, un&lt;/div&gt;&lt;div&gt;praticante, che gli ribadisce il concetto: non mettere piede a San&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Luca. Solo pochi giorni e con una lettera, il legale di Nirta gli comunica&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che si riserba di citarlo in giudizio per danni all’immagine.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La Calabria brucia. È il caso di dirlo. Come il titolo di un for-&lt;/div&gt;&lt;div&gt;tunato libro di Mauro Minervino, lo scrittore calabrese che dopo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;l’uscita del suo racconto-inchiesta è stato isolato e screditato. La&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Calabria degli stereotipi e del sensazionalismo, un libro che fa&lt;/div&gt;&lt;div&gt;male a questa terra, hanno detto e scritto di lui e della sua opera.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Minervino conserva la sua cattedra di Antropologia culturale e&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O2 ossigeno per l’informazione.Rapporto 2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt;osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2/ Questi alzano il tiro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nel frattempo ha perso le sue collaborazioni giornalistiche. Della&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sua firma non c’è più bisogno.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La Calabria brucia. È il caso di dirlo, come la macchina del&lt;/div&gt;&lt;div&gt;blogger ventiseienne Antonino Monteleone che da anni, fra le altre&lt;/div&gt;&lt;div&gt;cose, sta dietro alle grandi e piccole lavanderie del clan De&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Stefano, la ’ndrina dominante a Reggio città. Soldi sporchi che&lt;/div&gt;&lt;div&gt;vengono riciclati in alcuni esercizi commerciali del centro e del&lt;/div&gt;&lt;div&gt;lungomare più grande d’Europa. La sua auto è saltata in aria il&lt;/div&gt;&lt;div&gt;4 febbraio. Quella sera, Antonio, si è accorto di una macchina che&lt;/div&gt;&lt;div&gt;lo seguiva, che si è accostata al marciapiede mentre lui si fermava&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e ingranava la retromarcia per parcheggiare. Entrato in casa,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;il botto dopo pochi minuti. L’auto senza più il cofano, le fiamme.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Alcune settimane prima dell’incendio, era stato fermato per&lt;/div&gt;&lt;div&gt;strada, ci dice, dal fratello del gestore di un bar del centro: «Un&lt;/div&gt;&lt;div&gt;uomo che quando hanno arrestato De Stefano, gli indirizzava&lt;/div&gt;&lt;div&gt;baci plateali, e veniva corrisposto». «Non vanno toccati gli interessi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;economici – continua – è quando tocchi quelli, che li fai&lt;/div&gt;&lt;div&gt;arrabbiare, quando metti la pulce nell’orecchio delle persone che&lt;/div&gt;&lt;div&gt;finiscono per non frequentare più i loro negozi». Storie piccole&lt;/div&gt;&lt;div&gt;forse, interessi minimi rispetto agli affari ben più remunerativi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;della ’ndrangheta holding, eppure significativi, sicuramente da&lt;/div&gt;&lt;div&gt;non sottovalutare: il controllo del territorio dove la ’Ndrangheta&lt;/div&gt;&lt;div&gt;è cresciuta e dove trova l’origine del suo potere è ossessivo, anche&lt;/div&gt;&lt;div&gt;negli interessi più piccoli. Ne va della sua autorità, della sua capacità&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di influenza e di controllo sociale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Come Antonio, Francesco. Sulla soglia dei 40 anni. Redattore da&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vibo Valentia del «Quotidiano». Francesco Mobilio. La macchina&lt;/div&gt;&lt;div&gt;della sua compagna è saltata in aria il 27 dicembre, sotto casa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non sa darsi una spiegazione, Francesco. Dice che «l’hanno bruciata&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a me perché volevano colpire la nostra testata, il giornale&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che più di ogni altro si è consolidato in città come quello più&lt;/div&gt;&lt;div&gt;seguito». Si tratta di alcune sue inchieste, dice al telefono il suo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;direttore. Ma non va oltre. Meglio non dire, per la sua incolumità.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Meglio non dirlo a un altro collega, ragionevolmente, prima&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di averlo detto alla magistratura. E sì, perché Francesco Mobilio&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ancora non è stato sentito. Nessun giudice lo ha interrogato sulla&lt;/div&gt;&lt;div&gt;vicenda. A distanza di tutti questi mesi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Scorrendo a ritroso il calendario del 2009 rintracciamo ancora&lt;/div&gt;&lt;div&gt;due casi. Quello di Alessandro Bozzo e quello di Fabio Pistoia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Entrambi in forza a «Calabria Ora». Minacciati rispettivamente&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a ottobre e a giugno del 2009 per storie di mala politica del cosentino.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nella zona di influenza del locale della Sibaritide, dominato&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dal clan Forastefano di Cassano allo Ionio, uno dei più sanguinari&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e pericolosi dell’intera regione. «Smettila di scrivere di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Cassano, sennò ti scippiamo la capa», è il testo della missiva&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O2 ossigeno per l’informazione.Rapporto 2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt;osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2/ Questi alzano il tiro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;giunta nella redazione centrale di «Calabria Ora», dove Bozzo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;scrive di politica. La sua colpa, dato che di Cassano ha scritto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;solo una volta, quella di aver fatto notare che il presidente della&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Provincia di Cosenza, eletto dopo una campagna elettorale a&lt;/div&gt;&lt;div&gt;suon di «Noi i voti dei mafiosi non li vogliamo», a poche settimane&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dall’insediamento, ha voluto nel suo staff personale il primo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dei non eletti di una lista che lo appoggiava, imputato per&lt;/div&gt;&lt;div&gt;voto di scambio politico mafioso. A Fabio invece, la lettera è arrivata&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a casa, fra il primo turno e il ballottaggio delle elezioni per&lt;/div&gt;&lt;div&gt;il rinnovo del consiglio comunale di Corigliano calabro, nel bel&lt;/div&gt;&lt;div&gt;mezzo della campagna elettorale funestata persino da un omicidio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«Smetti di scrivere di politica o muori». Il pezzo riguardava&lt;/div&gt;&lt;div&gt;il sospetto di brogli avanzato dalla commissione elettorale dopo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;lo spoglio del primo turno.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lo scorso 8 marzo «Il Quotidiano» titola «’Ndrangheta strategia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;della tensione». È l’ennesimo attacco a un magistrato. Questa&lt;/div&gt;&lt;div&gt;volta è toccato al Procuratore di Vibo Valentia Mario Spagnuolo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sentenze di morte scritte sui muri della città. Solo pochi giorni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;prima le minacce erano arrivate al pm dell’antimafia reggina&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Antonio De Bernardo e al magistrato crotonese Pierpaolo Bruni;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;mentre nelle stesse ore veniva svelato il progetto di un attentato&lt;/div&gt;&lt;div&gt;all’on. Angela Napoli, da sempre impegnata con coraggio sul&lt;/div&gt;&lt;div&gt;fronte dell’antimafia. Una voce scomoda anche all’interno del&lt;/div&gt;&lt;div&gt;suo partito, del quale ha criticato fortemente le scelte di alcune&lt;/div&gt;&lt;div&gt;candidature in odore di mafia per il rinnovo del consiglio regionale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«Se a questi episodi si aggiungono – spiega il direttore del&lt;/div&gt;&lt;div&gt;giornale calabrese Matteo Cosenza – la bomba in Procura a Reggio&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e l’auto piena di armi fatta ritrovare il giorno dell’arrivo di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Napolitano, è possibile pensare che la ’Ndrangheta abbia attuato&lt;/div&gt;&lt;div&gt;una strategia volta a comunicare la sua presenza in vista delle&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Regionali, per condizionare il voto, per dire: attenzione con i&lt;/div&gt;&lt;div&gt;proclami antimafia e le scelte virtuose di chi combatte in prima&lt;/div&gt;&lt;div&gt;persona, noi ci siamo, continuiamo a esserci, siamo noi i padroni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;della Città».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In questo senso può essere letta anche l’incredibile escalation delle&lt;/div&gt;&lt;div&gt;minacce ai giornalisti? «Ogni storia è una storia a sé. Di sicuro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;un’informazione attenta e scrupolosa, in questa terra, finisce sempre&lt;/div&gt;&lt;div&gt;per toccare interessi scomodi. E i colleghi minacciati, in particolare,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;hanno svolto sempre bene il loro lavoro. Tuttavia non&lt;/div&gt;&lt;div&gt;può passare inosservato il dato di cinque casi in tre settimane, le&lt;/div&gt;&lt;div&gt;stesse in cui si rincorrevano gli episodi intimidatori contro politici&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e magistrati impegnati. Tenderei comunque a considerare più&lt;/div&gt;&lt;div&gt;valido come movente delle minacce le storie professionali dei singoli&lt;/div&gt;&lt;div&gt;colleghi».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma dove è finita la ’Ndrangheta del silenzio, attenta solo ai suoi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O2 ossigeno per l’informazione.Rapporto 2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt;osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2/ Questi alzano il tiro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;affari e a non farsi scatenare i riflettori addosso? Sembra sia diventata&lt;/div&gt;&lt;div&gt;una mafia chiacchierona… «In effetti, è un po’ una novità&lt;/div&gt;&lt;div&gt;per la ’Ndrangheta. Sembra la mafia siciliana di un certo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;periodo. Il problema è che nel frattempo quella calabrese è diventata&lt;/div&gt;&lt;div&gt;la mafia più potente di tutte e anche il contrasto nei suoi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;confronti è aumentato, soprattutto da parte di una magistratura&lt;/div&gt;&lt;div&gt;più incisiva rispetto agli anni passati. Si sta determinando uno&lt;/div&gt;&lt;div&gt;scenario nuovo in cui la ’Ndrangheta parla attraverso messaggi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di questo tipo. Prima c’era e non si vedeva ora c’è e si vede pure.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Siamo entrati in una fase nuova anche rispetto al lavoro dei giornalisti,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e chi vuole migliorarsi nel fare il suo lavoro è più colpito.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ci sono cronisti che in certi territori mettono seriamente a rischio&lt;/div&gt;&lt;div&gt;la vita. La cosa comincia a diventare preoccupante. Gli stessi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;magistrati ci chiedono di dare massima enfasi agli episodi perché&lt;/div&gt;&lt;div&gt;è una forma di protezione. Il rischio è reale. Il rischio che questi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;un giorno decidano di alzare il tiro».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Al momento di chiudere questo Rapporto abbiamo appreso che...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;1) Il 3 maggio 2010 arriva una lettera accompagnata da un&lt;/div&gt;&lt;div&gt;proiettile alle redazioni palermitane de «la Repubblica» e del&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«Giornale di Sicilia». Le buste sono partite da Firenze. Nella lettera&lt;/div&gt;&lt;div&gt;si fa riferimento ai giudici Antonio Ingroia, Nino Di Matteo e&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sergio Lari, a Massimo Ciancimino e al pentito Gaspare Spatuzza,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«soggetti che direttamente o indirettamente – si legge – subiranno&lt;/div&gt;&lt;div&gt;le conseguenze di operazioni già pianificate». «In attesa di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;decisioni», secondo la missiva, invece, le sorti di Michele Santoro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e Sandro Ruotolo indicati come «giornalisti in appoggio ad un&lt;/div&gt;&lt;div&gt;disegno eversivo intrapreso da magistrati comunisti». Ecco il testo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;completo della lettera: «Illustre direttore. Non analizzi il contenuto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di questo comunicato come un minaccia, i grandi eventi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;vanno annunciati. Lo si era fatto in passato, con scarsi risultati.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il malessere e sotto gli occhi di tutti. Sono stata disposte&lt;/div&gt;&lt;div&gt;operazioni a sostegno della nostra democrazia. Tumori generati&lt;/div&gt;&lt;div&gt;da u eccesso di ruoli all’interno del nostro sistema di poteri.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nessun altro ostacolo può essere posto a danno di questo unico&lt;/div&gt;&lt;div&gt;principio di democrazia. Un vero attacco a degni e valorosi uomini&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che hanno dato dignità al nostro paese è tuttora in corso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A. Ingroia - S. Lari - A. Di Matteo - M. Ciancimino - G. Spatuzza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;soggetti che direttamente o indirettamente subiranno le&lt;/div&gt;&lt;div&gt;conseguenze di operazioni già pianificate. M. Santoro\Ruotolo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;in attese di decisioni. Il triste ruolo come giornalisti in appoggio&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ad un disegno eversivo intrapreso da magistrati comunisti è la&lt;/div&gt;&lt;div&gt;mortificazione delle più elementari… (illeggibile, ndr) e di democrazia».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lo stesso giorno, sempre un proiettile imbustato a Francesca&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Russo, avvocato di Ciancimino Junior, e il seguente messaggio:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O2 ossigeno per l’informazione.Rapporto 2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt;osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2/ Questi alzano il tiro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«Avvocatessa F. Russo lei avvocato con il suo comportamento&lt;/div&gt;&lt;div&gt;continua a disonorare il ruolo che nonostante le sue origini questo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nostro paese in un eccesso di libertà le ha concesso. Se vuole&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ascoltare il mio invito ad omettere comportamenti intenti ad&lt;/div&gt;&lt;div&gt;accreditare il pentito M. Ciancimino. Lei rimane attenzionata&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dalle nostre strutture di sorveglianza».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Attorno alla figura di Massimo Ciancimino, all’avvocato che lo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;assiste, ai giudici che raccolgono le sue dichiarazioni, ai giornalisti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che danno notizie a riguardo, negli ultimi mesi si è scatenato un&lt;/div&gt;&lt;div&gt;pressing intimidatorio senza precedenti, con continui riferimenti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a magistratura deviata, democrazia a rischio, giornalisti comunisti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;da eliminare. Un saggio di questi contenuti farneticanti, in&lt;/div&gt;&lt;div&gt;un’altra lettera inviata direttamente a Massimo Ciancimino lo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;scorso due aprile. Riferimenti a giudici, politici, pentiti e a Michele&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Santoro. La questione, ancora una volta, è la luce che si sta&lt;/div&gt;&lt;div&gt;facendo intorno al patto siglato tra Stato e mafia dopo la morte&lt;/div&gt;&lt;div&gt;del giudice Falcone. Ecco il contenuto integrale della lettera: «Sig.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ciancimino, spero che questa lettera le sia recapitata, come da&lt;/div&gt;&lt;div&gt;mie istruzioni, nella giornata del 2 aprile, lei sa a cosa mi riferisco.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La invito a non interpretare le mie poche parole come una&lt;/div&gt;&lt;div&gt;minaccia contro di lei ed i suoi familiari. Consideri poche righe&lt;/div&gt;&lt;div&gt;come un buon consiglio dato da una persona che anche suo padre&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a saputo apprezzare e stimare, e che comunque oggi è a conoscenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di fatti e circostanze tali da poterle essere, forse, ancora&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di aiuto. Questo non solo per il mio ruolo svolto per il Paese, ma&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sicuramente per l’esperienza accumulate in tanti anni di onorati&lt;/div&gt;&lt;div&gt;servizi resi. Equilibri e democrazia costituiscono le basi per un&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nuovo percorso di globalizzazione ed integrazione che con molto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sacrificio il paese sta attraversando. In questo momento molto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;difficile per la nostra democrazia non sono concessi ed ammessi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ulteriori sbagli. Oggi lei e le sue dichiarazioni contribuiscono ad&lt;/div&gt;&lt;div&gt;infangare illustri personaggi che hanno lavorato per poter garantire&lt;/div&gt;&lt;div&gt;un Italia libera ed anticomunista mentre oggi il nostro governo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;tenta di salvare posti di lavoro, milioni di euro di ignari contribuenti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e numerosi servitori dello Stato vengono impegnati in&lt;/div&gt;&lt;div&gt;inutili inchieste che altro non fanno che mortificare l’immagine&lt;/div&gt;&lt;div&gt;del nostro paese. Un solo fine, la democrazia è il frutto di più&lt;/div&gt;&lt;div&gt;azioni. La nostra è una grande cultura di libertà e democrazia,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;questa cultura oggi le permette di esibirsi in pantomime giudiziarie,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;complice di magistrati e giornalisti di fede comunista, ultimo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;misero strumento di un piano eversivo e destabilizzante. La libertà&lt;/div&gt;&lt;div&gt;come qualsiasi organismo vivente, talvolta genera tumori.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;M. Ciancimino - G. Spatuzza - A. Ingroia - S. Lari - A. Di Matteo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;- C. Martelli - M. Santoro - L. Violante. Le assicuro che ba-&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nali ed elementari tecniche di tutela civile a protezione di questi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;soggetti non costituiscono alcun ostacolo per i nostri scopi. Il&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dovere mi impone di avvisare chi come lei, ignaro del disegno&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O2 ossigeno per l’informazione.Rapporto 2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt;osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2/ Questi alzano il tiro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;altrui, oggi rappresenta uno strumento di lotta. Sappiamo fare il&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nostro mestiere. Nonostante i numerosi tentativi fatti in passato,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;non siamo riusciti ad aprirle gli occhi. Oggi lei e la sua famiglia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;siete ostaggi nelle mani di una magistratura deviata. Nonostante&lt;/div&gt;&lt;div&gt;gli inutili sforzi fatti, gli ultimi tentativi delle misere ed inutili&lt;/div&gt;&lt;div&gt;azioni dei magistrati A. Ingroia e compagni, non sono riusciti ad&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ostacolare o confondere la sovrana volontà del popolo elettore.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;oggi sono in gioco i destini della nostra democrazia. L. Violante e&lt;/div&gt;&lt;div&gt;C. Martelli recidivi traditori della democrazia. Sappiamo tutto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sul contenuto delle deposizioni fatte con i magistrati S. Lari e&lt;/div&gt;&lt;div&gt;compagni ed A. Ingroia e compagni, ulteriore aggressione intrapresa&lt;/div&gt;&lt;div&gt;col fine di coinvolgere ed infangare illustri servitori dello&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Stato. uomini che, a differenza di taluni magistrati hanno anteposto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;i più alti ed onorabili valori alla loro stessa esistenza. Almeno&lt;/div&gt;&lt;div&gt;questa volta usi la sua testa, da questa gente non potrà mai&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ottenere niente, non vada più a farsi usare dalle procure come&lt;/div&gt;&lt;div&gt;quelle di Palermo e di Caltanissetta, non si faccia coinvolgere&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ulteriormente. Un consiglio vada via dall’Italia, taluni crediti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;non possono essere più posticipati. Sono state disposte più operazioni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a garanzia della democrazia, tutte in attesa di essere eseguite.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un solo fine frutto di più azioni, cinque, un numero che dovrebbe&lt;/div&gt;&lt;div&gt;farla riflettere, le mie credenziali in busta».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2) «Immersi nelle notizie del braccio di ferro di Gianfranco Fini&lt;/div&gt;&lt;div&gt;contro l’asse Berlusconi-Bossi all’interno del Pdl e del governo,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;abbiamo sottovalutato in questi giorni l’attacco che il premier ha&lt;/div&gt;&lt;div&gt;rivolto il 16 aprile contro le fiction e i libri sulla mafia, accanendosi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nei confronti di Roberto Saviano e di Gomorra. Sull’argomento&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Silvio Berlusconi è recidivo. (…) Hanno un peso in questo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sconcertante approccio di Berlusconi le incognite che gravano&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nelle inchieste aperte sulle stragi mafiose degli anni ’90 e sulla&lt;/div&gt;&lt;div&gt;trattativa fra lo Stato e Cosa Nostra che segnò la fine della prima&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Repubblica, coincidendo con l’ascesa politica di Forza Italia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e, anche se non definitivamente provato, con l’avvio stesso delle&lt;/div&gt;&lt;div&gt;fortune economiche del Cavaliere? Il ruolo di Marcello Dell’Utri&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nei rapporti con Cosa Nostra, il giudizio pendente in Appello&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dopo la sua condanna in primo grado per concorso esterno in&lt;/div&gt;&lt;div&gt;associazione mafiosa, sono oggettivi e inquietanti indizi in questa&lt;/div&gt;&lt;div&gt;direzione... Una cosa è certa: le ripetute sortite contro una comunicazione&lt;/div&gt;&lt;div&gt;antimafia che ha segnato un positivo salto di qualità&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nella conoscenza degli italiani di un fenomeno che mina le&lt;/div&gt;&lt;div&gt;basi stesse dei diritti e dello sviluppo dell’Italia, richiamano nell’immaginario,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ma anche alla ragione, i comportamenti di una&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sorta di “serial killer”. Killer della memoria».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«Il serial killer della memoria e della libera informazione». L’editoriale,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di cui riportiamo i passaggi più significativi, è apparso su&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Articolo 21 e su Libera Informazione. Porta la firma di Roberto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Morrione, direttore dell’Osservatorio sull’informazione di Libera.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O2 ossigeno per l’informazione.Rapporto 2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt;osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2/ Questi alzano il tiro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La notte successiva alla pubblicazione, la redazione di Articolo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;21, a Roma, ha subito un’effrazione. Sette computer sono stati&lt;/div&gt;&lt;div&gt;rubati e, con essi, la chiave di accesso al sito web. Poi è stato&lt;/div&gt;&lt;div&gt;manomesso il notiziario online di Articolo 21 e cancellato l’articolo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di Morrione. Al suo posto gli hacker hanno messo l’immagine&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di un teschio, e un link ad un sito pornografico. Il giorno&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dopo lo stesso assalto, allo stesso editoriale, è stato ripetuto sul&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sito di Libera Informazione. Due attacchi in due giorni. Un episodio&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di pirateria informatica dedita al bavaglio che accade in&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Italia per la prima volta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;3) Caserta, la notte del 27 aprile 2010. Qualcuno entra in casa&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di Rosaria Capacchione, giornalista de «Il Mattino», una vita&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sotto scorta dopo le minacce ricevute per il suo impegno anticamorra.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La cronista dormiva nel suo letto. Non si è accorta di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nulla. «Sono entrati dalla finestra della cucina – racconta la Capacchione&lt;/div&gt;&lt;div&gt;all’Ansa – hanno preso una borsa, una trousse del&lt;/div&gt;&lt;div&gt;trucco, ma l’hanno subito abbandonata. Magari sono stati disturbati&lt;/div&gt;&lt;div&gt;». Ladri, forse. Hanno rovistato nell’appartamento e non&lt;/div&gt;&lt;div&gt;hanno portato via nulla. Non è la prima volta. Nell’ottobre 2009&lt;/div&gt;&lt;div&gt;un episodio analogo. Sconosciuti che si intrufolano di notte in&lt;/div&gt;&lt;div&gt;casa, frugano dove possono, rubano oggetti di poco valore e&lt;/div&gt;&lt;div&gt;scompaiono. Questa volta nel mirino anche altri condomini. Un&lt;/div&gt;&lt;div&gt;furto, secondo la giornalista. Un fatto, comunque inquietante,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che apre interrogativi sulla sua forma di protezione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;4) «La lezione gliela daremo noi e lo faremo a pezzi. State attenti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;anche voi giornalisti». La lettera è arrivata lo scorso 11 marzo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;alla redazione di «Barisera». Dentro alla busta, anche la cartuccia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di un fucile calibro 7,65 e la fotocopia di un articolo pubblicato&lt;/div&gt;&lt;div&gt;da quel giornale col quale si dava conto di un incontro sulla&lt;/div&gt;&lt;div&gt;mafia pugliese che il criminologo Michele Cagnazzo aveva tenuto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;il giorno prima in città.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Cagnazzo è autore del saggio «Mafia, una guerra senza confini»,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;attualmente dirige l’Osservatorio Regionale sulla Legalità dell’Italia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dei Valori. Da anni scrive e parla della «Quarta mafia», un’organizzazione&lt;/div&gt;&lt;div&gt;innovativa e diversa rispetto alla Sacra Corona Unita.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Intervistato da Affari italiani, ha dichiarato: «Molti, in maniera&lt;/div&gt;&lt;div&gt;omissiva nel migliore dei casi, delittuosa nel peggiore, continuano&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a parlare di Sacra Corona Unita. Ma la SCU è morta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ormai gli esperti parlano di Quarta mafia. La vecchia mafia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;rurale è morta. Oggi la mafia pugliese, oltre alle tradizionali attività&lt;/div&gt;&lt;div&gt;delle estorsioni, dello sfruttamento della prostituzione, delle&lt;/div&gt;&lt;div&gt;rapine e del traffico di droga, ha a disposizione un solidissimo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;potere economico e politico, grazie alla collaborazione e alla connivenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di imprenditori, funzionari e consiglieri pugliesi. Sono&lt;/div&gt;&lt;div&gt;quest’ultimi quelli più infastiditi dalla nostra attività. Parliamoci&lt;/div&gt;&lt;div&gt;chiaro: noi non disturbiamo soltanto i rapinatori di banche o i&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O2 ossigeno per l’informazione.Rapporto 2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt;osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2/ Questi alzano il tiro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;trafficanti di droga. Noi disturbiamo i colletti bianchi, quelli che&lt;/div&gt;&lt;div&gt;fanno affari con la criminalità organizzata a suon di appalti, concessioni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e riciclaggio di denaro sporco. E quando un colletto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;bianco si sente disturbato non gli resta che alzare il telefono e&lt;/div&gt;&lt;div&gt;chiedere a un manovale dei clan di limitarsi a minacciare una&lt;/div&gt;&lt;div&gt;data persona. È questo quello che è successo».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nel 2008, gli è stata recapitata una lettera con due proiettili, ed&lt;/div&gt;&lt;div&gt;è stata abbandonata davanti la sua abitazione la testa mozzata&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di un cane. Negli ultimi tempi, la sua battaglia è stata a favore&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dell’istituzione dell’Agenzia regionale sui beni confiscati. Una&lt;/div&gt;&lt;div&gt;struttura che snellisca tutte le procedure di confisca dei beni e&lt;/div&gt;&lt;div&gt;permetta di facilitarne l’uso per fini sociali e istituzionali. L’obiet-&lt;/div&gt;&lt;div&gt;tivo è evitare che le proprietà confiscate ai mafiosi ritornino in&lt;/div&gt;&lt;div&gt;loro possesso, attraverso le messa all’asta. Per le minacce subite,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ha detto, ha ricevuto solidarietà da parte dei pochi amici di partito,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ma nessun attestato di stima è arrivato dalle istituzioni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;5) «Chiama pure i carabinieri. Noi non abbiamo paura neanche&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di loro». Il 12 maggio 2010 due uomini piombano nella redazione&lt;/div&gt;&lt;div&gt;del settimanale «Nuova Periferia», in via Paolo Regis a Chivasso,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;provincia di Torino. Minacciano la segretaria e i giornalisti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;presenti. Poi se la prendono con Marco Bogetto, cronista di nera.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Calci e schiaffi. Tanto che il collega deve ricorrere alle cure del&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pronto Soccorso per una lesione al timpano provocata dal ceffone.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Colpevole. Colpevole di aver scritto un articolo sulla nuova sala&lt;/div&gt;&lt;div&gt;giochi della città, danneggiata nella notte da alcuni vandali.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«Devastata la nuova sala giochi: ingenti danni per almeno&lt;/div&gt;&lt;div&gt;20mila euro» è il titolo in prima pagina. Il giornale esce in edicola.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Alle 9.45 la spedizione punitiva. Sono i titolari del locale a&lt;/div&gt;&lt;div&gt;menar le mani, padre e figlio, Giuseppe e Guido Carbone. Bogetto&lt;/div&gt;&lt;div&gt;difende un collega, ha la peggio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«È un episodio grave – commenta il direttore Piera Savio – che&lt;/div&gt;&lt;div&gt;mette in luce, per l’ennesima volta, come sia difficile il lavoro per&lt;/div&gt;&lt;div&gt;un giornalista di provincia. Facilmente identificabile».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;6) «Municipi diffamati, informazione servile». Il messaggio è&lt;/div&gt;&lt;div&gt;scritto su un lenzuolo bianco a tinte rosse e azzurre. Sotto la finestra&lt;/div&gt;&lt;div&gt;de «Il Messaggero», in via del Tritone, a Roma, le grida di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;alcuni Presidenti dei Municipi, accompagnati da assessori e consiglieri&lt;/div&gt;&lt;div&gt;comunali. È la mattina del 6 maggio 2010. Pochi giorni&lt;/div&gt;&lt;div&gt;prima il quotidiano aveva proposto ai suoi lettori un’inchiesta&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sugli sperperi e gli sprechi delle amministrazioni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«Una campagna calunniosa, basata sulle veline del Campidoglio&lt;/div&gt;&lt;div&gt;», sostengono i minisindaci di centrosinistra, che chiedono di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;incontrare un caporedattore. «Una manifestazione intollerabile&lt;/div&gt;&lt;div&gt;per intimidire i giornalisti – denuncia l’Unione Nazionale Cronisti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;– un episodio di intolleranza grave in tempi di voglia di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;bavagli e censure del sistema dei poteri, a cominciare dal Ddl&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O2 ossigeno per l’informazione.Rapporto 2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt;osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2/ Questi alzano il tiro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Alfano. Le inchieste erano condotte con documenti alla mano e&lt;/div&gt;&lt;div&gt;spulciando tra le pieghe dei bilanci secondo i più rigorosi principi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;del mestiere. In troppi si dimenticano o fingono di dimenticarsi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che i cronisti non sono passacarte di comunicati e veline e che il&lt;/div&gt;&lt;div&gt;diritto/dovere di cronaca coincide con il diritto dei cittadini di&lt;/div&gt;&lt;div&gt;essere compiutamente informati sulla condotta dei loro amministratori».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;7) Le minacce per Davide Desario, cronista de «Il Messaggero»,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;corrono sul web. Frasi pesanti postate su facebook dopo un suo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;articolo, pubblicato sulle pagine di Roma il 13 aprile 2010.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«Verano, sede gratis all’associazione D’Annunzio» è il titolo dell’inchiesta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«Un’assegnazione davvero speciale che merita di essere&lt;/div&gt;&lt;div&gt;approfondita – denuncia Desario nel suo pezzo. Basti pensare&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che il Presidente dell’associazione D’Annunzio è Cristina Giannotta,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sorella di quel Mirko dipendente dell’Ama a capo dell’ufficio&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Decoro Urbano.»&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«La dinasty Giannotta», la chiama il cronista. «Il più famoso –&lt;/div&gt;&lt;div&gt;spiega – è Carlo Giannotta, storico Presidente della sezione dell’ex&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Movimento Sociale di Acca Larenzia, una delle più estreme&lt;/div&gt;&lt;div&gt;della destra sociale capitolina. Un altro Giannotta famoso, suo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;malgrado, è Fabio nato a Roma nel 1977. In molti lo ricorderanno&lt;/div&gt;&lt;div&gt;per essere stato arrestato per la tentata rapina alla gioielleria&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bulgari in via Condotti utilizzando un carroattrezzi. Ma non&lt;/div&gt;&lt;div&gt;solo: Fabio Giannotta è stato arrestato anche dopo, sempre per&lt;/div&gt;&lt;div&gt;una rapina a una gioielleria al Tuscolano.»&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«Da circa due anni, poi, – chiosa l’articolo – è balzato agli onori&lt;/div&gt;&lt;div&gt;della cronaca anche Mirko Giannotta (dipendente Ama dal 1998&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e coinvolto in alcune inchieste della Digos) che nel 2008 è stato&lt;/div&gt;&lt;div&gt;chiamato a guidare l’ufficio Decoro Urbano del Campidoglio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bene, tutti e tre, insieme a Cristina Giannotta, a maggio del&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2003 erano tra gli 8 soci dell’associazione D’Annunzio. Perché?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Semplice appartengono tutti alla stessa famiglia.»&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poche ore dopo, puntuale, arriva l’intimidazione sul suo profilo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di Facebook. Attacchi pesanti da parte del gruppo di estrema destra&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Acca Larenzia. La sua colpa? Aver fatto emergere una realtà&lt;/div&gt;&lt;div&gt;inquietante sulla gestione delle proprietà immobiliari di Ama srl,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;una gestione privata del bene pubblico.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;8) «Sei un uomo morto, qui non possiamo farti niente ma ormai&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sei segnato». La minaccia è arrivata a tu per tu. In aeroporto a&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Verona. Destinatario, Alessandro Capatano, giornalista sportivo in&lt;/div&gt;&lt;div&gt;forza alla «Gazzetta». È accaduto lo scorso 16 maggio, dopo la&lt;/div&gt;&lt;div&gt;partita Chievo-Roma. La parolina sussurrata all’orecchio da un&lt;/div&gt;&lt;div&gt;famigerato ultrà romanista è presto diventata l’aggressione di un&lt;/div&gt;&lt;div&gt;gruppo di facinorosi che lo hanno accerchiato e insultato, dopo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;avergli strappato di mano il taccuino. Uno del gruppo ha poi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;preso a pugni il computer di un collega di Capatano che aveva&lt;/div&gt;&lt;div&gt;provato a difenderlo. Atterrato a Fiumicino, le minacce e gli insulti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;O2 ossigeno per l’informazione.Rapporto 2010&lt;/div&gt;&lt;div&gt;osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2/ Questi alzano il tiro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sono continuate. L’aggressore è stato denunciato per minacce&lt;/div&gt;&lt;div&gt;aggravate.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non è la prima volta che un gruppo di ultrà minacci dei giornalisti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Alcuni giornalisti de «Il Secolo XIX» e di «Telegenova», il 19&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ottobre del 2008, sono stati presi di mira da tifosi sampodoriani&lt;/div&gt;&lt;div&gt;perché, secondo gli ultrà, le loro cronache avrebbero influito nel&lt;/div&gt;&lt;div&gt;risultato negativo della squadra.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-8908029796056194261?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/8908029796056194261/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=8908029796056194261' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/8908029796056194261'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/8908029796056194261'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2011/01/michele-cagnazzo-tra-gli-obiettivi.html' title='Michele Cagnazzo tra gli obiettivi sensibili. &quot;Rapporto Ossigeno 2010&quot;'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-6940335849020962612</id><published>2010-12-30T20:39:00.001+01:00</published><updated>2010-12-30T20:42:25.167+01:00</updated><title type='text'>Articolo di Michele Cagnazzo pubblicato sul "Quotidiano di Bari"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/TRzgma6k6CI/AAAAAAAAAPg/4VUxm8fzG3A/s1600/articolo%2Bcagnazzo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 290px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/TRzgma6k6CI/AAAAAAAAAPg/4VUxm8fzG3A/s400/articolo%2Bcagnazzo.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5556562990933010466" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-6940335849020962612?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/6940335849020962612/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=6940335849020962612' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/6940335849020962612'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/6940335849020962612'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2010/12/articolo-di-michele-cagnazzo-pubblicato.html' title='Articolo di Michele Cagnazzo pubblicato sul &quot;Quotidiano di Bari&quot;'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/TRzgma6k6CI/AAAAAAAAAPg/4VUxm8fzG3A/s72-c/articolo%2Bcagnazzo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-1349713722178608189</id><published>2010-09-23T12:26:00.003+02:00</published><updated>2010-09-23T12:31:54.700+02:00</updated><title type='text'>“ZAZZERA(IdV) NON PUO' DARE LEZIONI DI LEGALITA' ED ETICA”</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;                                                                                                    &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoBodyText" style="text-align: left;margin-left: 141.6pt; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 15px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoBodyText"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoBodyText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt"&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt"&gt;&lt;br /&gt;Il Responsabile dell'Osservatorio Legalità IdV. “Mi autosospendo dal Partito”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoBodyText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoBodyText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt"&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;     &lt;/span&gt;“ZAZZERA(IdV) NON PUO' DARE LEZIONI DI LEGALITA' ED ETICA”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoBodyText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoBodyText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt"&gt;“Ho deciso di autospendermi dal Partito: così non si può andare avanti”. Michele Cagnazzo, Criminalista e Responsabile dell'Osservatorio Regionale sulla Legalità IdV Puglia ragiona a voce&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;alta e tira dritto difendendo l'importanza della moralità nell'IdV Puglia, per un rilancio morale e ideale della politica, se si pratica nel modo giusto, auspicando una nuova IdV Puglia”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoBodyText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt"&gt;Posizioni estreme, certo, che però esprimono il malessere di chi non si riconosce nella rotta ipocrita, ondivaga, immorale e contradditoria del Coordinatore Regionale Zazzera. Continua Cagnazzo: “auspico alternative ed un ricambio totale dell'establishment regionale, che preveda una nuova gestione che parta dalla tesoreria fino ad arrivare all'ufficio stampa, per motivi che esporrò nelle sedi opportune e davanti al Collegio di Garanzia. L'IdV è un Partito che in Puglia potrebbe crescere tantissimo, se si mettesse da parte il capriccioso protagonismo di Zazzera che, fino ad oggi, ha solo diviso. Uno sfrenato personalismo che ha portato l'IdV Puglia in questi anni ad insanabili spaccature, ingiustizie, vigliaccherie e continue tensioni”. Conclude Cagnazzo: “non si può continuare a fare piazzate o manifestazioni che non hanno inciso realmente nel tessuto sociale. Chi ignora queste cose, distrugge la credibilità di ogni lotta per la legalità. L'Antimafia intollerante e demagogica di Zazzera, fatta quotidianamente di soli annunci non ha portato a nulla, e nulla ha a che fare con quella Antimafia che ha sempre rifiutato qualunque forma di protesta violenta ed incivile. I partiti hanno una responsabilità nell'educazione politica alla quale non si possono sottrarre. Ed i processi, ricordo a Zazzera, non si sono mai svolti né su facebook né sui giornali ma nei Tribunali. Questa incapacità gestionale ha allontanato il progetto di rendere l'IdV Puglia un partito di popolo capace di parlare a tutti. Per questo mi autosospendo. E finchè non vedrò un'inversione di rotta, non tornerò indietro sperando che questo Partito possa continuare ad assumere un ruolo ben definito nella tutela della moralità e della legalità”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoBodyText"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 15px; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 15px; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 15px; "&gt;Osservatorio Regionale Legalità&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 15px; "&gt;Italia dei Valori Puglia&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 15px; "&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Il Responsabile&lt;/div&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;Michele Cagnazzo        &lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-ansi-language:IT;mso-fareast-language: AR-SA;mso-bidi-language:AR-SA"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-1349713722178608189?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/1349713722178608189/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=1349713722178608189' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/1349713722178608189'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/1349713722178608189'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2010/09/zazzeraidv-non-puo-dare-lezioni-di.html' title='“ZAZZERA(IdV) NON PUO&apos; DARE LEZIONI DI LEGALITA&apos; ED ETICA”'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-7341290537981226968</id><published>2010-03-13T11:04:00.004+01:00</published><updated>2010-03-13T11:09:43.810+01:00</updated><title type='text'>"Ma quale Scu. La mafia pugliese è raffinatissima"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/S5tkJfTO-TI/AAAAAAAAAPA/ZZDDjCKHmtU/s1600-h/cagnazzo21.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 250px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/S5tkJfTO-TI/AAAAAAAAAPA/ZZDDjCKHmtU/s400/cagnazzo21.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5448058288418519346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: arial;font-family:arial;" &gt;"Azione di disturbo quotidiano". L'attività di &lt;/span&gt;&lt;strong style="font-family: arial;"&gt;Michele&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;strong style="font-family: arial;"&gt;Cagnazzo&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family: arial;font-family:arial;" &gt; e del suo &lt;/span&gt;&lt;strong style="font-family: arial;"&gt;Osservatorio&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family: arial;font-family:arial;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;strong style="font-family: arial;"&gt;Regionale&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family: arial;font-family:arial;" &gt;  &lt;/span&gt;&lt;strong style="font-family: arial;"&gt;sulla&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;strong style="font-family: arial;"&gt;Legalità&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family: arial;font-family:arial;" &gt; è questa: calcolare,  analizzare e scrivere. Incrociare dati e statistiche per formulare  connessioni e nuovi scenari che fotografino la realtà criminale della  sua Regione. Seduto a una scrivania, ogni giorno, nel centro di Bari.  Non in Sicilia, in Campania o in Calabria, ma in Puglia, nella terra  della taranta e degli ulivi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p face="arial" style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;strong&gt;E' per questo che è stato  minacciato di morte&lt;/strong&gt;. Giovedì 11 marzo alla redazione del  quotidiano &lt;em&gt;Barisera&lt;/em&gt; è stato recapitato un pacco con una  cartuccia di un&lt;strong&gt; fucile calibro 7.65&lt;/strong&gt; e una pagina  fotocopiata del quotidiano in cui si parlava dell'incontro sulla mafia  tenuto da Cagnazzo, con due croci disegnate sopra. Allegato, un  fogliettino con l'avvertimento: "La lezione gliela daremo noi e lo  faremo a pezzi. State attenti anche voi giornalisti". E' per questo che  già nel 2008 gli venne recapitata una lettera con due proiettili e una  testa mozzata di animale. &lt;/p&gt;&lt;p face="arial" style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;Classe 1967, della provincia di Bari,  Cagnazzo è anzitutto un &lt;strong&gt;criminalista&lt;/strong&gt;, specializzato in  inchieste sulla criminalità organizzata pugliese. Autore del saggio  Mafia, una guerra senza confini, attualmente dirige l'Osservatorio  Regionale sulla Legalità dell'Italia dei Valori. &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;strong&gt;Raggiunto  telefonicamente da &lt;em&gt;Affari&lt;/em&gt;, Cagnazzo tradisce con la voce un  po' di nervosismo. Eppure, le minacce "non ci fermeranno, tutto passa",  rassicura e si rassicura senza falsa modestia. Nei mesi scorsi l'azione  quotidiana di disturbo è sfociata in due progetti di legge, piuttosto  urticanti per la cosidetta quarta mafia.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;"Entrambi saranno  presentati ai nuovi consigli regionali che si formeranno dopo le  elezioni. Il primo mira a velocizzare le procedure che permetto ai  commercianti vittime del racket e dell'usura di ottenere il giusto  risarcimento. E' un modo per incentivare gli imprenditori a denunciare  il pizzo. A Bari pagano tutti. Poco, ma tutti. E le denunce sono  pochissime rispetto all'entità del fenomeno". &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;b&gt;E il secondo  progetto?&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;"Prevede l'istituzione di un'agenzia regionale che si  occupi dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Una struttura  che snellisca tutte le procedure di confisca dei beni e che riutilizzi  quest'ultimi per fini sociali e istituzionali. L'obiettivo è evitare che  le proprietà confiscate ai mafiosi vengano vendute all'asta per essere  ricomprate dagli stessi criminali attraverso loro prestanome". &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;b&gt;Un  progetto ambizioso, per il quale servono buone coperture istituzionali.&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;"Ovviamente.  Noi, come Osservatorio per la legalità, ci occupiamo di portare alla  luce i misfatti e gli affari della criminalità pugliese. Punto. In  questo caso, da tecnici, abbiamo elaborato queste proposte di legge. Ai  politici tocca presentarle nei consigli regionali. Se ciò non avverrà,  io mi dimetterò, semplice. Ogni istituzione deve "fare la sua parte".  Alle associazioni di categoria manifestare, alla magistratura indagare,  alla politica legiferare". &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;b&gt;E la fanno, la loro parte?&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;"Spesso  in Puglia no. Qui sembra non succeda niente. E quest'inattività mi fa  riflettere. A volte mi chiedo se non abbiamo già perso la battaglia  dell'antimafia e ci stiamo ostinando a riaprire una partita ormai  chiusa". &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;b&gt;Ha ricevuto molti attestati di solidarietà per le  minacce?&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;"Sì, ma più che altro da parte di amici e di compagni di  partito. Dalle istituzioni vere e proprie non è arrivata una sola  parola di stima, neanche dal sindaco del mio paese". &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;b&gt;Sarà che  la criminalità organizzata pugliese è abbastanza sconosciuta.&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;"Eppure  gode di uno stato di salute ottimo. Molti, in maniera omissiva nel  migliore dei casi, delittuosa nel peggiore, continuano a parlare di  Sacra Corona Unita. Ma la SCU è morta. Ormai gli esperti parlano di &lt;em&gt;Quarta  mafia&lt;/em&gt;. La vecchia mafia rurale è morta. Oggi la mafia pugliese,  oltre alle tradizionali attività delle estorsioni, dello sfruttamento  della prostituzione, delle rapine e del traffico di droga, ha a  disposizione un solidissimo potere economico e politico, grazie alla  collaborazione e alla connivenza di imprenditori, funzionari e  consiglieri pugliesi. Sono quest'ultimi quelli più infastiditi dalla  nostra attività". &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;b&gt;Si spieghi meglio.&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;"Parliamoci  chiaro: noi non disturbiamo (soltanto) i rapinatori di banche o i  trafficanti di droga. Noi disturbiamo i colletti bianchi, quelli che  fanno affari con la criminalità organizzata a suon di appalti,  concessioni e riciclaggio di denaro sporco. E quando un colletto bianco  si sente disturbato non gli resta che alzare il telefono e chiedere a un  manovale dei clan di limitarsi a minacciare una data persona. E' questo  quello che è successo". &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;b&gt;Ma, come dice lei, andate avanti.  Quali sono i vostri progetti imminenti?&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;"Stiamo organizzando una  manifestazione anti-racket a Bari, in collaborazione con le associazioni  antimafia delle altre regioni. Per quel che mi riguarda sto ultimando  un nuovo libro, che dovrebbe uscire entro l'estate, dedicato alla mafia  pugliese. Un capitolo sarà dedicato ai segreti della mafia barese. Con  nomi e cognomi, s'intende". &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Francesco Oggiano&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;http://www.affaritaliani.it/cronache/michele_cagnazzo_minacce_bari120310.html&lt;/span&gt;&lt;h2 style="font-family: arial; font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-7341290537981226968?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/7341290537981226968/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=7341290537981226968' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/7341290537981226968'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/7341290537981226968'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2010/03/ma-quale-scu-la-mafia-pugliese-e.html' title='&quot;Ma quale Scu. La mafia pugliese è raffinatissima&quot;'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/S5tkJfTO-TI/AAAAAAAAAPA/ZZDDjCKHmtU/s72-c/cagnazzo21.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-5026693198549677928</id><published>2010-03-06T14:09:00.001+01:00</published><updated>2010-03-06T17:56:56.446+01:00</updated><title type='text'>Bari. Fiaccolata per la legalità e la sicurezza</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/S5KJS7iZdsI/AAAAAAAAAOg/LLJ8FmVVfnY/s1600-h/fiaccolata+%282%29.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/S5KJS7iZdsI/AAAAAAAAAOg/LLJ8FmVVfnY/s400/fiaccolata+%282%29.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5445565857756968642" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/S5JUSAR4QNI/AAAAAAAAAOQ/0VP8eYRm-Rw/s1600-h/legalitasicurezzagiustiziabarisanpaolo55.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 266px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/S5JUSAR4QNI/AAAAAAAAAOQ/0VP8eYRm-Rw/s400/legalitasicurezzagiustiziabarisanpaolo55.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5445507567733719250" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/S5JUR73r-mI/AAAAAAAAAOI/ewTe_s7mbKk/s1600-h/legalitasicurezzagiustiziabarisanpaolo69.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 266px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/S5JUR73r-mI/AAAAAAAAAOI/ewTe_s7mbKk/s400/legalitasicurezzagiustiziabarisanpaolo69.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5445507566550121058" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/S5JUR1p7lZI/AAAAAAAAAOA/wCZw_Haz-ds/s1600-h/legalitasicurezzagiustiziabarisanpaolo85.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 266px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/S5JUR1p7lZI/AAAAAAAAAOA/wCZw_Haz-ds/s400/legalitasicurezzagiustiziabarisanpaolo85.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5445507564881810834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/S5JURhO7t2I/AAAAAAAAAN4/5KrbQ_6s_8A/s1600-h/legalitasicurezzagiustiziabarisanpaolo96.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-5026693198549677928?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/5026693198549677928/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=5026693198549677928' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/5026693198549677928'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/5026693198549677928'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2010/03/bari-fiaccolata-per-la-legalita-e-la.html' title='Bari. Fiaccolata per la legalità e la sicurezza'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/S5KJS7iZdsI/AAAAAAAAAOg/LLJ8FmVVfnY/s72-c/fiaccolata+%282%29.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-526609848339082955</id><published>2010-02-08T19:23:00.003+01:00</published><updated>2010-02-08T19:26:57.896+01:00</updated><title type='text'>"IL CRIMINALISTA MICHELE CAGNAZZO DENUNCIA ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA IL PRESIDE GAETANO SCIANCALEPORE"</title><content type='html'>“IL CRIMINALISTA E STUDIOSO MICHELE CAGNAZZO DENUNCIA ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA IL PRESIDE GAETANO SCIANCALEPORE PER RICATTI, ABUSI E PERSECUZIONI PERPETRATI AI DANNI DI UNA DOCENTE, OLTRE AD UNA GESTIONE TORBIDA DI RISORSE FINANZIARIE RIVENIENTI DAL PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE-FONDI EUROPEI E DAL PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo Studioso e Criminalista Michele Cagnazzo, nonché Responsabile dell’Osservatorio Regionale sulla Legalità nella propria funzione istituzionale di educatore alla legalità denuncia il dirigente scolastico Gaetano Sciancalepore della Scuola Media “Buonarroti” di Giovinazzo (Ba) per abusi, ricatti e persecuzioni oltre ad una gestione torbida di risorse finanziarie rivenienti dal “Programma Operativo Nazionale” – Fondi Europei e dal “Piano dell’offerta Formativa”. Alla Scuola “Buonarroti” il Preside, nonché dirigente scolastico Prof. Gaetano Sciancalepore autorizzava e finanziava progetti scolastici pretendendo in cambio del sesso, la docente non accetta, per lei comincia un vero e proprio calvario. A denunciarlo è il Criminalista Michele Cagnazzo che ha raccolto confidenzialmente il dramma ed il disagio che stava attraversando la vittima prescelta. Il Criminalista in una dettagliata informativa con allegata denuncia-querela depositata alla Procura della Repubblica ricostruisce tutte le fasi della triste vicenda, oltre ad una gestione piuttosto “allegra” ed anomala di risorse finanziarie legate a progetti formativi. Cagnazzo ha inoltre allegato per definitiva chiarezza e testimonianza, un memoriale redatto personalmente dalla docente vittima dei reati. Della vicenda - sempre Cagnazzo - ha notiziato ed informato anche il Provveditore agli Studi di Bari Lacoppola ed il Direttore Generale della Regione Puglia Dott.ssa Lucrezia Stellacci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ufficio  Stampa&lt;br /&gt;Tel. 333/2836105; 333/2841106; 080/5289164.&lt;br /&gt;Email. &lt;a href="mailto:michele.cagnazzo@email.it"&gt;michele.cagnazzo@email.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-526609848339082955?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/526609848339082955/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=526609848339082955' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/526609848339082955'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/526609848339082955'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2010/02/il-criminalista-michele-cagnazzo.html' title='&quot;IL CRIMINALISTA MICHELE CAGNAZZO DENUNCIA ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA IL PRESIDE GAETANO SCIANCALEPORE&quot;'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-2685151432035884277</id><published>2009-12-30T13:46:00.004+01:00</published><updated>2009-12-30T13:49:05.124+01:00</updated><title type='text'>"1° RAPPORTO DELL'OSSERVATORIO SUL RACKET DELLE ESTORSIONI IN PUGLIA"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;UN MONITORAGGIO COMPLESSO, INCROCIATO CON LA "CONFSERCENTI", "ASSOCIAZIONE DI CATEGORIA CONTRIBUENTI" ED "S.O.S. IMPRESA". COINVOLTI NELLA STRETTA DELL'USURA E DEL RACKET DELLE ESTORSIONI NELLA NOSTRA REGIONE SONO CIRCA 65.000 (43.000 FAMIGLIE NELLE MANI DELL'USURA) CON UN GIRO D'AFFARI DI CIRCA 1 MILIARDO E 500 MILIONI DI EURO. DATI PREOCCUPANTI, ALLARMANTI CHE DIMOSTRANO CHE LA REGIONE PUGLIA NON HA NULLA DA INVIDIARE A REGIONI COME LA CALABRIA, SICILIA E CAMPANIA.&lt;br /&gt;- LA REGOLA DELLA TANGENTE NON E' UNIFORME ED E' LASCIATA IN MANO ALL'ARBITRIO DEI SINGOLI CRIMINALI CHE CONTROLLANO LE ATTIVITA' PRODUTTIVE DEL TERRITORIO (L'ESTORSORE TI GARANTISCE A PAGAMENTO LA PROTEZIONE DAI DANNI CHE EGLI STESSO TI POTREBBE PROVOCARE).&lt;br /&gt;- ALTRO DATO INQUIETANTE ED INEDITO SULLO SCENARIO CRIMINALE E' CHE IL FINE DELL'ORGANIZZAZIONE CRIMINALE DEDITA ALLE ESTORSIONI E' QUELLO ANCHE DI DISTORCERE ESSENZIALMENTE LE REGOLE DEL MERCATO E DI AVVANTAGGIARE LE PROPRIE IMPRESE, LE IMPRESE DEGLI IMPRENDITORI AMICI E DEPRIMERE LE IMPRESE DEGLI IMPRENDITORI ONESTI. PER POI FARLE PASSARE SOTTO IL CONTROLLO E GESTIONE. QUESTO FA CAPIRE COME E' ENORME LA DIMENSIONE DEL MERCATO CHE CONDIZIONANO, SPOSTANDO RISORSE DA UN'AZIENDA ALL'ALTRA, FAVORENDONE ALCUNE E DEPRIMENDONE ALTRE.&lt;br /&gt;- MOLTI IMPRENDITORI PAGANO IL PIZZO SENZA CHE NEANCHE GLI VENGA RICHIESTO. ALTRI A SEGUITO DI PRESSIONI PIU' O MENO VIOLENTE CEDONO. ESISTE ANCHE UNA PERCENTUALE DI IMPRENDITORI CHE VIENE EVITATA ACCURATAMENTE PERCHE' SONO POCO CONOSCIUTI, O PERCHE' NON CI SI FIDA DI LORO. SI TRATTA DI IMPRENDITORI CHE HANNO MAGARI DICHIARATO PUBBLICAMENTE DI ESSERE INDISPONIBILI, O CHE SUBITO UN FURTO O UNA INTIMIDAZIONE HANNO CHIAMATO LE FORZE DELL'ORDINE E PER QUESTO VENGONO RITENUTE INAFFIDABILI, NON AVVICINABILI. UNA DENUNCIA POTREBBE COMPORTARE UNA SERIE DI CONSEGUENZE E L'INDEBOLIMENTO DI UN COMPLESSO E CONSISTENTE SISTEMA DI RACCOLTA. L'ORGANIZZAZIONE DEDITA ALLE ESTORSIONI NON FA UNA QUESTIONE DI PRINCIPIO MA DI SOLDI: SE UN 80% DELLE IMPRESE PAGA SENZA PROBLEMI, PERCHE' FAR SALTARE UN MECCANISMO CHIEDENDO ALLA PERSONA SBAGLIATA?&lt;br /&gt;- UN COMUNE DENOMINATORE CHE TUTTI HANNO LAMENTATO, UNA MANCANZA DI SOSTEGNO APERTO E FRANCO DELLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA A CHI DECIDE DI DIRE NO AL PIZZO. E' STATO DEFINITO UN "VUOTO PNEUMATICO".&lt;br /&gt;- ALTRO DATO, PRESENTE IN ALCUNI CASI SEMPRE PIU' IN CRESCENDO CHE RIVELA UNA MUTAZIONE GENETICA: OLTRE AL PRELIEVO QUINDI UN RAPPORTO CHIARO FRA VITTIMA E CARNEFICE, ESISTONO CASI DI SIMBIOSI FRA ESTORSORE ED IMPRENDITORE. LA NOVITA' PREVEDE CHE IL PIZZO VENGA RISARCITO ATTRAVERSO FATTURE FALSE SECONDO UN SISTEMA CHE E' GIA' STATO SPERIMENTATO NEL MONDO DEGLI APPALTI.&lt;br /&gt;°°COME OSSERVATORIO AVVERTIAMO UN DOPPIO PERICOLO: IL RAFFORZAMENTO CONTINUO DELL'ORGANIZZAZIONE CRIMINALE, MA ANCHE LA SOSTANZIALE "LEGITTIMAZIONE SOCIALE" DI UN DETERMINATO COMPORTAMENTO. SU QUESTO INVITIAMO LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA AD INTERROGARSI SU QUALE POTREBBE ESSERE L'ELEMENTO CAPACE DI ROMPERE L'IDEA DI "LEGITTIMAZIONE SOCIALE" DI UN COMPORTAMENTO A VOLTE ILLECITO, IN OGNI CASO ETICAMENTE RIPROVEVOLE.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Michele  Cagnazzo&lt;br /&gt;Responsabile&lt;br /&gt;"Osservatorio Regionale sulla Legalità"&lt;br /&gt;Dipartimento Antimafia-Prevenzione-Sicurezza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-2685151432035884277?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/2685151432035884277/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=2685151432035884277' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/2685151432035884277'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/2685151432035884277'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2009/12/1-rapporto-dellosservatorio-sul-racket.html' title='&quot;1° RAPPORTO DELL&apos;OSSERVATORIO SUL RACKET DELLE ESTORSIONI IN PUGLIA&quot;'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-7756226861507975676</id><published>2009-09-24T15:07:00.013+02:00</published><updated>2009-09-24T15:34:34.645+02:00</updated><title type='text'>Michele Cagnazzo, Raffaele Sardo e l'On. Francesco Boccia, sabato scorso hanno discusso di memoria e impegno per la legalità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/Srt1JI9GnYI/AAAAAAAAANQ/wEGKBs4Cu8M/s1600-h/safe_image.php.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/Srt1JI9GnYI/AAAAAAAAANQ/wEGKBs4Cu8M/s320/safe_image.php.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5385026579334602114" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noci ha avuto l'onore di ospitare, in occasione della Festa del Centrosinistra, lo scrittore e saggista Raffaele Sardo, che ha catturato, con la sua brillante ed efficace oratoria, il numeroso pubblico presente alla presentazione del suo libro: La bestia. La serata era dedicata a Don Giuseppe Diana e all'impegno dei cattolici nella lotta contro la camorra, la mafia, la ‘ndragheta, la sacra corona unita e tutte le forme di criminalità organizzata. &lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div&gt;    &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Don Diana muore per mano assassina a 36 anni, era parroco della parrocchia di San Nicola di Bari in Casal di Principe, suo paese natio, segretario del vescovo della diocesi di Aversa, monsignor Giovanni Gazza, insegnava materie letterarie presso il liceo del seminario Francesco Caracciolo, religione cattolica presso l'istituto tecnico industriale statale Alessandro Volta e l'Istituto Professionale Alberghiero di Aversa, Assistente ecclesiastico del Gruppo Scout di Aversa e anche Assistente del settore Foulards Bianchi.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Purtroppo si è dovuto constatare l'assenza alla serata celebrativa di un martire cattolico proprio della rappresentanza cittadina del mondo cattolico, dell'Agesci e delle Istituzioni della nostra Città. Gli altri illustri ospiti della serata l'on Francesco Boccia e lo scrittore barese Michele Cagnazzo hanno dato un loro brillante e concreto contributo al tema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/Srt06KySTdI/AAAAAAAAANI/u6DWV_REG-Q/s1600-h/festa-centrosinistra-dibattito-mafia-camorra-3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/Srt06KySTdI/AAAAAAAAANI/u6DWV_REG-Q/s320/festa-centrosinistra-dibattito-mafia-camorra-3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5385026322128063954" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;Oltre al testo di Sardo vi è stata la presentazione del libro "&lt;em&gt;Mafia.Una guerra senza confini"&lt;/em&gt; di &lt;strong&gt;Michele Cagnazzo&lt;/strong&gt;, esperto criminalista e presidente dell'Osservatorio per la Legalità. Per la sua attività di divulgatore del fenomeno mafioso in Puglia e in Italia il 28-11-2008 ha anche ricevuto una lettera intimidatoria di minacce a suo carico e due proiettili. Cagnazzo, però, non si è perso d'animo è sta continuando la sua battaglia etica e morale "&lt;em&gt;io continuerò a fare quello che ho sempre fatto, perché la lotta alla mafia è una &lt;/em&gt;&lt;em&gt;personale scelta etica e morale, e non riesco a concepire la mia vita in maniera diversa. Quindi non mi pongo il problema della paura e non mi fermerò". &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-7756226861507975676?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/7756226861507975676/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=7756226861507975676' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/7756226861507975676'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/7756226861507975676'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2009/09/michele-cagnazzo-raffaele-sardo-e-lon.html' title='Michele Cagnazzo, Raffaele Sardo e l&apos;On. Francesco Boccia, sabato scorso hanno discusso di memoria e impegno per la legalità'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/Srt1JI9GnYI/AAAAAAAAANQ/wEGKBs4Cu8M/s72-c/safe_image.php.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-7866395265345691585</id><published>2009-09-23T17:37:00.002+02:00</published><updated>2009-09-23T18:21:26.847+02:00</updated><title type='text'>Michele Cagnazzo interviene nella redazione de "La Repubblica"</title><content type='html'>&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-3f20a7e7766d5d90" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v15.nonxt4.googlevideo.com/videoplayback?id%3D3f20a7e7766d5d90%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331844325%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D7BE6FE9BA7E534ED73D503E0FA6E1C208A7EFCCD.5E683ACC66DDCF406D3B595CD7F48E635AAE9915%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D3f20a7e7766d5d90%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DmNMvcnwgEv5GPgZXW9yYlS6rcYQ&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v15.nonxt4.googlevideo.com/videoplayback?id%3D3f20a7e7766d5d90%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331844325%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D7BE6FE9BA7E534ED73D503E0FA6E1C208A7EFCCD.5E683ACC66DDCF406D3B595CD7F48E635AAE9915%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D3f20a7e7766d5d90%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DmNMvcnwgEv5GPgZXW9yYlS6rcYQ&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-7866395265345691585?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/7866395265345691585/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=7866395265345691585' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/7866395265345691585'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/7866395265345691585'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2009/09/michele-cagnazzo-interviene-nella.html' title='Michele Cagnazzo interviene nella redazione de &quot;La Repubblica&quot;'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-6771488841037408937</id><published>2009-09-15T15:04:00.003+02:00</published><updated>2009-09-15T15:06:42.844+02:00</updated><title type='text'>Paolo Borsellino: ricordarlo significa darci dentro</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/Sq-RPvC1VII/AAAAAAAAALo/eoR2UGeZN9c/s1600-h/Immagine.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 181px; height: 273px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/Sq-RPvC1VII/AAAAAAAAALo/eoR2UGeZN9c/s400/Immagine.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5381679779243447426" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span xmlns=""&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:130%;"  &gt;&lt;strong&gt;Alcuni uomini sono stati collocati dalla storia e da chi predispone i piani che presiedono all'esistenza di ognuno in una condizione misteriosa. Non ci si può sottrarre nemmeno occasionalmente, non si possono sottrarre nemmeno dei pezzettini della propria vita. Questo sarebbe tradire la vocazione e passare dall'altro lato. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:130%;"  &gt;&lt;strong&gt;Ecco perchè la memoria intensa di Paolo Borsellino, come delle altre vittime della mafia circola nelle nostre vene come circola il sangue. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:130%;"  &gt;&lt;strong&gt;Ma non basta che taluni di noi ricordino e conformino la vita a tale memoria. È necessario che essa sia tenuta sveglia, il più possibile, anche in coloro che, in un modo o nell'altro, sono stati compartecipi degli obiettivi per i quali loro hanno versato il sangue. E in chi, almeno, ha provato indignazione, commozione, rabbia, per la loro morte e per le stragi. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:130%;"  &gt;&lt;strong&gt;Si deve impedire che la compartecipazione possa essere stata l'esperienza emozionante di qualcosa circoscritta nel tempo o, ancor peggio, passeggera e fugace, anche se forte e travolgente. Io e tanti altri giriamo l'Italia, in mezzo ai giovani, nelle scuole e tra la gente, per parlare di loro e delle loro gesta. Ci sforziamo affinché ne venga raccolta l'eredità morale e sia ingrandita. Paolo Borsellino ha cercato di darci dentro perchè le cose cambiassero. Lo ha fatto molte volte in un deserto di indifferenza, di ipocrisia, di quieto vivere, di attenzione più al privato che non a quello che succedeva fuori. Ricordarlo significa sottolineare una testimonianza di impegno, ma anche un monito per ciascuno di noi a darci dentro, un invito che in un ambiente a forte cultura cattolica ha le sue radici proprio nel Vangelo. A noi tocca proseguire con coraggio e organizzare la grande speranza, affinché si possa realizzare il più grande sogno di Paolo Borsellino. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:14pt;"  &gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Michele Cagnazzo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-6771488841037408937?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/6771488841037408937/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=6771488841037408937' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/6771488841037408937'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/6771488841037408937'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2009/09/paolo-borsellino-ricordarlo-significa.html' title='Paolo Borsellino: ricordarlo significa darci dentro'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/Sq-RPvC1VII/AAAAAAAAALo/eoR2UGeZN9c/s72-c/Immagine.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-5213769543557036412</id><published>2009-09-15T14:55:00.001+02:00</published><updated>2009-09-15T14:58:42.372+02:00</updated><title type='text'>Michele Cagnazzo e Gaetano Savatteri all'evento internazionale "Libro Possibile" di Polignano a Mare</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/Sq-PeeHDhII/AAAAAAAAALY/UuoWbEbRZHg/s1600-h/IMG_6481.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 267px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/Sq-PeeHDhII/AAAAAAAAALY/UuoWbEbRZHg/s400/IMG_6481.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5381677833372533890" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-5213769543557036412?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/5213769543557036412/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=5213769543557036412' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/5213769543557036412'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/5213769543557036412'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2009/09/michele-cagnazzo-e-gaetano-savatteri.html' title='Michele Cagnazzo e Gaetano Savatteri all&apos;evento internazionale &quot;Libro Possibile&quot; di Polignano a Mare'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/Sq-PeeHDhII/AAAAAAAAALY/UuoWbEbRZHg/s72-c/IMG_6481.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-1488037960343465326</id><published>2009-09-01T16:31:00.002+02:00</published><updated>2009-09-01T16:32:23.633+02:00</updated><title type='text'>“DOPO IL FLOP DELLA LEGGE REGIONALE N. 7 DEL 3 APRILE 2006 “INIZIATIVE PER CONTRASTARE USURA E RACKET”, L’OSSERVATORIO REGIONALE SULLA LEGALITA’  RISPONDE CON INCISIVI INTERVENTI D’EMERGENZA E FONDI A DISPOSIZIONE DEGLI USURATI”</title><content type='html'>&lt;span xmlns=""&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;                                                                                                    &lt;strong&gt;&lt;em&gt;"&lt;/em&gt;Avevamo già da tempo lanciato l'allarme usura in Puglia, le operazioni di p.g. che negli ultimi tempi si sono susseguite a ripetizione ci danno ragione. Ed è per questo che l'Osservatorio rilancia e risponde con una stagione di forte contrasto alla criminalità organizzata attraverso strumenti innovativi che tutelino le vittime, garantendo nel contempo certezza e tempi rapidi nell'erogazione del sostegno economico oltre a costituirsi parte civile in tutti i processi". A parlare è l'esperto Criminalista Michele Cagnazzo, nonché Responsabile dell'Osservatorio e annesso Dipartimento Antimafia-Prevenzione-sicurezza. Continua Cagnazzo:&lt;em&gt;"&lt;/em&gt;il fenomeno usura ha raggiunto proporzioni considerevoli nell'intera regione Puglia, con un giro d'affari difficilmente stimabile. Le piccole e medie imprese insieme ai tanti liberi professionisti soffocati dall'aggravarsi della situazione finanziaria, hanno finito per fare ricorso agli usurai per una serie di ragioni. Oggi – sottolinea Cagnazzo – noi siamo in grado attraverso serie iniziative d'incidere sia nella fase preventiva sia quando il ricorso all'usuraio è già avvenuto. Per combattere l'usura, però, non basta solo la legge 108 del 1996 e anche l'attività delle Fondazioni Antiusura non può da sola funzionare. A questo si aggiunge il flop della legge regionale n. 7 del 3 Aprile del 2006 "Iniziative per contrastare usura e racket" che si è rivelata una scatola vuota e mai attuata seriamente. Nell'ottica di produrre risultati in tal senso – conclude Cagnazzo – l'Osservatorio Regionale sulla Legalità con propri strumenti e presso la propria sede è a disposizione di cittadini, imprese e famiglie per la risoluzione di tutti i problemi legati all'usura ed estorsioni&lt;span style="font-size:14pt;"&gt;&lt;br /&gt;     &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;Osservatorio Regionale Legalità&lt;br /&gt;Ufficio Stampa&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-1488037960343465326?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/1488037960343465326/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=1488037960343465326' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/1488037960343465326'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/1488037960343465326'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2009/09/dopo-il-flop-della-legge-regionale-n-7.html' title='“DOPO IL FLOP DELLA LEGGE REGIONALE N. 7 DEL 3 APRILE 2006 “INIZIATIVE PER CONTRASTARE USURA E RACKET”, L’OSSERVATORIO REGIONALE SULLA LEGALITA’  RISPONDE CON INCISIVI INTERVENTI D’EMERGENZA E FONDI A DISPOSIZIONE DEGLI USURATI”'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' 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Ottavio Cristofaro al &quot;Restate al Chiarito&quot; di Monopoli (BA)'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/Smm2pokjbNI/AAAAAAAAALQ/IhbCk03i988/s72-c/Immagine.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-4006780562799302544</id><published>2009-07-24T15:14:00.003+02:00</published><updated>2009-07-24T15:18:03.363+02:00</updated><title type='text'>CAGNAZZO :“L’OSSERVATORIO REGIONALE SULLA LEGALITA’” SI COSTITUIRA’ PARTE CIVILE NELL'OPERAZIONE DI POLIZIA GIUDIZIARIA DENOMINATA "MONEY"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“In queste ore con alcuni componenti e collaboratori dell’Osservatorio stiamo valutando, previo incontro con l’Autorità Giudiziaria, le modalità per la costituzione di parte civile dell’Osservatorio Regionale sulla Legalità nel procedimento giudiziario che non più tardi di 24 ore fa ha portato all’arresto di sette personaggi per associazione a delinquere finalizzata all’usura e all’estorsione”. A parlare è l’esperto Criminalista Michele Cagnazzo, nonché Responsabile dell’Osservatorio e annesso Dipartimento Antimafia-Prevenzione-sicurezza. Afferma Cagnazzo:”l’operazione di chirurgia investigativa condotta brillantemente dalla polizia di Stato in stretta collaborazione con la Direzione Investigativa Antimafia di Bari che, ha portato anche ad un’ingente sequestro di beni tra cui ville, appartamenti, titoli e macchine di lusso per oltre 7 milioni di euro, ha confermato quello che l’Osservatorio diretto dal sottoscritto denuncia da tempo, il proliferare di un fenomeno quello dell’usura e del racket delle estorsioni in continua crescita. Dai primi dati che l’Osservatorio sta elaborando che daranno vita ad un primo rapporto complessivo sulla criminalità in Puglia, i commercianti coinvolti nella stretta dell’usura e del racket delle estorsioni nella nostra regione sono circa 20.000 con un giro d’affari di circa 1.5 miliardi di euro”. Denuncia Cagnazzo: “il problema però è anche un altro – continua Cagnazzo – se da un lato assistiamo al lodevole lavoro investigativo delle forze dell’ordine, dall’altro c’è una totale latitanza della politica in materia di sicurezza dove a volte il coraggio di denunciare i propri aguzzini, per le vittime si trasforma in una vera e propria beffa a causa della lentezza dei processi e delle lungaggini giudiziarie che, spesso si concludono in un nulla di fatto per la prescrizione dei reati. Mi riferisco in particolare all’abrogazione dell’articolo 14 del c.d. Pacchetto Sicurezza sui soggetti destinatari di misure di prevenzione patrimoniale. Che di fatto premia i 30.000 circa tra usurai ed estorsori pugliesi in servizio permanente effettivo di poter continuare a dormire sonni tranquilli”. Conclude Cagnazzo: “Noi continuiamo a fare la nostra parte senza se e senza ma e con notevole esposizione nei confronti della criminalità organizzata, sostenendo e stando dalla parte delle vittime, a tal proposito ricordo che già da tempo abbiamo istituito presso la sede regionale un ufficio operativo e centro d’ascolto che fornisce gratuitamente consulenza legale, giudiziaria e finanziaria finalizzata a realizzare la soluzione, predisponendo forme idonee di accompagnamento e di sostegno, dalla denuncia al dibattimento, per rendere possibile l’accesso e l’utilizzo da parte delle vittime ai fondi di garanzia dello stato oltre a sostenere ed incoraggiare la collaborazione e la denuncia” &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-4006780562799302544?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/4006780562799302544/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=4006780562799302544' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/4006780562799302544'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/4006780562799302544'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2009/07/cagnazzo-losservatorio-regionale-sulla.html' title='CAGNAZZO :“L’OSSERVATORIO REGIONALE SULLA LEGALITA’” SI COSTITUIRA’ PARTE CIVILE NELL&apos;OPERAZIONE DI POLIZIA GIUDIZIARIA DENOMINATA &quot;MONEY&quot;'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-3804670118433270240</id><published>2009-07-17T13:08:00.002+02:00</published><updated>2009-07-17T13:12:40.328+02:00</updated><title type='text'>CAGNAZZO E ZAZZERA (IDV): “TUTTI CON UN’AGENDA ROSSA TRA LE MANI"</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; 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font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b style=""&gt;“TUTTI CON UN’AGENDA ROSSA TRA &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;LE MANI, LUNEDI 20 LUGLIO ORE 10.00&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt;                                                                                                                      &lt;/span&gt;DAVANTI ALLA PROCURA DELLA &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt;                                                                                                                      &lt;/span&gt;REPUBBLICA DI BARI (Via Nazariantz), &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt;                                                                               &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;                                       &lt;/span&gt;PER RICORDARE PAOLO BORSELLINO &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;                                                           &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E &lt;/span&gt;&lt;st1:personname style="font-style: italic;" productid="LA SUA SCORTA" st="on"&gt;&lt;st1:personname productid="LA SUA" st="on"&gt;LA SUA&lt;/st1:personname&gt; SCORTA&lt;/st1:personname&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;”. &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt;                                    &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style=""&gt;                                                           &lt;/span&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;“Sarà un modo per ricordare Paolo Borsellino e la sua scorta, un modo migliore però per ricordarlo sarebbe anche trovare l’agenda rossa che Paolo aveva con sé nella strage di Via D’Amelio. Colui che ancora oggi possiede questa agenda si nasconde, ricattando mezza classe politica nei Palazzi della vecchia e cattiva politica&lt;/b&gt;&lt;b&gt;”. A parlare sono Pierfelice Zazzera e Michele Cagnazzo, rispettivamente Segretario Coordinatore Regionale e Responsabile dell’Osservatorio Regionale sulla Legalità – Dipartimento Antimafia-Prevenzione-Sicurezza. Pertanto Lunedi 20 luglio invitiamo davanti alla Procura della Repubblica di Bari associazioni e cittadini che ancora oggi tengono alle sorti di questo Paese, per restituirgli un volto nuovo e credibile, e per chiedere semplicemente delle risposte allo Stato. Dove l’agenda rossa di Paolo Borsellino sottratta nella strage di Via D’Amelio rappresenta una probabile chiave di soluzione in riferimento alla famosa trattativa tra i nuovi referenti politici e Cosa Nostra. Continuano Zazzera e Cagnazzo “dopo 17 anni riteniamo che nulla sia cambiato. Anzi la mafia si è trasformata da associazione a delinquere in sistema democraticamente rappresentato. E questo riteniamo costituisca la prima ed autentica emergenza del nostro Paese, oltre all’impressione che, ai piani alti del potere, quelle verità indicibili le conoscano in tanti, ma siano tutti d’accordo nel tenerle coperte da una spessa coltre di omissis, per sempre. Tutto ciò concludono Zazzera e Cagnazzo “perché l’agenda rossa costituisce la scatola nera della seconda Repubbblica”.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:14pt;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size:10pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:14pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:14pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size:10pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-3804670118433270240?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/3804670118433270240/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=3804670118433270240' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/3804670118433270240'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/3804670118433270240'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2009/07/cagnazzo-e-zazzera-idv-tutti-con.html' title='CAGNAZZO E ZAZZERA (IDV): “TUTTI CON UN’AGENDA ROSSA TRA LE MANI&quot;'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-4669135301257670734</id><published>2009-07-10T11:23:00.000+02:00</published><updated>2009-07-17T13:13:31.567+02:00</updated><title type='text'>Pino Arlacchi, Michele Cagnazzo, Michele Cucuzza, Pierfelice Zazzera a Castellana Grotte e Bitonto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SfV6fMyehCI/AAAAAAAAAJY/tft5Oeps6fo/s1600-h/5.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; 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Quando l'autore legge questa frase in un atto giudiziario non crede ai suoi occhi. Anche lui è cresciuto ascoltando le stesse canzoni, rincorrendo lo stesso pallone, frequentando gli stessi bar. Ma lui non ha mai sparato. Questo libro parla di quei ragazzi e di un paese, Racalmuto, in provincia di Agrigento, luogo natale di Leonardo Sciascia. Qui, negli anni '70 e '80, sono cresciuti insieme ragazzi che come l'autore, hanno dato vita a un piccolo giornale, una palestra d'impegno civile; e altri che invece hanno scatenato una sanguinosa guerra di mafia a partire dalla strage del 23 luglio 1991. Li conosceva Savatteri e 18 anni dopo li ha cercati e incontrati di nuovo. Il risultato è un faccia a faccia tra l'autore e Maurizio Di Gati e gli altri ex picciotti che, nè ricchi, nè potenti, nè famosi nè imprendibili, hanno formato l'ossatura agrigentina di Cosa Nostra e oggi, reduci da lutti, galere e latitanze, hanno deciso di parlare. "I Ragazzi di Regalpetra" è un libro sulle scelte che si consumano quando ciascuno attraversa la sua personale "linea d'ombra". Una storia "che a rileggerla, più che di mafia, sembra una trama di malinteso affetto fraterno".&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-4916751156971412767?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/4916751156971412767/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=4916751156971412767' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/4916751156971412767'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/4916751156971412767'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2009/07/michele-cagnazzo-e-gaetano-savatteri.html' title='&quot;Michele Cagnazzo e Gaetano Savatteri Giovedi 9 luglio a Monopoli e Polignano a Mare&quot;'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-7182174239887085457</id><published>2009-07-02T13:08:00.000+02:00</published><updated>2009-07-02T13:09:32.855+02:00</updated><title type='text'>"Le mani della mafia sulla Puglia: è ora che tutta l'Antimafia si svegli"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Nella nostra regione è una presenza discreta e silenziosa, che cerca di evitare i clamori della cronaca con lo spargimento di sangue. Ma la mafia sappiate che c'è ed incombe pericolosamente sulla vita sociale e democratica della Puglia, anche se di essa non vi è adeguata consapevolezza nei cittadini e nelle istituzioni. La criminalità organizzata pugliese non ha cessato di mettere in discussione l'autorità dello Stato e continua la cura dei suoi tradizionali interessi: dal traffico di sostanze stupefacenti all'usura e al racket delle estorsioni; dallo scambio e compravendita di voti al proiettare propri affiliati in politica; dal riciclaggio di capitali illeciti nell'economia legale alla costituzione di vere e proprie holding imprenditoriali. Ma, la cosa ancora più grave, sta tentando di mettere le mani sulla gestione degli appalti pubblici, insinuandosi nelle pieghe della vita politica e amministrativa della regione, come hanno già dimostrato alcune indagini della magistratura pugliese su ipotesi di rapporti illeciti di taluni rappresentanti della pubblica amministrazione e del mondo dell'imprenditoria con esponenti della criminalità organizzata. Le operazioni di polizia giudiziaria sono importanti, ma per incidere la mafia bisogna prevenirla e percorrerla cerebralmente, capire come funzione il suo sistema di potere, incidere sulle sue complicità ed in quel dialogo sotteraneo che è ripreso incesantemente, estirpare le coperture che crean o cultura, prassi e contesti mafiosi. L'uomo non è libero, la società è malata se le minacce e le intimidazioni creano nei cittadini paura, angoscia e terrore, alimentando un cancro morale che intorbida le coscienze, condiziona la democrazia e la convivenza civile. Ma l'insicurezza nei cittadini onesti viene talvolta alimentata anche dalla soggezione che impone la burocrazia, dall'arroganza del potere politico e amministrativo e voglio gridarlo ancora dall'umiliazione che spesso gli eletti nelle istituzioni pubbliche impongono ai cittadini solo per ascoltare le loro esigenze, richieste o proposte. Consiglieri comunali, provinciali, regionali, assessori e parlamentari, sindaci di ogni ordine e schieramento diventano spesso irragiungibili una volta eletti, anche dai loro stessi più prossimi elettori. Segretari, addetti stampa, attendenti creano filtri e contro-filtri, una cortina fumogena impenetrabile, tanto che per poterla squarciare bisogna farsi raccomandare. E la pratica della raccomandazione è il primo viatico alla cultura della mafiosità. La lotta alla criminalità in Puglia anche se ha avuto buoni risultati negli ultimi anni, soprattutto grazie a forze dell'ordine, tecnici e magistrati coraggiosi come la Digeronimo, Scelsi, Pugliese, Nitti e Rossi, è ancora viva ed opera efficacemente anche quando non uccide. In realtà essa si articola in una miriade di consorterie malavitose in continuo rimescolamento conflittuale e alla ricerca della supremazia territoriale. Una presenza flessibile e tendenzialmente discreta, che evita il clamore degli episodi delittuosi estremi proprio per potersi mimetizzare e infiltrare nelle istituzioni. Esercita soprusi e prepotenze nei confronti di comuni cittadini, imprenditori, commercianti, ma anche giudici, politici, pubblici amministratori, tecnici, esperti e giornalisti. Uno stilicidio quotidiano di notizie ne segnala continuamente la presenza preoccupante, ma troppo spesso vengono evitate, ignorate, dimenticate in fretta, forse per esorcizzare la paura di scoprire di vivere in una regione che rischia di essere dominata dalla mafia. Meglio allora tranquillizzarsi la coscienza con slogan del tipo "siamo pugliesi", "non siamo mafiosi", lanciato dall'ex Sindaco di Lecce, Adriana Poli Bortone. Ma vivere con gli occhi bendati, le orecchie tappate e le mani sulla bocca, come le famose tre scimmiette, non serve a nulla. La realtà è un'altra: è quella della paura e delle intimidazioni quotidiane subite da chi non vuole sottostare alle regole della mafia. Una sequenza impressionante di piccoli e grandi episodi che fanno correre il contachilometri della criminalità. Negli ultimi tre anni sono davvero tante le notizie da segnalare: come quelle dei due pacchi bomba ricevuti dal giudice del Tribunale civile di Bari, Luigi Agostinacchio, costretto a vivere sotto scorta; dalle minacce subite dal pubbli co ministero della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, Desirée Digeronimo, posta sotto protezione; delle fucilate contro l'abitazione dell'Assessore al Bilancio di Torre Santa Susanna, Antonio Ariano, esplose a San Donaci; dell'auto incendiata all'Assessore comunale ai Lavori Pubblici di Brindisi, Cosimo Elmo; delle minacce subite dall'Assessore di Cerignola (Fg) Damiano Paparella, da parte di un uomo incapucciato e armato di pistola; della lettera minatoria con un proiettile recapitata al giornalista Giampaolo Balsamo, presso la redazione di Barletta della Gazzetta del Mezzogiorno; delle due auto incendiate a Bari, a Nicola Patruno, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno; dell'attentato al ripetitore di Brindisi dell'emittente televisiva Telenorba; del tentativo di scardinare la porta da parte di ignoti per entrare nella redazione del mensile il Tacco d'Italia a Casarano, il cui direttore, Maria Luisa Mastrogiovanni, continua a subire intimidazioni per le scomo de inchieste pubblicate; dei colpi di pistola esplosi contro il gabbiotto dei vigilantes al Policlinico di Bari; del proiettile vagante che, ha ferito a Taranto la trentaquattrenne Maria Rosaria Dante; dell'auto bruciata sempre a Taranto al gestore di una palestra; della panetteria incendiata a Brindisi, a Maria Grazia Carbone, che non aveva ancora iniziato l'attività; dell'attentato che sempre a Brindisi, ha distrutto la merceria di Antonio Taliento Ruggiero e Alessandra De Sanctis; dell'auto incendiata a Trinitapoli (Fg), al vicesindaco Nicola Di Feo; dell'aggressione subita dalla candidata di una lista civica alle amministrative di Gallipoli, Donatella D'Amato, da parte di un sorvegliato speciale, poi arrestato, che voleva impedirle di fare campagna elettorale; dell'aggressione subita, da parte della funzionaria capo dei Servizi Sociali del Comune di Brindisi, Mina Gismondi; dell'aggressione subita, da un ingegnere contro il quale un malvivente, per sfuggire alla poliz ia nel quartiere Libertà di Bari, aveva puntato una pistola alla tempia, costringendolo alla guida della sua macchina a seminare gli agenti che lo inseguivano; dello studio incendiato all'avvocato civilista Pietro Monopoli a Taranto, dopo che negli ultimi mesi erano stati dati alle fiamme gli studi di altri due avvocati tarantini; del'incendio di due scuolabus comunali dati alle fiamme nella stessa notte a Francavilla Fontana (Br); dell'attentato ad una macelleria al quartiere Tamburi di Taranto; dell'attentato contro la casa di un imprenditore a Uggiano Montefusco, una frazione di Manduria; dell'auto incendiata al figlio di Luigi Fanizza, Sindaco di Porto Cesareo; dello studio legale degli avvocati Cosimo Nesca e Claudio Pecorella incendiato a San Giorgio Jonico; della bomba fatta esplodere al supermercato "Crai" di Leverano; del gazebo dato alle fiamme del centralissimo Bar Perrini, in via Sparano a Bari; dell'aggressione subita dal candidato sindaco di Melissano, Sergio Macrì; dell'incendio del casolare di Tommaso Gioia a Ceglie Messapica; dell'auto del vigile urbano di Ostuni, Pino Quartulli, data alle fiamme; dei 35 sacerdoti minacciati ad Andria, perchè avevano denunciato il disagio sociale ed il dilagare della illegalità nella città con una lettera inviata al Prefetto di Bari; della lettera minatoria inviata al cronista della Gazzetta del Mezzogiorno di Andria, Michele Palumbo, per un articolo pubblicato proprio sulle minacce ricevute dai 35 preti; dell'incendio della struttura tensostatica del centro sportivo polivalente del comune di Diso (Le); dell'aggressione al direttore di un periodico di Martina Franca, Pietro Andrea Annicelli, per una cronaca sul consiglio comunale; dell'auto del comandante dei vigili urbani di Torre Santa Susanna (Br) data alle fiamme; della serie di attentati che in tre notti di seguito, hanno sconvolto il Brindisino distruggendo l'azienda agricola di Armando Basile e la Trattoria "Nonna Mina". Solo per citare, alcuni dei tanti casi che si sono verificati in Puglia, ma la casistica sarebbe naturalmente, molto più lunga, solo se si volessero scartabellare gli annali antichi e recenti della cronaca nera: ne verrebbe fuori un elenco telefonico. E' impressionante come una mole così grande di episodi inquietanti, spesso ignorata o minimizzata in poche righe sui giornali, non dia sufficiente consapevolezza della gravità della situazione nell'opinione pubblica e nelle istituzioni.Gli innumerevoli tentativi d'intimidazione che hanno riguardato, fino all'altro giorno, anche la mia persona, non hanno fermato prima e non fermeranno adesso la scelta, l'impegno, la determinazione di chi opera coinvolto a vario titolo nella restituzione alla collettività di quanto le mafie hanno sottratto con la violenza e la minaccia: la libertà. E allora ricostruiamo la vera antimafia, ripetiamo quei "formidabili anni".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Michele Cagnazzo&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-7182174239887085457?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/7182174239887085457/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=7182174239887085457' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/7182174239887085457'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/7182174239887085457'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2009/07/le-mani-della-mafia-sulla-puglia-e-ora.html' title='&quot;Le mani della mafia sulla Puglia: è ora che tutta l&apos;Antimafia si svegli&quot;'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-724048196248827791</id><published>2009-06-03T12:18:00.001+02:00</published><updated>2009-06-03T12:20:27.075+02:00</updated><title type='text'>CAGNAZZO (IDV): “Rischio infiltrazioni mafiose nella Provincia di Bari e BAT”</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;“Sono stato tra i primi a lanciare l’allarme il 16 maggio u.s. ad Andria durante un dibattito sui “Segreti della mafia barese”, ad  affermare che i clan criminali dominanti nella Bat stanno vendendo pacchetti di voti a 30 euro cadauno, nelle ultime ore prendo atto che dalla stessa Bat stanno arrivando le prime conferme”. A parlare è Michele Cagnazzo, Responsabile dell’”Osservatorio Regionale sulla Legalità – Dipartimento Antimafia-Prevenzione-Sicurezza”. “E’ un fenomeno – continua Cagnazzo - allarmante che interessa tutta la provincia di Bari, e non si può far finta di non vederlo, d’altronde se si vanno a guardare la composizione di certe liste la situazione è molto chiara. La criminalità organizzata declina il proprio potere attraverso il “voto di scambio” o, qualora fosse possibile, proiettando dal proprio interno, direttamente in politica, suoi affiliati attraverso l’interposizione di prestanome compiacenti. Questi ultimi, forti dei pacchetti di voti, ad elezione avvenuta, mirano a condizionare dall’interno la pubblica amministrazione, riuscendo a conoscere in anticipo le scelte che questa farà in campo economico e ad organizzarsi di conseguenza”. Afferma Cagnazzo “Borsellino diceva che la mafia la si combatte anche nell’urna elettorale, e non si può andare ancora oggi a votare come si va a messa per convenienza e tradizione se vogliamo risolvere alla radice questo problema, che ancora oggi nella nostra Regione blocca futuro, civiltà, progresso ed occupazione.” Conclude e denuncia Cagnazzo: “un altro aspetto preoccupante che interessa la nostra Regione Puglia è la diffusione del metodo mafioso, al di fuori del suo habitat tradizionale (clan criminali sparsi su tutto il territorio) all’interno del mondo dei colletti bianchi. Sono centinaia – da mie inchieste – in Puglia le associazioni a delinquere, i comitati d’affari, i network di potere costituiti da colletti bianchi che utilizzano il metodo mafioso come metodo per acquisire legalmente spazi di potere o per condurre i loro affari. Questa diffusione del metodo mafioso all’interno del mondo dei colletti bianchi non deve meravigliare, del resto se si va a leggere la definizione che il codice all’art. 416 bis dà del reato di associazione mafiosa vi renderete conto che il legislatore ha previsto che questo reato si può consumare anche senza l’uso della violenza materiale. Le armi costituiscono soltanto un’aggravante della consumazione del reato, perché vi sono mille modi altrettanto efficaci per esercitare prepotenza organizzata creando uno stato d’intimidazione diffusa”.&lt;br /&gt;                                                                                                                          &lt;br /&gt;                                                                                          Michele Cagnazzo&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-724048196248827791?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/724048196248827791/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=724048196248827791' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/724048196248827791'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/724048196248827791'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2009/06/cagnazzo-idv-rischio-infiltrazioni.html' title='CAGNAZZO (IDV): “Rischio infiltrazioni mafiose nella Provincia di Bari e BAT”'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-7645687750367626569</id><published>2009-05-28T12:09:00.009+02:00</published><updated>2009-05-28T12:11:34.523+02:00</updated><title type='text'>Michele Cagnazzo a Monopoli per commemorare la strage di Capaci</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/Sh5jUQe_Z7I/AAAAAAAAAK4/bfZlhpSyX74/s1600-h/n1517084381_330724_842877.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; 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display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/Sh5jEA556sI/AAAAAAAAAKI/BgKP2HfKLmI/s400/4493_1133946718327_1517084381_330726_4739425_n.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5340815128721484482" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/Sh5jBG-OuVI/AAAAAAAAAKA/v554ySssuDw/s1600-h/4493_1133946678326_1517084381_330725_53821_n.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/Sh5jBG-OuVI/AAAAAAAAAKA/v554ySssuDw/s400/4493_1133946678326_1517084381_330725_53821_n.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5340815078810630482" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-7645687750367626569?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/7645687750367626569/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=7645687750367626569' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/7645687750367626569'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/7645687750367626569'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2009/05/michele-cagnazzo-monopoli-per.html' title='Michele Cagnazzo a Monopoli per commemorare la strage di Capaci'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/Sh5jUQe_Z7I/AAAAAAAAAK4/bfZlhpSyX74/s72-c/n1517084381_330724_842877.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-3071950544424896228</id><published>2009-05-22T09:20:00.002+02:00</published><updated>2009-05-22T09:21:36.617+02:00</updated><title type='text'>«Ricostruire la legalità attraverso le giovani generazioni»: domani un incontro in città</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Scuola Media Statale “Alcide de Gasperi” di Corato  insieme all’ Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Corato e degli Istituti di Istruzione del territorio con il patrocinio del comune di Corato, organizzano per domani alle ore 17,00 presso l’Auditorium Scuola Media Statale “Alcide De Gasperi” in Via Sant’Elia, 143)un seminario cittadino sul tema “Progetto L’Antimafia entra nelle Scuole: Il Valore della Legalità”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Relazionerà il noto Criminalista pugliese Michele Cagnazzo, autore del libro-inchiesta “Mafia una guerra senza confini”, nonchè coordinatore e responsabile del Progetto “L’Antimafia entra nelle Scuole” recentemente minacciato ed intimidito dalla criminalità organizzata a testimonianza della qualità del suo lavoro e della fondatezza delle sue inchieste. Presenterà la Prof.ssa Rossana Terzulli (Referente alla Legalità) insieme con il Prof. Tommaso Miccoli (Preside Scuola Media Statale “De Gasperi”).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Porteranno i saluti l’Assessore alla Pubblica Istruzione Francesco Caputo ed il Consigliere Comunale Francesco Mazzilli. Interverranno l’Avv. Marianna Aloisio (Componente “pool” Progetto “L’Antimafia entra nelle scuole”), Vincenzo Carbonara (Avvocato e Componente ‘Pool’ Progetto “L’antimafia entra nelle Scuole”), Katia Castellaneta (Docente e Componente ‘Pool’ Progetto “L’antimafia entra nelle Scuole”).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante il seminario saranno proiettati alcuni filmati inediti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla presenza di docenti, studenti, famiglie ed istituzioni locali il seminario verterà sull’importanza, quanto non mai attuale del valore della legalità, partendo dall’attività del “pool” di lavoro verso le problematiche legate alla criminalità organizzata ed alla mafia, attività costantemente riconosciuta a vari livelli istituzionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il seminario discuterà sulla necessità di realizzare un’efficace opera di prevenzione contro la dispersione scolastica, l’illegalità, la devianza, il disagio sociale, la criminalità organizzata e le mafie; al fine di stabilire circuiti di comunicazione interistituzionale tra volontariato, scuola, famiglia, ente locale per favorire la promozione dei diritti, la qualità della vita, lo sviluppo e la realizzazione individuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un ambizioso progetto già in fase di attuazione che si articola attraverso cinque fasi principali: 1) Promozione e diffusione; 2) Educare alla Legalità; 3) Le mafie, genesi, dinamiche ed evoluzioni; 4) Progetto di intervento sul territorio; 5) L’impegno, utopia del quotidiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da Corato Live&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-3071950544424896228?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/3071950544424896228/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=3071950544424896228' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/3071950544424896228'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/3071950544424896228'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2009/05/ricostruire-la-legalita-attraverso-le.html' title='«Ricostruire la legalità attraverso le giovani generazioni»: domani un incontro in città'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-4706467524877419506</id><published>2009-04-27T12:09:00.001+02:00</published><updated>2009-04-27T12:11:03.200+02:00</updated><title type='text'>L'odore del terrore</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SfWEkCy7LdI/AAAAAAAAAJw/TPs_e1fJYHw/s1600-h/cagnazzo2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 229px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SfWEkCy7LdI/AAAAAAAAAJw/TPs_e1fJYHw/s400/cagnazzo2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5329311488823471570" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non so dire che cosa si provi a parlare al telefono con una persona che si è vista recapitare una testa mozzata di animale come avvertimento: non so dire se l’abitudine che Michele Cagnazzo ha fatto in qualche modo alla cosa possa aver attutito lo shock. Credo proprio di no.&lt;br /&gt;L’odore nauseabondo di una testa mozzata che ti arriva a casa per ricordarti che quello che fai pesta i piedi a qualcuno, deve essere una cosa difficile da dimenticare. Un odore ficcante, intenso, che ti rimane addosso anche quando credi di essertene liberato. Come la sensazione del naso rotto, quando da bambino cadendo ti facevi male. Poi, dopo la prima volta, ogni volta che cadevi o stavi per cadere, ti sembrava di sentire l’odore del sangue nelle narici ed il sapore che scende anche nella bocca.&lt;br /&gt;Immagino così il momento del ritrovamento, immagino che quell’odore ricordi ogni giorno che lo spiegare ai giovani, nelle scuole o negli incontri pubblici, che l’atteggiamento mafioso del silenzio è sbagliato, è il letame che permette all’illegalità di crescere, di mettere radici forti, come l’erba spinosa che cresce sul terreno concimato.&lt;br /&gt;Ho chiamato Michele nel pomeriggio, per sentirne la voce. L’ho sentito rassegnato, ho colto nella sua voce una volontà di ferro, ma anche quel velo sottile di tristezza, di rassegnazione per un paese, per una città che difficilmente riesce a svincolarsi dalle logiche della forza, della violenza e del ricatto.&lt;br /&gt;Ha ricevuto ieri anche una lettera minatoria: nella busta una copia di un articolo di giornale con foto di Michele, sbarrata da una croce rossa, a penna. Come se la mano malata dell’autore avesse voluto cancellare l’errore in un tema di italiano: come per correggere una sbavatura, una stortura, un errore. E’ il termine che mi sembra più giusto. Senza rendersi conto, mi riferisco all’autore della lettera (peraltro sgrammaticata), che l’errore è invece chi crede che la violenza, l’illegalità, il ricatto, le minacce siano la normalità, lo strumento di costruzione di un impero, di detenzione di un potere che deve superare il tempo, i luoghi e le persone.&lt;br /&gt;Questo dominio, questo delirio di onnipotenza, questa taciturna impunità è talmente rivoltante da non apparire neppure umana. Eppure è la stessa identica impunità che ho letto nella vicenda di un altro uomo, finito morto ammazzato, e su cui ancora non si conosce la verità. A parecchi mesi dalla morte, di Peppino Basile, ex muratore, consigliere comunale di Ugento e Consigliere provinciale di Lecce, non si sa nulla. La polvere fatta alzare sul caso, di tradimenti, tresche amorose, fatti di donne e di denari, s’è posata sul terreno da quale si era alzata. Il vento l’ha allontanata portando alla luce una serie di vicende del territorio su cui Peppino aveva visto giusto.&lt;br /&gt;Sono vicino a Michele, sono vicino a Peppino, ovunque egli sia, sono vicino a chi decide di non farsi piegare. Anche se è difficile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Donato Menga&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-4706467524877419506?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/4706467524877419506/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=4706467524877419506' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/4706467524877419506'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/4706467524877419506'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2009/04/lodore-del-terrore.html' title='L&apos;odore del terrore'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SfWEkCy7LdI/AAAAAAAAAJw/TPs_e1fJYHw/s72-c/cagnazzo2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-2526296731365305663</id><published>2009-04-24T10:03:00.006+02:00</published><updated>2009-04-24T12:28:35.391+02:00</updated><title type='text'>Cagnazzo: "Meno cultura, più mafia"</title><content type='html'>&lt;p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt; line-height: 100%;" align="justify"&gt;              &lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 130%;"&gt; Solo la cultura ed il lavoro possono essere vera emancipazione sociale, solo la scuola e la consapevolezza dei diritti e doveri trasformano la persona in cittadino. E solo i cittadini consapevoli possono e sanno ribellarsi alla sub-cultura della sopraffazione ed a quel rapporto tra criminalità e politica che identifica le mafie. Eppure in Italia, patria della cultura e del diritto, si continuano a tagliare i fondi per la scuola e per le varie forme di cultura, dal teatro alla cinematografia, dalla musica all'editoria. Come far capire al Governo Berlusconi che ogni taglio alla cultura, significa aiutare chi vuole persone con poco spirito critico e quindi più asservibili alle logiche mafiose? Niente da fare: neanche i dati economici, in questo periodo di crisi, sembrano far capire ai ministri Tremonti e Gelmini ed al presidente Berlusconi, che la cultura è anche una industria che produce maturità sociale e lavoro, per di più intellettuale, oltre che materiale. L'Italia, nel 2008 ha investito in cultura solo lo 0,28% del Pil e per il 2009 la previsione è molto al ribasso; mentre negli altri paesi europei, si investe l'1,4-1,5% del prodotto interno lordo, quattro volte la cifra stanziata nel nostro paese, che dovrebbe essere invece - per storia e tradizione- il primo paese al mondo negli investimenti culturali. Invece in Italia si tagliano i fondi per lo spettacolo, i beni culturali, la scuola e la ricerca. In più, per effetto dei tagli del governo ai Comuni (esempio:Ici), gli stessi comuni hanno tagliato il 50% degli investimenti per cultura e spettacolo. Ma questo governo sembra preferire tagli indiscriminati nella cultura e nella scuola, cioè proprio là dove si formano i cittadini, dove si cresce come sistema paese, dove si crea futuro e intelligenza attiva, capacità critica e voglia di migliorare il mondo: e dove si crea coscienza antimafia, perchè è dalla cult ura che si impara a crescere sapendo che i propri diritti, non sono un favore da chiedere a qualcuno; al potente di turno, al mafioso che scambia i bisogni per protezione, al politico che chiede il voto in cambio di un aiuto ad avere quel che la Costituzione prevede come diritto del cittadino italiano. E' invece tragicamente vero che oggi molti modelli di comportamento passano dall'uso distorto delle televisioni, dal concetto che il cittadino sia più consumatore che persona con una coscienza critica. I tagli drastici alla cultura non sono mai il frutto di scelte casuali e chi li pratica conosce bene il rischio di dover governare un popolo colto. Un popolo che legge e che va al cinema e a teatro, che ascolta la musica, che studia e fa ricerca è un popolo che sa scegliere, che partecipa, che giudica, che non accetta di ridursi a una "plebe" passiva di consumatori. E' soprattutto un popolo che sa difendere, insieme con la cultura, la propria identità e la democrazia . Nei paesi civili, qualunque sia il colore del governo e l'entità della crisi economica, nessuno si sognerebbe mai di penalizzare la cultura. Perchè, nei paesi civili, la cultura è considerata una priorità, un bene da difendere e incrementare, alla pari con la sanità, con i trasporti, la viabilità e tutto il resto. Come non capire che la scuola, soprattutto in alcune regioni e periferie del nostro paese, è la prima frontiera dell'Antimafia vera, quella educativa? Invece l'attuale governo non vede e non capisce: e viene il sospetto che non voglia vedere o capire, per offrire così il fianco, e la testa, alla sub-cultura mafiosa che proprio di ignoranza e sottomissione si alimenta e vive.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt; line-height: 100%;" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt; line-height: 100%; font-weight: bold;" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 130%;"&gt;Michele Cagnazzo Responsabile "Osservatorio Regionale sulla Legalità" IDV &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-2526296731365305663?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/2526296731365305663/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=2526296731365305663' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/2526296731365305663'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/2526296731365305663'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2009/04/cagnazzo-idv-meno-cultura-piu-mafia.html' title='Cagnazzo: &quot;Meno cultura, più mafia&quot;'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-3542396763679366405</id><published>2009-04-10T12:19:00.001+02:00</published><updated>2009-04-10T12:20:56.472+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/Sd8dg9bkEeI/AAAAAAAAAI4/zPJcP3s4B0U/s1600-h/comunicato+stampa.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; 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(Gazzetta del Mezzogiorno, del 19/03/2009)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/ScPcF9fnYOI/AAAAAAAAAH0/7K7lL1TGivE/s1600-h/Immagine.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 239px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/ScPcF9fnYOI/AAAAAAAAAH0/7K7lL1TGivE/s400/Immagine.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5315333980191940834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-4553150734366806865?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/4553150734366806865/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=4553150734366806865' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/4553150734366806865'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/4553150734366806865'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2009/03/con-cagnazzo-lantimafia-va-scuola.html' title='Con Cagnazzo l&apos;Antimafia va a Scuola. (Gazzetta del Mezzogiorno, del 19/03/2009)'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/ScPcF9fnYOI/AAAAAAAAAH0/7K7lL1TGivE/s72-c/Immagine.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-2679099936020743637</id><published>2009-03-20T18:54:00.000+01:00</published><updated>2009-03-20T18:55:09.227+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/ScPYdvfxi9I/AAAAAAAAAHs/flACSuXpUxo/s1600-h/Immagine.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 332px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/ScPYdvfxi9I/AAAAAAAAAHs/flACSuXpUxo/s400/Immagine.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5315329990704860114" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-2679099936020743637?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/2679099936020743637/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=2679099936020743637' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/2679099936020743637'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/2679099936020743637'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2009/03/blog-post.html' title=''/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/ScPYdvfxi9I/AAAAAAAAAHs/flACSuXpUxo/s72-c/Immagine.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-8893645852629891801</id><published>2009-03-14T10:47:00.004+01:00</published><updated>2009-03-14T10:59:39.850+01:00</updated><title type='text'>L'On. Pierfelice Zazzera (IDV) denuncia al Governo la nuova criminalità economica in Puglia.</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: justify;" id="sed0145.stenografico.tit00070.int00160" class="intervento"&gt;  L'allarme criminalità economica in Puglia, lanciato già da tempo dal Criminalista e Studioso Michele Cagnazzo, viene portato all'attenzione del Governo attraverso il coraggioso impegno sui temi della legalità dall'On. Pierfelice Zazzera.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" id="sed0145.stenografico.tit00070.int00160" class="intervento"&gt;Di seguito l'intervento:&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" id="sed0145.stenografico.tit00070.int00160" class="intervento"&gt;&lt;a title="Vai alla scheda personale: ZAZZERA Pierfelice" href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getSchedaPersonale.aspx?idLegislatura=16&amp;amp;idPersona=302898&amp;amp;webType=Normale"&gt;PIERFELICE ZAZZERA&lt;/a&gt;. Chiedo di parlare.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" id="sed0145.stenografico.tit00070.int00170" class="intervento"&gt;  &lt;a title="Vai alla scheda personale: BUTTIGLIONE Rocco" href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getSchedaPersonale.aspx?idLegislatura=16&amp;amp;idPersona=35640&amp;amp;webType=Normale"&gt;PRESIDENTE&lt;/a&gt;. Ne ha facoltà.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" id="sed0145.stenografico.tit00070.int00180" class="intervento"&gt;  &lt;a title="Vai alla scheda personale: ZAZZERA Pierfelice" href="http://documenti.camera.it/apps/resoconto/getSchedaPersonale.aspx?idLegislatura=16&amp;amp;idPersona=302898&amp;amp;webType=Normale"&gt;PIERFELICE ZAZZERA&lt;/a&gt;. Signor Presidente, intervengo affinché la Presidenza provveda a segnalare al Governo quanto sta accadendo in Puglia da alcune ore. Due giorni fa presso la sede regionale pugliese dell'Italia dei Valori è stata recapitata una lettera anonima contenente minacce di morte ad un iscritto dell'Italia dei Valori, Michele Cagnazzo, responsabile dell'osservatorio regionale sulla legalità. Sempre ieri, presso l'abitazione dello stesso Cagnazzo è stato recapitato un plico contenente una testa mozzata di animale e una lettera anonima al vaglio degli inquirenti.&lt;br /&gt;Michele Cagnazzo è un criminalista e autore di un libro sulla mafia, dal titolo &lt;em&gt;Mafia, una guerra senza confine&lt;/em&gt;. Nel 1998 si è costituito parte civile, collaborando con gli inquirenti al processo Aranea che ha portato all'arresto di 43 persone legate ad una potente famiglia criminale barese facente capo a Giovanni Gravina.&lt;br /&gt;Il processo si è concluso nell'ottobre 2008 con il proscioglimento degli imputati per sopravvenuta prescrizione. Cagnazzo ha documentato l'infiltrazione criminale nell'economia attraverso gli &lt;em&gt;Orobank&lt;/em&gt; e i &lt;em&gt;Money transfer&lt;/em&gt; che sono società finanziarie gestite da prestanomi di esponenti di spicco della criminalità organizzata. Cagnazzo è da tempo impegnato in un progetto per educare alla legalità, che lo vede impegnato a diffondere la cultura dell'antimafia nelle scuole della provincia di Bari.&lt;br /&gt;Signor Presidente, secondo il rapporto CENSIS del 2007, nel Mezzogiorno la Puglia è una delle regioni con il più alto livello di infiltrazione criminale: il 37,6 per cento dei comuni pugliesi sono interessati dalla criminalità organizzata, ovvero il 60 per cento del territorio regionale. La stessa Confesercenti parla di un giro d'affari di 90 miliardi di euro solo in Puglia. Da mesi amministratori pubblici vengono intimiditi e minacciati, fino alle minacce nei confronti del sostituto procuratore antimafia Desirè Digeronimo, fino all'uccisione di un nostro consigliere provinciale il 14 e 15 giugno del 2008 senza che sia stato ancora individuato alcun colpevole, né alcun indagato.&lt;br /&gt;Inoltre, è notizia di questa mattina che ieri c'è stata una intimidazione nei confronti di un iscritto dell'Italia dei valori di Ugento con un sasso di 17 chili contro il parabrezza dell'automobile. Ieri, inoltre, è stato appiccato il fuoco alla villa dell'imprenditore Colitti di Ugento, che ha denunciato lo sversamento di rifiuti tossici dentro la discarica Burgesi, di cui lo stesso Basile si stava occupando in quell'occasione.&lt;br /&gt;Domani saremo in piazza a Bari a dire che la Puglia sta dalla parte della legalità. Noi chiediamo a lei, signor Presidente, di chiedere al Governo di porre attenzione. Il livello di guardia è stato superato &lt;em&gt;(Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori - Congratulazioni)&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-8893645852629891801?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/8893645852629891801/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=8893645852629891801' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/8893645852629891801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/8893645852629891801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2009/03/lon-pierfelice-zazzera-idv-denuncia-al.html' title='L&apos;On. Pierfelice Zazzera (IDV) denuncia al Governo la nuova criminalità economica in Puglia.'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-6383390223216207860</id><published>2009-02-10T10:14:00.000+01:00</published><updated>2009-02-10T10:15:38.454+01:00</updated><title type='text'>"Michele Cagnazzo è stato il primo a lanciare l'allarme"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SZFFmsqeQwI/AAAAAAAAAHk/ylGSwggA7Dg/s1600-h/Immagine.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 133px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SZFFmsqeQwI/AAAAAAAAAHk/ylGSwggA7Dg/s400/Immagine.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5301094767518434050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-6383390223216207860?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/6383390223216207860/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=6383390223216207860' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/6383390223216207860'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/6383390223216207860'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2009/02/michele-cagnazzo-e-stato-il-primo.html' title='&quot;Michele Cagnazzo è stato il primo a lanciare l&apos;allarme&quot;'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SZFFmsqeQwI/AAAAAAAAAHk/ylGSwggA7Dg/s72-c/Immagine.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-1855348278020013546</id><published>2009-02-05T10:44:00.001+01:00</published><updated>2009-02-05T10:47:20.715+01:00</updated><title type='text'>I "colletti bianchi" chiamati mafia</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SYq1oxws5WI/AAAAAAAAAHc/pk8lIrxznCQ/s1600-h/Immagine+001.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; 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chiamati mafia'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SYq1oxws5WI/AAAAAAAAAHc/pk8lIrxznCQ/s72-c/Immagine+001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-177943147242734063</id><published>2009-01-29T12:12:00.000+01:00</published><updated>2009-01-29T12:15:01.446+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SYGPoqfjN6I/AAAAAAAAAHM/YAHOA0Bb1rI/s1600-h/Immagine.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5296672565528573858" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 377px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SYGPoqfjN6I/AAAAAAAAAHM/YAHOA0Bb1rI/s400/Immagine.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-177943147242734063?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/177943147242734063/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=177943147242734063' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/177943147242734063'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/177943147242734063'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2009/01/blog-post_29.html' title=''/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SYGPoqfjN6I/AAAAAAAAAHM/YAHOA0Bb1rI/s72-c/Immagine.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-4438863158320742887</id><published>2009-01-29T11:35:00.001+01:00</published><updated>2009-01-29T11:47:51.872+01:00</updated><title type='text'>La legge sulle intercettazioni è una porcata</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SYGJTIIb-zI/AAAAAAAAAHE/v9uZa7OgjKA/s1600-h/_DSC3221.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5296665598457805618" style="FLOAT: left; 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Ma anche per scoprire, se c'è qualche innocente che è finito ingiustamente in una inchiesta, grazie alle intercettazioni. Si può riuscire a scindere nell'immediatezza la responsabilità dei colpevoli e degli innocenti, quindi le intercettazioni per chi non ha niente da nascondere è una risorsa. Mentre, per chi ha molto da nascondere, è un pericolo. Purtroppo per quanto riguarda il divieto di intercettazione, il disegno di legge del Consiglio dei Ministri le proibisce per lo stupro, il sequestro di persona, l'associazione a delinquere, l'estorsione, la ricettazione, la truffa, il furto, lo spaccio di droga, l'omicidio colposo e gran parte dei reati finanziari. Questo è una porcata! Questi sono tutti reati per i quali oggi si può intercettare e, poichè abbiamo già dei problemi a scoprire dei colpevoli, forse a mio parere ce ne vorrebbero di più di intercettazioni e di indagini collegate. Invece a causa di una riduzione continua dei mezzi e dei fondi, ne abbiamo sempre di meno e abbiamo pochi colpevoli scoperti. Pensate quando non potremo nemmeno intercettarli quanti criminali in libertà avremo: dovremo chiuderci in casa e farci giustizia da soli. Questo è quello a cui ci vogliono portare.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Michele Cagnazzo&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-4438863158320742887?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/4438863158320742887/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=4438863158320742887' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/4438863158320742887'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/4438863158320742887'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2009/01/la-legge-sulle-intercettazioni-e-una.html' title='La legge sulle intercettazioni è una porcata'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SYGJTIIb-zI/AAAAAAAAAHE/v9uZa7OgjKA/s72-c/_DSC3221.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-8939174250290374251</id><published>2009-01-22T12:26:00.000+01:00</published><updated>2009-01-22T12:27:52.971+01:00</updated><title type='text'>Michele Cagnazzo il 12 Febbraio ad Acquaviva delle Fonti per parlare ai giovani di mafia</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SXhYFZeog-I/AAAAAAAAAG8/QGaq4i2nQK8/s1600-h/Immagine.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5294078211735978978" style="FLOAT: left; 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Il vostro calore e la vostra vicinanza sono stati importanti, ed è per questo che la speranza e la mia lotta quotidiana per una società migliore sarà sempre e continuerà ad essere il mio più grande impegno. Grazie,&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Michele Cagnazzo&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-4712245920267778568?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/4712245920267778568/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=4712245920267778568' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/4712245920267778568'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/4712245920267778568'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2008/12/ringraziamenti-per-gli-innumerevoli.html' title='Ringraziamenti per gli innumerevoli atti di stima e solidarietà'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-9081977843392685138</id><published>2008-12-16T11:42:00.000+01:00</published><updated>2008-12-18T11:11:36.567+01:00</updated><title type='text'>Progetto "L'Antimafia entra nelle Scuole" rivolto a tutte le scuole di ogni ordine e grado.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SMuheZoHYZI/AAAAAAAAAE0/iMf4XZ5V6Ts/s1600-h/Immagine1.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5245463734650364306" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SMuheZoHYZI/AAAAAAAAAE0/iMf4XZ5V6Ts/s400/Immagine1.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SMuheuCl-GI/AAAAAAAAAE8/YXLu0g5qb7k/s1600-h/Immagine.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5245463740130130018" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SMuheuCl-GI/AAAAAAAAAE8/YXLu0g5qb7k/s400/Immagine.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per maggiori informazioni telefonare allo: 333/2836105 - 333/2841106.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-9081977843392685138?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/9081977843392685138/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=9081977843392685138' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/9081977843392685138'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/9081977843392685138'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2008/09/blog-post.html' title='Progetto &quot;L&apos;Antimafia entra nelle Scuole&quot; rivolto a tutte le scuole di ogni ordine e grado.'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SMuheZoHYZI/AAAAAAAAAE0/iMf4XZ5V6Ts/s72-c/Immagine1.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-5775091249294332889</id><published>2008-12-01T12:29:00.003+01:00</published><updated>2008-12-01T12:37:44.686+01:00</updated><title type='text'>Interpellanza Parlamentare per le minacce di morte subite dallo Scrittore e Criminalista Michele Cagnazzo</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/STPLW6FttfI/AAAAAAAAAGU/OZmeATxnLLk/s1600-h/SINTERO.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274783182991767026" style="WIDTH: 283px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/STPLW6FttfI/AAAAAAAAAGU/OZmeATxnLLk/s400/SINTERO.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/STPLfswXaWI/AAAAAAAAAGc/cd0DZeQcDlg/s1600-h/SINTERO2.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274783334031386978" style="WIDTH: 283px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/STPLfswXaWI/AAAAAAAAAGc/cd0DZeQcDlg/s400/SINTERO2.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-5775091249294332889?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/5775091249294332889/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=5775091249294332889' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/5775091249294332889'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/5775091249294332889'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2008/12/interpellanza-parlamentare-per-le.html' title='Interpellanza Parlamentare per le minacce di morte subite dallo Scrittore e Criminalista Michele Cagnazzo'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/STPLW6FttfI/AAAAAAAAAGU/OZmeATxnLLk/s72-c/SINTERO.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-1287297645474314292</id><published>2008-12-01T10:57:00.002+01:00</published><updated>2008-12-01T10:58:43.442+01:00</updated><title type='text'>DAL QUOTIDIANO DI BARI</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/STO1PCBp7ZI/AAAAAAAAAGM/cVKeoTUvcY8/s1600-h/Immagine+001.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274758858427461010" style="WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 202px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/STO1PCBp7ZI/AAAAAAAAAGM/cVKeoTUvcY8/s400/Immagine+001.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-1287297645474314292?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/1287297645474314292/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=1287297645474314292' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/1287297645474314292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/1287297645474314292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2008/12/dal-quotidiano-di-bari.html' title='DAL QUOTIDIANO DI BARI'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/STO1PCBp7ZI/AAAAAAAAAGM/cVKeoTUvcY8/s72-c/Immagine+001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-1207065167125885383</id><published>2008-11-27T10:23:00.001+01:00</published><updated>2008-11-27T10:29:30.646+01:00</updated><title type='text'>MINACCE DI MORTE ALLO SCRITTORE-CRIMINALISTA MICHELE CAGNAZZO</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SS5ocxZOf1I/AAAAAAAAAGE/WUpFKb3cVhU/s1600-h/Cagnazzo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273267057202200402" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 290px; CURSOR: hand; HEIGHT: 193px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SS5ocxZOf1I/AAAAAAAAAGE/WUpFKb3cVhU/s320/Cagnazzo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’atto intimidatorio giunto presso lo studio-abitazione dello scrittore e criminalista Michele Cagnazzo, impegnato già da diversi anni sul fronte antimafia (in data 24/11/2008, contenente una lettera di minacce e due proiettili di grosso calibro), come da immediata dichiarazione rilasciata dallo stesso Cagnazzo “si ritiene non riconducibile soltanto ed unicamente al suo libro-inchiesta “Mafia una guerra senza confini”, che comunque rimane una denuncia chiara, netta del malaffare, della corruzione e della questione mafiosa in Italia ed in Puglia, ma potrebbe essere altresì riconducibile anche all’incessante attività antimafia che Cagnazzo sta portando avanti ed espletando in questi ultimi anni attraverso innumerevoli dibattiti, conferenze e presentazioni, durante i quali non risparmia nomi, cognomi, fatti e circostanze”. Tra le ulteriori attività del Cagnazzo segnaliamo anche il progetto di Educazione alla Legalità di cui è coordinatore denominato “L’Antimafia entra nelle Scuole” – Conoscere le mafie ricostruire la legalità, che sta portando avanti con assoluta determinazione in diversi Istituti Scolastici. Tutta questa incessante attività antimafia si lega ultimamente anche alle ultime inchieste e studi di settore sulle nuove frontiere ed aree di intervento della mafia barese, ovvero quella economica. Ultimamente ha dichiarato pubblicamente che nella riedizione ampliata del suo ultimo libro “Mafia una guerra senza confini”, che uscirà a breve, ci sarà un capitolo interamente dedicato “Ai segreti della mafia Barese: dall’usura al riciclaggio”.&lt;br /&gt;Tale attività incessante ha evidentemente punto nel vivo quelle logiche di malaffare contro cui incensantemente lotta Michele Cagnazzo. Le segrete corporazioni mafiose non sono state a guardare, ma da tempo hanno cercato di ostacolare quest’attività in modo più o meno sottile sino a quando in data 17/11/2008 ha ricevuto un SMS anonimo contenete la seguente minaccia “ Lascia perdere la mafia bastardo se no farai brutta fine”.&lt;br /&gt;Tutto questo, dichiara Cagnazzo, potrebbe aver dato fastidio a qualcuno, “lo schifoso potere mafioso quando lo sfidi emerge in tutta la sua arroganza e prepotenza”, io continuerò a fare quello che ho sempre fatto, perché la lotta alla mafia è una personale scelta etica e morale, e non riesco a concepire la mia vita in maniera diversa. Quindi non mi pongo il problema della paura e non mi fermerò. Il coraggio di fronte a queste ignobili minacce ha già preso il sopravvento.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-1207065167125885383?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/1207065167125885383/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=1207065167125885383' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/1207065167125885383'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/1207065167125885383'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2008/11/minacce-di-morte-allo-scrittore.html' title='MINACCE DI MORTE ALLO SCRITTORE-CRIMINALISTA MICHELE CAGNAZZO'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SS5ocxZOf1I/AAAAAAAAAGE/WUpFKb3cVhU/s72-c/Cagnazzo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-7550694271723454746</id><published>2008-11-26T09:06:00.002+01:00</published><updated>2008-11-26T09:15:03.621+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SS0FfNlXmRI/AAAAAAAAAF8/GXZjhCYTgnI/s1600-h/articolo.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5272876772501199122" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 254px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SS0FfNlXmRI/AAAAAAAAAF8/GXZjhCYTgnI/s320/articolo.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-7550694271723454746?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/7550694271723454746/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=7550694271723454746' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/7550694271723454746'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/7550694271723454746'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2008/11/blog-post.html' title=''/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SS0FfNlXmRI/AAAAAAAAAF8/GXZjhCYTgnI/s72-c/articolo.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-6636434712243106587</id><published>2008-11-07T09:55:00.003+01:00</published><updated>2008-11-07T09:59:30.824+01:00</updated><title type='text'>"IL METODO MAFIOSO BARESE"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SRQDAS-0DwI/AAAAAAAAAFM/I_d1wtqdg-Y/s1600-h/lungomare09.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5265837167933132546" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 202px; CURSOR: hand; HEIGHT: 156px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SRQDAS-0DwI/AAAAAAAAAFM/I_d1wtqdg-Y/s320/lungomare09.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; E’ innegabile che le organizzazioni mafiose baresi siano oggi strutture complesse e flessibili che mutano obiettivi e strategie in relazione ai mutamenti sociali ed economici interpretati in un contesto transnazionale. Oggi le organizzazioni criminali baresi sono un network, strutture a rete, operanti con mentalità di impresa, capaci di intrecciarsi e fare linking non solo tra loro, ma anche con pezzi di economia legale, per raggiungere il massimo dei risultati che il mercato globale offre in termini di profitto economico. Per tali motivi, sembra necessario disporre dei nuovi ed altrettanto flessibili strumenti di analisi e di contrasto per fronteggiare un fenomeno, che specie nel campo finanziario, sfrutta sempre più le enormi possibilità del mercato globale; aumentando in via proporzionale la capacità di mimetizzarsi nella cosiddetta area grigia dell’economia e della società. Quello che le inchieste e le analisi, a cui da anni mi dedico e che cerco con non poca fatica e molti rischi di dimostrare, è che oggi la criminalità organizzata barese non è un modello di anarchia criminale, spesso richiamato nei discorsi sul tema, ma un efficace e moderno network del crimine, che fa del decentramento, della divisione dei compiti, della flessibilità, dei contatti internazionali i suoi punti di forza. E allora necessario, senza dimenticare le conoscenze e le analisi che ci vengono dal passato, rimodernare gli strumenti di analisi del metodo operativo delle organizzazioni criminali: senza questo passo interpretativo verso il futuro i mezzi di contrasto legislativi e di comprensione del fenomeno diverranno sempre di più inefficaci e spuntati strumenti nelle mani di chi è chiamato ad utilizzarli. Nella nostra terra gli uomini non crescono, ma vengono coltivati dal sistema mafioso.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-6636434712243106587?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/6636434712243106587/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=6636434712243106587' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/6636434712243106587'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/6636434712243106587'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2008/11/il-metodo-mafioso-barese.html' title='&quot;IL METODO MAFIOSO BARESE&quot;'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SRQDAS-0DwI/AAAAAAAAAFM/I_d1wtqdg-Y/s72-c/lungomare09.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-8913737930848187644</id><published>2008-11-03T11:08:00.002+01:00</published><updated>2008-11-03T11:13:30.241+01:00</updated><title type='text'>UNA DESTRA CHE NON C'E' PIU'</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;In merito all'intervento di Pinuccio Gallo (dirigente de "La Destra") apparso su alcuni quotidiani del 24.10.c.m., e di altri intermezzi relativi ai suoi amici di partito, è d'uopo offrire ai lettori alcune opportune precisazioni. "La Destra" di cui parla Gallo e che oggi la vuole accanto al PDL, non più di qualche mese fa, dichiarava: "Non ci identifichiamo più con questa fase di transizione della destra italiana. Non ci identifichiamo più con quei valori che la destra ha rappresentato per noi, nei quali per anni ci siamo rispecchiati, come uomini e militanti. Non possiamo più ignorare il lento e continuo slittamento di AN verso posizioni sempre più centriste e neoliberiste. Questo orizzonte politico non ci appartiene. Una destra, che non può rispecchiarsi in una realtà capitalista totalizzante. La Destra nasce come reazione alla carenza di democrazia in Alleanza Nazionale..." E potrei continuare. Mi chiedo e si chiedono tanti altri, hanno già cambiato idea Gallo ed i suoi amici? On.le Gallo ma lei pensa veramente che i cittadini siano talmente ingenui da non capire che tutto questo assomiglia più che ad una scelta ad una sana astinenza da potere? Che crea conseguentemente e logicamente poca credibilità? Ebbene, un vero uomo di destra non è colui che si butta nella mischia per evitare di buttarsi a sinistra o per contrapporre semplicemente una destra alla sinistra, così come si contrappone il freddo al caldo, o il pari al dispari. Il vero uomo di destra, disdegna la sterile contrapposizione meccanica di destra e sinistra, ma punta all'essenza delle cose. Oggi la cittadinanza sana è stufa di tutti questi "giochetti ed amoreggiamenti politici", ha la sola necessità di giungere il più presto possibile a un giorno in cui tutti si possa collaborare unitariamente, nel nome della Nazione, al solo scopo di creare una vita individuale e sociale sana e funzionale. Ma soprattutto vedere una politica seriamente interessata a creare una vita migliore per sé e per gli altri. Ritengo che un inizio di ricostruzione può avvenire facendo eleggere gli organi di un partito direttamente dai cittadini, come avviene per le assemblee costituenti, che elimini ogni forma di adesione riconducibile al vecchio sistema di tesseramento, che individuasse i propri candidati con le primarie, che si organizzasse su base tematica, che si apra ai movimenti locali senza pretenderne l'omologazione. Quindi occorre chiudere con il vecchio armamentario di tessere, correnti, liste bilanciate e tutti gli arnesi delle solite liturgie di un mondo totalmente estraneo alla vita dei cittadini, che negli ultimi anni ha creato unicamente una divisione profonda tra i partiti e la società. Non serve trovare soluzioni di compromesso che lascino indisturbati gli organizzatori di un consenso manipolato! Perchè sono convinto che il Paese non cambierà se prima non avremo cambiato la politica in generale del Paese!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Michele Cagnazzo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-8913737930848187644?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/8913737930848187644/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=8913737930848187644' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/8913737930848187644'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/8913737930848187644'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2008/11/una-destra-che-non-ce-piu.html' title='UNA DESTRA CHE NON C&apos;E&apos; PIU&apos;'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-4916517422844351328</id><published>2008-10-18T08:50:00.002+02:00</published><updated>2008-10-18T08:53:52.928+02:00</updated><title type='text'>A Cassano delle Murge "Mafia Una Guerra Senza Confini"</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SPmH9eZu0YI/AAAAAAAAAFE/fMLOlvwwEQ4/s1600-h/poster_mafia_cagnazzo16.10.08.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5258383530134524290" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SPmH9eZu0YI/AAAAAAAAAFE/fMLOlvwwEQ4/s400/poster_mafia_cagnazzo16.10.08.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-4916517422844351328?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/4916517422844351328/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=4916517422844351328' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/4916517422844351328'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/4916517422844351328'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2008/10/cassano-delle-murge-mafia-una-guerra.html' title='A Cassano delle Murge &quot;Mafia Una Guerra Senza Confini&quot;'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SPmH9eZu0YI/AAAAAAAAAFE/fMLOlvwwEQ4/s72-c/poster_mafia_cagnazzo16.10.08.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-6675499764229673563</id><published>2008-10-14T09:39:00.002+02:00</published><updated>2008-10-18T08:50:21.796+02:00</updated><title type='text'>Il Reportage "Volti e Nomi" selezionato al "Festival Internazionale del Cinema di Roma"</title><content type='html'>Il filo spinato attorno ai vigneti e la marcia pacifica di tantissime persone, unite dallo stesso ideale. La forza delle immagini di un documentario testimonia l’importanza dei temi trattati, ma anche il montaggio, la scelta delle location e le interviste costituiscono l’ossatu - ra fondamentale di ogni buon reportage filmico che si rispetti. Ed allora non sorprende affatto se il documentario Volti e nomi, prodotto dall’associazione culturale Zerottanta e dal Liceo Scientifico «A. Scacchi» di Bari (realizzato nel corso dell’anno scolastico 2007-08), è stato selezionato al Festival internazionale del Cinema di Roma nella sezione «Alice nella città», per la quale sarà proiettato lunedì 27 ottobre, alle 14, nella Sala Cinema Ikea presso l’Auditorium Parco della Musica. Autori e registi sono Ermes Di Salvia e Anna Giulia D’Onghia, che hanno guidato gli allievi del liceo barese alla realizzazione dell’opera attraverso un corso di laboratorio interclasse di formazione al documentario, con il coordinamento didattico delle docenti Lia D’Ar pa e Anna Pellicoro. Il filo spinato - l’immagine che apre il documentario - è quello che circonda alcuni vigneti brindisini confiscati a un imprenditore colluso con la mafia. Il tema centrale di Volti e nomi, infatti, riguarda la lotta a Cosa Nostra: in particolar modo il reportage è incentrato sulla manifestazione dello scorso 15 marzo tenutasi a Bari, la XIII edizione della «Giornata delle vittime della mafia». «Con una troupe di 19 allievi - spiega Di Salvia - abbiamo seguito l’intera manifestazione, dal corteo studentesco partito dal lungomare al comizio tenuto da don Ciotti e altre istituzioni. Abbiamo così verificato sul campo il lavoro fatto nel laboratorio scolastico. I ragazzi, inoltre, sono venuti con noi a Brindisi per un’intera giornata. Al termine avevamo a disposizione 38 ore di girato, ridotte poi all’attuale durata di 22 minuti del documentario». La sintesi narrativa del reportage, in effetti, è uno dei punti di forza del lavoro di Di Salvia e D’Onghia (ben coadiuvati anche dal montaggio di Enzo Piglionica, della Vertigo Imaging di Bitonto): lunghe e suggestive carrellate si alternano a qualche intervista raccolta per strada e non mancano brevi flash simbolici di immagini di repertorio o tratte dai super-processi. L’uso del ralenti, la contrapposizione tra bianco e nero e colore, inoltre, connota il lavoro di sprazzi da videoclip, con un fluire narrativo sempre dinamico e pulito, nella scansione sonora di ogni avvenimento. Il valore aggiunto del lavoro risiede nelle parole, spesso pesanti come macigni, degli intervistati: il procuratore aggiunto della Procura di Bari Marco Dinapoli spiega l’importanza di manifestazioni come quelle, ma anche le storture legislative che ostacolano il lavoro dell’antimafia; &lt;strong&gt;il criminalista Michele Cagnazzo parla della «mafia invisibile» odierna&lt;/strong&gt;, mentre Aldo Pecora, un ragazzo movimentista di Locri, ricorda che la mafia si nutre soprattutto del malaffare che ruota attorno alla politica. Al termine, le parole di don Ciotti e di Nichi Vendola, chiudono con amarezza e un pizzico di commozione il bel lavoro dei due registi baresi, tra le note di una colonna sonora ricercata, con le musiche dei Radiohead, Andrea Guerra e dei Sigur Rós.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-6675499764229673563?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/6675499764229673563/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=6675499764229673563' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/6675499764229673563'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/6675499764229673563'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2008/10/il-reportage-volti-e-nomi-selezionato.html' title='Il Reportage &quot;Volti e Nomi&quot; selezionato al &quot;Festival Internazionale del Cinema di Roma&quot;'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-3775479998694576448</id><published>2008-09-12T09:18:00.001+02:00</published><updated>2008-09-12T09:20:26.670+02:00</updated><title type='text'>L'Obiettivo della mafia barese è l'economia</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;"La mafia barese si muove su un piano di apparente normalità".&lt;br /&gt;     &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Dietro gli "Oro Bank", "Money Transfer" e "Società Finanziarie" si nasconde la criminalità economica barese.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' possibile che nessuno si accorga di nulla? E' possibile che tutto ciò rischia di sembrare e possa passare come normale, naturale? Qualcuno si ponga il problema. Un dato va preso con molto coraggio, specie negli ultimi mesi man mano che nella nostra provincia questi negozi denominati "Oro Bank" (acquisto e vendo oro e argento, e altro) conquistavano più territorio, di pari passo aumentavano in maniera esponenziale i furti in appartamento, scippi e furti di oggetti preziosi. Questo introduce un dato di fatto che queste due realtà sono organiche e compatibili tra di loro, se riescono a prosperare e ad aumentare nelle stesse aeree. Una pericolosa sottovalutazione. L'espansione della presenza della criminalità organizzata dietro tutto questo fenomeno economico, è avvenuto sostanzialmente nell'indifferenza delle istituzioni e della pubblica opinione. Fiumi di droga dall'Albania e fiumi di denaro spediti e riciclati attraverso una rete di centinaia di agenzie di "Money Transfer" sparse in Bari e provincia. Agenzie di "Money Transfer" utilizzate con la complicità dei gestori, dove per spedire denaro chissà dove vengono utilizzati: nomi di persone senza reddito ed inconsapevoli, fittizie, non identificate oppure complici. Questo sistema collaudato e attivo già da anni, ha un giro d'affari solo nella provincia di Bari di svariati milioni di euro, in cui si mimetizzano operazioni finanziarie illegali. Per non parlare del fenomeno dell'usura, che ha cambiato faccia ma non metodo: la tradizionale figura dello strozzino è stata affiancata da pseudo-società finanziarie, dotate di maggiore capacità di condizionare il mercato finanziario e anche di un maggiore potere di intimidazione che deriva dall'essere collegate ad organizzazioni criminali finanziatrici. L'economia è ormai un obiettivo primario delle organizzazioni mafiose baresi. Hanno già dimostrato spiccate capacità imprenditoriali con il contrabbando, non hanno avuto grossi problemi ad interessarsi di ulteriori aree di intervento. Le organizzazioni criminali baresi non solo si sono adattate con disarmante rapidità ai cambiamenti socio-economici proprio degli ultimi anni, ma hanno saputo approfittare della spinta verso la globalizzazione. Di qui la difficoltà oggettiva della identificazione dell'origine criminosa di una attività economica, esteriormente del tutto legale e che da essa si differienza per l'illiceità occulta diretta alla finalizzazione dell'attività attraverso concorsualità di rapporti interni ed esterni. Mentre l'economia mafiosa sta assumendo forme sempre più evolute e pericolose, non sembra ancora abbastanza diffusa, nella classe politica e nella società civile, la consapevolezza che lo sviluppo dell'economia criminale ha effetti devastanti e irreversibili sull'economia legale: inquina i circuiti finanziari e creditizi, altera l'andamento dei mercati, facendo ricorso a strumenti estranei al mondo imprenditoriale legale, incentiva l'economia sommersa e la sottrazione di masse finanziarie al prelievo fiscale. Quel che è peggio, l'economia criminale sta determinando una sorta di condivisione di interessi che sembra rendere evanescente il confine tra mondo del crimine e società civile, stabilizzando una rete collusiva di rapporti ben diversi da quello tradizionale, tra delinquenti e vittime del reato. In un contesto così complesso, poichè la liquidità di origine illecita non può essere nè spesa nè reinvestita prima di venire ripulita, l'operazione di riciclaggio assume un ruolo di fondamentale importanza che si chiama "Oro bank" e centinaia di finanziarie sparse su tutto il territorio di Bari e provincia. L'organizzazione criminale barese, con azioni illecite di diversa natura (usura, spaccio di sostanze stupefacenti, sfruttamento della prostituzione, estorsioni, ecc) acquisisce ingenti quantità di denaro che, illecitamente conseguite, non possiedono alcun potere d'acquisto, occorrerà prima separare il capitale "sporco" dalla fonte che lo ha generato cosi che ad essa non si possa risalire; operazione questa che si avvale di soggetti (noti e meno noti commercialisti locali) specializzati in operazioni specifiche di schermatura atte a conferirle nuova veste giuridica e geografica. In conclusione la casistica che emerge dalle ricerche condotte, negli ultimi mesi, su persone e società operanti al di fuori del settore finanziario è molto ricca e riguarda nello specifico prevalentemente "Oro Bank", "Società Finanziarie", agenzie con annessi servizi di "Money Transfer"; insomma soggetti economici che, a volte per convenienza, si prestano a fare da schermo al riciclatore, occultando dietro la loro attività apparentemente lecita la provenienza del suo denaro sporco. &lt;br /&gt;                                                                                                                     &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;                                                                                    &lt;strong&gt;Michele Cagnazzo&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-3775479998694576448?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/3775479998694576448/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=3775479998694576448' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/3775479998694576448'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/3775479998694576448'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2008/09/lobiettivo-della-mafia-barese-leconomia.html' title='L&apos;Obiettivo della mafia barese è l&apos;economia'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-6418523316375752739</id><published>2008-09-09T11:05:00.001+02:00</published><updated>2008-09-09T11:08:09.677+02:00</updated><title type='text'>Michele Cagnazzo al "Women's Fiction Festival"</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SMY86GgvnNI/AAAAAAAAACg/N_iqZ4oZCps/s1600-h/copertina+programma.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5243945784997551314" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SMY86GgvnNI/AAAAAAAAACg/N_iqZ4oZCps/s400/copertina+programma.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SMY86A3etqI/AAAAAAAAACo/vb2rXLvh8wQ/s1600-h/programma1.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5243945783482300066" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SMY86A3etqI/AAAAAAAAACo/vb2rXLvh8wQ/s400/programma1.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-6418523316375752739?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/6418523316375752739/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=6418523316375752739' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/6418523316375752739'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/6418523316375752739'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2008/09/michele-cagnazzo-al-womens-fiction.html' title='Michele Cagnazzo al &quot;Women&apos;s Fiction Festival&quot;'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SMY86GgvnNI/AAAAAAAAACg/N_iqZ4oZCps/s72-c/copertina+programma.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-2419591685856739402</id><published>2008-08-06T09:17:00.001+02:00</published><updated>2008-08-06T09:19:05.040+02:00</updated><title type='text'>Intervista a Michele Cagnazzo</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SJlQSVN4jMI/AAAAAAAAABw/vCJ3fCH3he4/s1600-h/Immagine+001.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5231300718030785730" style="DISPLAY: block; 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MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SJBCxxDU1cI/AAAAAAAAABk/YYwnxRdRubY/s400/Immagine+001.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-7905678869155704657?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/7905678869155704657/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=7905678869155704657' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/7905678869155704657'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/7905678869155704657'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2008/07/lantimafia-entra-nelle-scuole.html' title='L&apos;Antimafia entra nelle scuole'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SJBCxxDU1cI/AAAAAAAAABk/YYwnxRdRubY/s72-c/Immagine+001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-2530344212212416256</id><published>2008-07-28T09:44:00.000+02:00</published><updated>2008-07-28T09:46:34.073+02:00</updated><title type='text'>Michele Cagnazzo (a dx), Don Luigi Merola e Stefania Ferrante a Polignano</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SI15NtyAY2I/AAAAAAAAABc/ZGFVCaAUgoE/s1600-h/DSCN3264.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5227968018981610338" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SI15NtyAY2I/AAAAAAAAABc/ZGFVCaAUgoE/s400/DSCN3264.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-2530344212212416256?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/2530344212212416256/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=2530344212212416256' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/2530344212212416256'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/2530344212212416256'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2008/07/michele-cagnazzo-dx-don-luigi-merola-e.html' title='Michele Cagnazzo (a dx), Don Luigi Merola e Stefania Ferrante a Polignano'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SI15NtyAY2I/AAAAAAAAABc/ZGFVCaAUgoE/s72-c/DSCN3264.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-1308188288247363923</id><published>2008-07-21T16:25:00.001+02:00</published><updated>2008-07-21T16:28:38.325+02:00</updated><title type='text'>Paolo Borsellino: ricordarlo significa darci dentro</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SIScmMlA3XI/AAAAAAAAAAs/oLKDAeB5qW0/s1600-h/borsellino.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SIScmMlA3XI/AAAAAAAAAAs/oLKDAeB5qW0/s320/borsellino.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5225473647682051442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: trebuchet ms;"&gt;Alcuni uomini sono stati collocati dalla storia e da chi predispone i piani che presiedono all'esistenza di ognuno in una condizione misteriosa. Non ci si può sottrarre nemmeno occasionalmente, non si possono sottrarre nemmeno dei pezzettini della propria vita. Questo sarebbe tradire la vocazione e passare dall'altro lato. &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;Ecco perchè la memoria intensa di Paolo Borsellino, come delle altre vittime della mafia circola nelle nostre vene come circola il sangue. &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;Ma non basta che taluni di noi ricordino e conformino la vita a tale memoria. È necessario che essa sia tenuta sveglia, il più possibile, anche in coloro che, in un modo o nell'altro, sono stati compartecipi degli obiettivi per i quali loro hanno versato il sangue. E in chi, almeno, ha provato indignazione, commozione, rabbia, per la loro morte e per le stragi. &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;Si deve impedire che la compartecipazione possa essere stata l'esperienza emozionante di qualcosa circoscritta nel tempo o, ancor peggio, passeggera e fugace, anche se forte e travolgente. Io e tanti altri giriamo l'Italia, in mezzo ai giovani, nelle scuole e tra la gente, per parlare di loro e delle loro gesta. Ci sforziamo affinché ne venga raccolta l'eredità morale e sia ingrandita. Paolo Borsellino ha cercato di darci dentro perchè le cose cambiassero. Lo ha fatto molte volte in un deserto di indifferenza, di ipocrisia, di quieto vivere, di attenzione più al privato che non a quello che succedeva fuori. Ricordarlo significa sottolineare una testimonianza di impegno, ma anche un monito per ciascuno di noi a darci dentro, un invito che in un ambiente a forte cultura cattolica ha le sue radici proprio nel Vangelo. A noi tocca proseguire con coraggio e organizzare la grande speranza, affinché si possa realizzare il più grave, grande sogno di Paolo Borsellino. &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Michele Cagnazzo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-1308188288247363923?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/1308188288247363923/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=1308188288247363923' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/1308188288247363923'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/1308188288247363923'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2008/07/paolo-borsellino-ricordarlo-significa.html' title='Paolo Borsellino: ricordarlo significa darci dentro'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SIScmMlA3XI/AAAAAAAAAAs/oLKDAeB5qW0/s72-c/borsellino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-7338109765255795828</id><published>2008-07-21T11:12:00.001+02:00</published><updated>2008-07-21T11:13:50.924+02:00</updated><title type='text'>A Foggia Michele Cagnazzo con il suo libro primo in classifica</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SIRTPL1Dw2I/AAAAAAAAAAk/bqppGlG6-bk/s1600-h/Cagnazzo+primo+in+classifica.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5225392987995095906" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SIRTPL1Dw2I/AAAAAAAAAAk/bqppGlG6-bk/s400/Cagnazzo+primo+in+classifica.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-7338109765255795828?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/7338109765255795828/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=7338109765255795828' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/7338109765255795828'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/7338109765255795828'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2008/07/foggia-michele-cagnazzo-con-il-suo.html' title='A Foggia Michele Cagnazzo con il suo libro primo in classifica'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SIRTPL1Dw2I/AAAAAAAAAAk/bqppGlG6-bk/s72-c/Cagnazzo+primo+in+classifica.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5072172294806166751.post-974564417725414712</id><published>2008-07-21T10:12:00.000+02:00</published><updated>2008-08-04T16:51:51.056+02:00</updated><title type='text'>ESCLUSIVA-Intervista a Michele Cagnazzo, Criminalista e Scrittore</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SIRIVjcPbwI/AAAAAAAAAAc/halKQketvx8/s1600-h/Cagnazzo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5225381002784763650" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SIRIVjcPbwI/AAAAAAAAAAc/halKQketvx8/s320/Cagnazzo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;Michele Cagnazzo (nella foto a lato), il tuo libro "Mafia Una Guerra Senza Confini" è la tua prima opera editoriale. Ha già riscosso interesse diffuso e molti quotidiani e tv se ne sono occupati. Come procede la fase di presentazione?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;E' un libro che è stato apprezzato da subito per la sua originalità e si è ben inserito nell'agone editoriale, come ha dichiarato in questi mesi la critica letteraria più suscettibile. E' un libro-inchiesta, che ha come valore aggiunto quello di farsi leggere come un romanzo, appassionando ed emozionando. Dalla prima stesura era quello che mi prefiggevo ed i lettori sono stati bravi a cogliere questo aspetto. In questi mesi mi hanno fatto piacere le centinaia di lettere ricevute, da Vercelli a Bagheria, di giovani che hanno letto il libro e non hanno potuto fare a meno di scrivermi per esprimere il loro entusiasmo e condivisione. Giovani liberi, scevri da ogni tipo di rassegnazione che esprimono la propria individualità attraverso il proprio pensiero, senza condizionamenti. Stiamo definendo ed ultimando con innumerevoli amministrazioni comunali, associazioni e scuole di ogni ordine e grado un lungo percorso di presentazioni che ci porterà per qualche anno ad attraversare tutta l'Italia con il nostro inedito ed originale format anche perchè indipendentemente dall'attualità sempre viva del tema mafia, il libro si inserisce in un percorso itinerante di "cultura della legalità".&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Il tuo libro è una testimonianza personale, ma anche la denuncia in prima persona delle disfunzioni-deviazioni istituzionali e politiche.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Sicuramente nel libro parlo anche di vicende personali, specie nel capitolo "Io, l'antimafia e la politica", ma lascio la curiosità al lettore. Nel testo faccio nomi, cognomi e racconto fatti e circostanze. L'impatto lo avranno sicuramente quei politici o meglio quella politica che non ha fatto il suo dovere. Quelli che sono stati parte della corruzione che ha guastato, rotto, dissolto, viziato la convivenza civile e i rapporti tra gli uomini, per loro il sacrificio di tanti uomini onesti e servitori dello Stato, per loro ricordarli o averne dei rapporti rappresenta un fastidio, un ostacolo, qualcosa di cui liberarsi.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Da osservatore dei fenomeni mafiosi e di corruzione qual'è oggi la situazione della lotta alla mafia in Puglia?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Ho dedicato un intero capitolo del libro a "Puglia e Cosa Nostra" che meriterebbe di essere attenzionato, perchè fa capire come è arrivata la mafia da noi. Partendo dall'operazione antimafia "Blue Moon" fino ad arrivare all'operazione "Eclissi", si è ampiamente dimostrato che la mafia esiste anche in Puglia, a dispetto di qualche scettico. Ma sicuramente non saranno solo le operazioni di polizia giudiziaria a debellare questa maledetta gramigna, se la politica non saprà riempire questi vuoti. La mafia pugliese si muove su un piano di apparente legalità che ha sempre un grosso peso nei condizionamenti della società. Insomma la stessa la definirei a metà strada tra quella campana, che è molto frastagliata e frantumata e quella più stabile organizzativamente come la 'Ndrangheta e Cosa Nostra. Però alcuni miei studi, mi hanno confermato che per lungo tempo a Bari e in Puglia si sono confuse mafia e mentalità mafiosa. Mafia come organizzazione criminale ed illegale e mentalità mafiosa come semplice modo di essere; si può benissimo avere una mentalità mafiosa, senza essere necessariamente un criminale o pluriomicida. Per essere più chiari, la mentalità mafiosa è tipica dei "centri di potere", difficilmente decifrabili, ben inseriti nelle pieghe del tessuto sociale che cercano di conservare e difendere determinati privilegi. E sopra di questa la massoneria. E mi fermo qui, anche perchè questo è un terreno minato. Ai giovani pugliesi e meridionali in genere, quello che fa più paura è interi pezzi di società hanno mutuato i modelli comportamentali dei mafiosi, costituendo dal proprio interno delle vere e proprie cupole di controllo e di potere. Dove i rigidi criteri meritocratici a salvaguardia dell'interesse pubblico, sono stati sostituiti da logiche nepotistiche di lotizzazione politica. Vedasi caso Universitopoli barese. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;La classe politica pugliese come la reputi?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Tranne qualche sporadico caso di vera politica (vedasi il buon lavoro che sta effettuando Michele Emiliano a Bari, specie nelle periferie) una buona parte dei politici pugliesi la definerei un misto di corrotti e corruttori, concussi e concussori. In Puglia c'è un livellamento verso il basso che la nobiltà politica sarà sempre meno riconosciuta.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Come giudichi i magistrati che lasciano la magistratura per dedicarsi alla politica?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Io sono legato alla figura del magistrato che nasce e muore con la toga. Sono purtorppo un irredimibile nostalgico e tradizionalista. Sicuramente ho sempre pensato che fosse una di quelle professioni che si sceglie, non per ripiego, ma per una sorta di vocazione. E' difficile giudicare, nella vita si cambia, ci si stanca, ci si arrende, si scelgono altri percorsi. Spero solo che i magistrati che decidono di scendere in politica creino condizioni migliori e leggi più efficaci per i loro colleghi rimasti in trincea. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Un messaggio che vuole lanciare con la sua opera?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Uno su tutti ed è molto chiaro: "La mafia c'era, la mafia potrà continuare ad esserci, non vogliamo dimenticarla ne tanto meno conviverci. Anzi, vi dico di più, vogliamo distruggerla.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5072172294806166751-974564417725414712?l=michelecagnazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/feeds/974564417725414712/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5072172294806166751&amp;postID=974564417725414712' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/974564417725414712'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5072172294806166751/posts/default/974564417725414712'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://michelecagnazzo.blogspot.com/2008/07/esclusiva-intervista-michele-cagnazzo.html' title='ESCLUSIVA-Intervista a Michele Cagnazzo, Criminalista e Scrittore'/><author><name>Ufficio Stampa Michele Cagnazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06439987958457676361</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_xgQvWbsRZfE/SIRIVjcPbwI/AAAAAAAAAAc/halKQketvx8/s72-c/Cagnazzo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
